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Pizza Cosentina: la proposta identitaria di De Giuseppe Pizzeria

pizza cosentina

A Rende, Pasqualino De Giuseppe dopo anni di sperimentazioni punta tutto sulla Pizza Cosentina e sulla promozione del territorio.

Sottile, croccante, ampia nel diametro, in equilibrio tra la napoletana, la romana e la pugliese. è la pizza cosentina, una tonda nata come evoluzione della napoletana cotta nei forni da panificazione che garantivano una cottura più dolce. A riportarla alla ribalta è Pasqualino De Giuseppe, patron di De Giuseppe Pizzeria a Rende.

Dopo anni di sperimentazione, infatti, De Giuseppe ha deciso di dare una svolta alla sua insegna puntando tutto su una proposta fortemente identitaria come la pizza cosentina.

Il mio obiettivo è preservare e valorizzare questo stile”racconta Pasqualino De Giuseppe. “Amo la cucina perché amo mangiare. Tutto ciò che propongo nasce dai miei gusti e dalla nostra tradizione. La pizza cosentina è un prodotto leggero, versatile, identitario: merita di essere conosciuto”.

La pizza cosentina di De Giuseppe

Pensata per essere condivisa, la pizza cosentina è una pizza tonda sottile e ampia, croccante al morso ma leggera nella struttura.

Un mix tra pizza campana ‘a ruota di carro’, pizza romana fina e croccante e pizza pugliese: “Non essendo ancora una varietà codificata, abbiamo cercato di definirne i tratti fondamentali: dalla grammatura alla stesura, dalla selezione delle farine alla tecnica di cottura. L’obiettivo è valorizzare e tutelare un prodotto che racchiude tecnica, semplicità e un profondo legame con le radici” afferma Pasqualino.

De Giuseppe la realizza utilizzando farine tipo 0 o 1, un’idratazione al 70%, panetti da 180 g e una lievitazione naturale di 24–48 ore. La cottura nel forno elettrico restituisce una base croccante e omogenea, cornicioni bassi e una struttura che sostiene con equilibrio i condimenti.

Attraverso condimenti studiati, Pasqualino sottolinea il legame che lo unisce alla sua terra: la Calabria. Tra questi, infatti, si possono trovare pomodoro Migliarese, fior di latte Bio della Sila, verdure e conserve locali, salumi di suino nero. Tutte materie prime provenienti da agricoltori e allevatori calabresi, quasi tutte piccole realtà artigianali a filiera corta.

Tra le interpretazioni più identitarie spicca la Marinara Bruciata, con pomodoro stracotto, acciughe, polvere di capperi calabresi e olive nere.

Accanto allo stile tradizionale cosentino De Giuseppe propone anche altre tipologie di pizza contemporanea (come padellino, pizza in pala, doppia cottura). Tra queste colpisce la storia del padellino al caffè e ‘aranzu’ (in dialetto calabrese, che sta per anice nero della Sila), che combina stracciatella della fattoria Bio Sila, ‘nduja di Spilinga e cipolla di Tropea caramellata al miele di fichi. Nasce infatti da un ricordo d’infanzia, quando la famiglia si riuniva per macellare il maiale. E come una sorta di rito, al mattino la nonna di Pasqualino preparava il caffè con l’anice e metteva a bollire sulla brace dell’acqua con delle cipolle e il miele. Con del pane, quello sarebbe stato il pranzo per tutti. In ricordo di quei momenti ancora vividi, la pizza, che rappresenta il pane, ha un impasto al caffè, il maiale viene rappresentato dalla ‘nduja, la cipolla caramellata riprende la stella cipolla al miele e infine una vaporizzazione di profumo all’aranzu.

Il menu

In menu non mancano le polpette, cavallo di battaglia di De Giuseppe, come le classiche di carne, le melanzane d’estate, la versione pollo e patate con cosce cotte alla birra e patate della Sila IGP, fino alla più golosa pasta, patate e provola, arricchita con guanciale di suino nero e fonduta di caciocavallo.

Spazio anche ai panini tra cui spicca RIBS realizzato con costolette di suino nero di Calabria cotte a bassa temperatura alla BBQ, caciocavallo della Sila DOP, cipolla di Tropea I.G.P. caramellata, pancetta croccante di suino nero di Calabria.

Beverage

Anche nella carta dei vini e nel beverage vige la regola dell’esaltazione delle materie prime calabresi. Scordatevi dunque le classiche bevande industriali, anche tra le birre dove compaiono quelle del birrificio Lametus di Lamezia Terme che insieme a De Giuseppe studia ricette ed etichette.

La carta dei vini è in evoluzione, con l’intento di inserire tutti i vini del presidio Slow Wine. Al momento comprende una quarantina di etichette selezionate da un sommelier professionista, per la maggior parte provenienti da cantine che lavorano con approcci artigianali o comunque radicati nelle loro zone di origine.

Completa l’offerta la Carta degli Oli, elemento centrale nel racconto della materia prima. La selezione comprende monovarietali calabresi, blend di piccole frantoi e diversi Presìdi Slow Food, accompagnati da note di degustazione e indicazioni di abbinamento

Info utili

De Giuseppe Pizzeria

Via Bari, 24, 87036 Quattromiglia CS

T.366 274 9415

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