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Scicchitano: dal mare al piatto con vista sul Vesuvio

scicchitano

Sul lungomare di Napoli, Giuseppe Scicchitano firma un brand incentrato sulla cucina di mare partenopea d’autore che coniuga tecnica, passione e ristorazione popolare.

Con uno sguardo al futuro ma mantenendo ben salde le radici della tradizione, Giuseppe Scicchitano, terza generazione della storica famiglia di ristoratori napoletani ‘A Figlia d’o Marenaro, inaugura il ristorante che porta il suo stesso nome a Napoli, sul Lungomare della città, con vista sul Vesuvio.

L’imprenditore della ristorazione firma un brand incentrato sulla cucina di mare partenopea d’autore.
Giuseppe ha messo insieme il senso autentico della ristorazione popolare del nonno, la tecnica infallibile del padre nell’aprire ostriche e frutti di mare e la passione per la cucina partenopea della mamma.

Il risultato è  un progetto che valorizza il pescato del Golfo e lo trasforma in un’esperienza gastronomica contemporanea che stuzzica vista, olfatto e gusto.

Nel solco della tradizione ma con uno sguardo sempre attento alle nuove frontiere del gusto e della ristorazione. A chi si è ispirato per la sua nuova sfida?

Nel nuovo ristorante ho messo sul soffitto un polpo gigante, per ricordare sempre da dove siamo partiti. Mio nonno è partito col carrettino, vendendo tazze di brodo di polpo, e ci tengo che questo non venga mai dimenticato. Quindi l’ispirazione più grande è stata sempre la mia famiglia, la grande tradizione, alla quale poi ho affiancato uno spirito più contemporaneo.

Quale è il piatto a cui è sentimentalmente più legato?

Io sono legato a tutti i piatti: la ‘cheesecake Maria’, che è dedicata a mia nonna che amava tanto il pane con la ricotta; allo ‘Scoglio do’Marinaro’, una sorta di spaghetto allo scoglio misto, perché mio nonno tra il pranzo e la cena si faceva fare un cartoccio di tutto quello che era avanzato dal ristorante, facendolo mettere in una carta da forno, e lo andava a mangiare su uno scoglio vicino al mio ristorante; sono legato alla zuppa di cozze, oggi sul mio menù questo piatto è la regina, è dedicato a mia mamma, un piatto della mia infanzia, delle tradizioni, del Giovedì Santo. Sono legato anche ai piatti nuovi, come lo Spaghetto al cioccolato, nato come una provocazione social ma che poi è piaciuto tantissimo ai clienti: per realizzarlo sono partito da una pasta al burro, mantecata però con l’aggiunta di cioccolato fondente all’85% che dona l’amaro, la tartare di gambero che conferisce dolcezza e alla base una frisella sbriciolata per la parte croccante, e la ricotta per la morbidezza. Un piatto molto equilibrato nella sua complessità, perché anche le provocazioni devono essere fatte a regola d’arte.

Quanto conta la scelta delle materie prime?

E’ tutto. Garantisco sempre la qualità nei miei ristoranti. Siamo esseri umani: in cucina e in sale si può fare un errore, ma sulla qualità della materia prima garantisco sempre.

L’immagine oggi conta e i social diventano un’utile vetrina di strorytelling, quale è il suo rapporto con i social?

Paradossalmente io non sono molto social. Non pubblico niente della mia vita privata. Uso solo i canali social per il lavoro, perché era necessario. Mi sono semplicemente adeguato al cambiamento, cosa fondamentale per un imprenditore. Non si può essere tagliati fuori solo perché non si vuole accettare un cambiamento. E il cambiamento per me oggi è il modo di comunicare: non conta più solo quello che fai, ma come lo fai e soprattutto come lo comunichi, dunque i social sono un mezzo di comunicazione talmente forte capace di arrivare al mondo intero in pochi secondi. Quando un video va virale è una vetrina enorme e diventa un mezzo per lavorare meglio. 

Lei può contare su una squadra di 50 professionisti, come si coordina il lavoro di un gruppo così ampio?

Oggi siamo 52, io sono uno che punta tanto sulle risorse umane e credo molto nella squadra che vince. Io da solo sono Giuseppe, ma tutti insieme siamo Scicchitano. Siamo partiti che eravamo in 20, ora siamo più raddoppiati e sono molto o. Io segue sempre in prima persona i colloqui, mi piace guardare le persone negli occhi e, oltre alle competenze, guardo moltissimo il lato umano, perché per far andare tutti d’accordo bisogna valutare al meglio la persone oltre che il professionista. 

Come vede il futuro della ristorazione a Napoli?

Vedo un futuro roseo per Napoli in generale, non solo per la ristorazione, e sono molto orgoglioso e felice di questo perché non innamorato di questa città e ci ho sempre puntato anche quando non era così in hype. Oggi Napoli fa tendenza, è sotto gli occhi di tutti. Da circa 10 anni c’è stato un cambiamento radicale, con gente che viene da tutto il mondo per visitarla, con la sua tradizione gastronomica che è considerata tra le migliori del mondo. E credo che questo sia solo l’inizio.

Info utili

SCICCHITANO NAPOLI

Via Nazario Sauro 15, Napoli

Sito

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