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Guida sentimentale di Napoli: il ritratto della città, lontano dai cliché

guida sentimentale di napoli

L’identità profonda e autentica della città partenopea, raccontata da chi ci vive, tra itinerari e buon cibo fuori dai soliti indirizzi turistici.

Dal brillante format social “Chiedi a un napoletano” a un progetto editoriale finalizzato a raccontare la città partenopea in modo autentico e scanzonato, lontano dai cliché turistici e dalle cartoline patinate. Gennaro Di Micco, napoletano DOC, content creator e social media manager, ha ideato “Guida Sentimentale di Napoli“, una vera e propria opera corale, edita da The Wall Edizioni, in cui giornalisti, artisti, guide, creator e artigiani accompagnano il lettore tra quartieri, vicoli e luoghi che abitano ogni giorno. Tra questi: Stefania Bortone, Leonardo Ciccarelli, Martina Conte, Federica De Dominicis, Armando De Sio, Delia D’Alessandro, Serena D’Alessandro, Giuliano Russo, Giuseppe “Peppoh” Sica, Luciana Squadrilli, Dario Tucci.

Guida Sentimentale di Napoli è articolato in nove capitoli, ognuno dei quali frutto della penna di un autore differente. Pagina dopo pagina vengono affrontati temi che attraversano l’identità profonda della città: arte, miti e leggende, superstizioni, cibo, fotografia, musica, calcio, restituendo una Napoli verace, tra quotidianità, contraddizioni, spiritualità e umanità.

Particolarità del progetto è il suo voler essere totalmente immersivo. Nella versione cartacea, che include anche l’ebook, sono contenuti dei QR Code in ogni capitolo che permettono di ascoltare il racconto mentre si cammina nei luoghi descritti, trasformando la lettura in un’esperienza sensoriale e partecipata.

Dopo i capitoli dedicati all’arte sacra, alle credenze popolari, ai miti che si intrecciano alla storia della città, e alla superstizione che fa parte della vita quotidiana di ogni partenopeo, il racconto vira sul cibo dalla Napoli gourmet “che non ti aspetti” allo street food inteso come racconto sociale.

“Questa non è una guida che vuole confermare ciò che già si sa di Napoli, ma una guida che vuole spostare lo sguardo” racconta Di Micco.

Si tratta, infatti, di un’itinerario gastronomico che va oltre i grandi classici, tra cucina contemporanea, contaminazioni e luoghi che stanno riscrivendo il gusto partenopeo. Uno sguardo sul cibo urbano, tra memoria, ritualità e convivialità, abitudini e storia condivisa.

“Per il capitolo street food, ad esempio, abbiamo raccontato la pizza fritta di Carminiello a Secondigliano. Non perché sia “di moda”, ma perché è identità pura, è quotidianità, è periferia che diventa centro del racconto. È una Napoli che non sempre finisce nelle guide patinate” continua.

“Nel capitolo gourmet, invece, abbiamo scelto luoghi come il Bar à Champagne di Salvatore Cautero, che rappresenta una Napoli elegante, internazionale, capace di parlare con il mondo senza perdere carattere. Oppure ScottoJonno, uno spazio storico della Galleria Principe che oggi è tornato a essere un luogo vivo, culturale, gastronomico: non solo un ristorante, ma un pezzo di città che si rigenera. Per i dolci, abbiamo voluto citare realtà come Gay-Odin, con la sua cioccolata che da generazioni accompagna i napoletani nelle passeggiate invernali. Non è solo un prodotto: è memoria, è rituale, è un modo di vivere il tempo”.

La scelta dell’autore di Guida Sentimentale di Napoli, quindi, non è stata fatta per escludere altri luoghi – Napoli ne avrebbe infiniti – ma per rispettare lo spirito della guida: raccontare una città fuori dai cliché, lontana dall’idea stereotipata di pizza e mandolino, e mostrare invece una Napoli plurale, sorprendente, a volte periferica, a volte raffinata, ma sempre autentica.

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