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Pepe Nero: la nuova visione gastronomica sul lago di Bolsena 

pepe nero

Un progetto in continua evoluzione che celebra il territorio della Tuscia attraverso una cucina consapevole e un servizio d’eccellenza.

Affacciato sulle acque del Lago di Bolsena, sulle sponde lacustri di Capodimonte, Pepe Nero rappresenta oggi una delle espressioni più compiute della ristorazione contemporanea della Tuscia. Un luogo in cui cucina, paesaggio e progetto culturale si fondono in un’esperienza autentica ed elegante, riconosciuta dalla segnalazione in Guida Michelin nell’edizione 2026, che lo rende l’ultimo ristorante del viterbese, in ordine cronologico, ad aver ottenuto questo prestigioso riconoscimento.

Il nuovo corso firmato dalla gestione avviata nell’autunno 2024 ha segnato il passaggio a una nuova visione imprenditoriale con Daniele Ciuchini nel ruolo di titolare e la riconferma dello chef Salvo Cravero alla guida della cucina. Un passo fondamentale che ha sancito l’inizio di una nuova identità, più contemporanea e consapevole, ulteriormente rafforzata dal restyling del novembre 2025 che ha reso l’ambiente più caldo e personale.

La proposta gastronomica di Pepe Nero

La cucina dello chef Cravero, molisano di nascita ma legato visceralmente alla Tuscia, si distingue per una visione solida che omaggia l’intera estensione territoriale, dal mare alla terra. Il percorso degustazione provato il 14 marzo 2026 conferma la crescita di una realtà capace di offrire un’esperienza sempre più strutturata.

L’apertura è affidata a un entrè di benvenuto accompagnato dalla Kombucha «Tuscia Brew», seguita da un cavolfiore con salsa di arachidi, gel di mirtillo e grano saraceno soffiato e da un cuore di lattuga alla brace con paprika e aglio rosso. Quello che emerge con chiarezza è il lavoro di squadra con cucina e sala coordinate. Tra i tavoli si muove con precisione il giovane sommelier e maitre Bruno Manfredini.

Se l’intero menu convince per equilibrio e rispetto della materia prima, sono i primi piatti a rappresentare il punto di forza della proposta. Lo spaghettone artigianale Mancini con ricci, nocciola e caffè è un esempio emblematico di come lo chef riesca a costruire profondità attraverso contrasti netti ma armonici, mantenendo eleganza e pulizia. Allo stesso modo, i bottoni di fagiano con salsa al ginepro e tartufo mostrano una mano sicura nella gestione della componente liquida. Le salse, in generale, sono tra gli elementi meglio riusciti del percorso, mai invadenti e sempre centrate, definiscono il carattere delle portate senza sovrastare gli ingredienti principali.

L’attenzione al dettaglio prosegue nei secondi con l’ombrina alla brace, sostenuta da un fondo alla cacciatora e salsa di erbe amare, e con una sorpresa fuori menu: un coregone lavorato con grande precisione, capace di esprimere la delicatezza del pesce di lago con struttura e profondità. Dopo il dessert Terre di Tuscia, firma dolce dello chef, la chiusura è affidata all’Amaro 33 – PN Lab, un prodotto di grande spessore che suggella l’esperienza con una nota di carattere.

Pepe Nero restituisce la sensazione di un progetto in pieno fermento, dove la direzione è chiara e l’identità territoriale si sposa perfettamente con una visione gastronomica contemporanea.

Info utili

Pepe Nero

Viale Regina Margherita, 01010 Capodimonte VT

345 593 7752

Sito

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