Il 26 marzo ha riaperto in via Toledo la Pasticceria Pintauro, simbolo della tradizione dolciaria partenopea e dei suoi celebri dolci.
Nel cuore di via Toledo, una delle strade più attraversate di Napoli, torna ad accendersi l’insegna della storica Pasticceria Pintauro. Il 26 marzo segna la riapertura di un indirizzo che appartiene alla memoria gastronomica della città e che da oltre due secoli accompagna la storia di uno dei dolci più celebri della tradizione partenopea: la sfogliatella.
L’inaugurazione, prevista alle ore 18 e riservata alle istituzioni, rappresenta l’avvio di una nuova stagione per il locale al civico 275. Dal giorno successivo, 27 marzo, le porte si apriranno al pubblico con orario continuato, dalle 9 alle 21, ogni giorno. Via Toledo ritrova così uno dei suoi profumi più riconoscibili, quello della pasta sfogliata appena uscita dal forno e spolverata di zucchero a velo.
Pintauro: la storia

Il progetto di recupero nasce dall’iniziativa dell’imprenditore napoletano Francesco Bernardo insieme al socio Davide Piterà. L’intervento punta alla valorizzazione di una pasticceria che rappresenta un presidio culturale legato ai gesti dell’artigianato dolciario e alla memoria gastronomica della città. In una città dove la cucina costituisce parte integrante dell’identità collettiva, botteghe come Pintauro custodiscono un patrimonio fatto di tecniche, ricette e rituali quotidiani.
Grande attenzione riguarda la continuità delle competenze. Accanto a nuove figure professionali tornano due volti storici del locale: il banconista Peppe Tomei e il pasticciere Giuseppe Scardinale, coordinati da Davide Piterà. La presenza di chi ha già lavorato dietro quel banco garantisce la trasmissione di un sapere artigianale costruito negli anni, elemento essenziale per mantenere viva la tradizione.
Il restauro ha interessato anche gli ambienti interni, con un lavoro attento alla conservazione degli elementi storici. Rimangono al loro posto l’effigie della Madonna Addolorata, una lampada settecentesca e gli arredi in legno e marmo che caratterizzano da decenni il banco della pasticceria. Il risultato restituisce l’atmosfera di una bottega storica inserita nella vitalità contemporanea della città.
La vicenda di Pintauro si intreccia con la storia della sfogliatella. Nel XIX secolo il pasticciere Pasquale Pintauro trasformò la bottega di via Toledo in uno dei punti di riferimento della dolceria napoletana, contribuendo alla diffusione del dolce che sarebbe diventato simbolo della città.
Le origini della sfogliatella

La storia della sfogliatella, dolce simbolo di Napoli, si intreccia strettamente con Pintauro. La sfogliatella riccia nasce nel Settecento nel monastero di Santa Rosa sulla Costiera Amalfitana, con un impasto di semolino, ricotta e canditi racchiuso in sottili fogli di pasta sfogliata, croccante e stratificata. La sfogliatella frolla, più recente, presenta un guscio morbido di pasta frolla che racchiude lo stesso ripieno ricco e profumato, offrendo una variante più compatta ma altrettanto gustosa. Pintauro ha contribuito a rendere entrambe le versioni celebri a livello cittadino e internazionale, trasformando il locale in punto di riferimento per chi vuole assaporare la tradizione autentica. Da quel momento la sfogliatella entra nell’immaginario gastronomico di Napoli. Viaggiatori dell’Ottocento raccontano già di file davanti alla bottega nelle prime ore del mattino, quando i vassoi fumanti arrivavano sul banco. Il rito della sfogliatella calda, mangiata passeggiando lungo via Toledo, attraversa generazioni e continua a rappresentare una delle esperienze più autentiche della città.
La riapertura della Pasticceria Pintauro riporta così in vita un luogo che appartiene alla storia urbana e culturale di Napoli. Tra tradizione artigianale e nuove prospettive, la sfogliatella torna a uscire dal forno nello stesso indirizzo che da oltre due secoli ne custodisce il racconto.
Info utili
Pintauro
Via Toledo, 275, Napoli
