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Roberta Esposito e la nuova sfida di Brando

roberta esposito

Roberta Esposito porta la sua visione della pizza a Gioia del Colle trasformando un antico caseificio in un bistrot.

C’è un genius loci che abita le pietre bianche del Villino Tateo, un’anima antica che dal 1902 custodisce l’essenza di Gioia del Colle. Qui, tra soffitti affrescati e il crepitio della legna, la memoria del latte incontra il calore del forno in un dialogo profondo fra passato e presente. In quella che è stata la culla del primo caseificio cittadino, il tempo si ferma per onorare Brando, pizzeria che porta la firma di Roberta Esposito. Un nuovo artigianato, e il gesto sapiente di chi sa leggere la materia che diventa custode di una storia secolare.

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Andrea Brandonisio e Roberta Esposito

L’identità della pizza secondo Roberta Esposito

Roberta Esposito non ama le definizioni strette. La sua tonda rifiuta le etichette di scuola napoletana o romana per farsi identitaria, specchio di una carriera costruita tra i tavoli del ristorante di famiglia La Contrada ad Aversa e le luci di Roma. Arrivare in Puglia, per la maestra pizzaiola pluripremiata, significa abbracciare un progetto nato dall’incontro con Andrea Brandonisio. Non si tratta di una semplice apertura, ma della volontà di dare un volto nuovo a un prodotto che ha radici profonde nel territorio. Il locale si muove su due livelli, dove l’anima pugliese della pietra leccese al piano inferiore dialoga con l’eleganza metropolitana della sala principale, fra colonne imponenti e tavoli dal design pulito.

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La tecnica tra siero innesto e croccantezza

Al centro della proposta resta la pizza, lavorata con una consapevolezza che mette al primo posto il latticino. Roberta Esposito utilizza la mozzarella di Gioia del Colle DOP, un prodotto che grazie al siero innesto autoctono garantisce un profilo aromatico acidulo e una digeribilità superiore. Nelle sue sette margherite, questo ingrediente diventa il perno attorno cui ruotano accostamenti come quello della Margherita Assassina, un omaggio al capoluogo barese con salsa all’assassina e burrata. La ricerca prosegue con le pizze nel ruoto, dove la versione ispirata a riso, patate e cozze gioca con la croccantezza di una cialda di riso che spezza la morbidezza della patata alla curcuma. Grande attenzione anche alla componente vegetale, che proviene dalla giovane azienda bio Orto dalla Luna. Ogni piatto è una firma, un equilibrio trovato attraverso lo studio costante di impasti e lievitazioni.

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Una cucina italiana dai riflessi cosmopoliti

Il forno a legna non è l’unico motore del locale. La cucina, affidata a un giovane chef del territorio, propone una selezione di piatti che spaziano dai piccoli assaggi alle portate più strutturate. Si può iniziare con una crocchetta liquida al tartufo o con una ciabattina al pastrami e chimichurri, per poi passare al Cappuccino del Pescatore, un gioco di consistenze tra gambero rosa e spuma di fiordilatte. I primi piatti omaggiano il territorio con lo spaghetto ai tre pomodori del pastificio Mancini, mentre i secondi esplorano cotture alla brace come quella della picanha servita con patata dolce americana. La chiusura è affidata a una pasticceria che rilegge i classici pugliesi, trasformando la faldacchea in una mousse alla mandorla con cremoso all’amarena.

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L’eredità di Gioiella: ottant’anni di storia della Murgia

Non si può comprendere l’anima di Brando senza riavvolgere il nastro fino al 1946, anno in cui la famiglia Capurso diede vita a Gioiella. Quella che era nata come una piccola raccolta di latte tra le masserie della Murgia, trasportata in bicicletta tra i muretti a secco, è oggi un’eccellenza internazionale che ha saputo preservare il rito della trasformazione casearia. Il legame con il Villino Tateo non è solo architettonico, ma viscerale: è qui che l’azienda ha mosso i primi passi, definendo quegli standard che avrebbero portato alla nascita della Mozzarella di Gioia del Colle DOP.

Questa “nuvola bianca”, prodotta esclusivamente con latte vaccino e siero innesto, rappresenta l’ingrediente identitario che Roberta Esposito ha scelto di mettere al centro del suo racconto. L’innovazione tecnologica dell’azienda, che oggi guarda alla tracciabilità in blockchain e alla sostenibilità, non ha mai scalfito quella dedizione artigianale che rende ogni nodo di mozzarella e ogni cuore di burrata un frammento di storia pugliese prestato all’arte della pizza.

L’american bar

Il bancone e l’arte della miscelazione

L’anima di Brando si completa con un american bar dove la mixology è protagonista quanto il forno. L’esperienza si sposta in modo fluido e la pizza viene servita direttamente al bancone, pensato da Roberta proprio per poter cenare comodamente, trasformandolo in un atto conviviale e dinamico, abbattendo ogni barriera. L’idea è quella di scardinare l’abbinamento classico, proponendo un percorso sensoriale dove i cocktail d’autore incontrano le diverse tipologie di tonda, dal padellino alle versioni più iconiche.

La sala con cantina

La cantina a vista della sala inferiore ospita oltre 50 etichette, con una selezione che guarda ai vitigni pugliesi senza dimenticare i riferimenti internazionali. È un ambiente dinamico quello di Brando, privo di apparecchiature formali, pensato per accogliere chi cerca un aperitivo informale nel giardino mediterraneo o una cena dove il vino e la miscelazione hanno lo stesso peso specifico del cibo. La modernità del progetto si legge anche nell’inclusività delle proposte, con opzioni dedicate a chi sceglie regimi alimentari senza glutine o vegani.

Roberta Esposito ha trovato a Gioia del Colle il luogo ideale per far crescere la sua visione. Tra le volte del Villino Tateo, la pizza smette di essere un cibo veloce per diventare un racconto di territorio e persone. La sfida lanciata insieme ad Andrea Brandonisio è quella di dare dignità a ogni singolo ingrediente, lasciando che sia la qualità a esprimersi per lei, senza troppi giri di parole.

Brando Pizza Bistrot
Via Roma 70, Gioia del Colle (BA)
Tel. 331 360 7916
Aperto ogni giorno dall’aperitivo
Sito | Instagram

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