La Regione Lazio torna protagonista a Verona con una proposta orientata ai mercati internazionali e una visione del vino che va oltre il calice.
Oltre 2000 metri quadri di spazio saranno la casa della Regione Lazio in occasione della 58esima edizione di Vinitaly che dal 12 al 15 aprile animeranno Veronafiere. Ben sessantuno saranno le realtà enologiche regionali presenti alla kermesse con l’obiettivo di portare a Verona, con il supporto di Arsial, storie e realtà identificative del Lazio. Fil rouge del racconto sarà la Dolce Vita che diventerà una chiave di lettura contemporanea del vino laziale: non solo prodotto, ma espressione di uno stile di vita, di un patrimonio culturale e di un territorio che unisce paesaggio, storia e tradizioni. In questo contesto, il vino si inserisce in una narrazione più ampia che coinvolge la cucina, l’accoglienza e l’identità dei luoghi, contribuendo a definire un’immagine riconoscibile e competitiva del Lazio sui mercati nazionali e internazionali.
Una filiera in crescita, quella del vino nella regione, che a Vinitaly sarà rappresentata da 58 aziende e 3 consorzi (Roma DOC, Cesanese di Olevano Romano e Atina DOP) capaci di coniugare qualità produttiva, identità territoriale e apertura ai mercati nazionali e internazionali.
Lazio a Vinitaly
Elemento centrale dell’edizione 2026 è la reintroduzione dell’Enoteca regionale delle eccellenze, concepita come punto di accesso e sintesi dell’offerta vitivinicola laziale. Un grande banco di degustazione, posizionato all’ingresso del padiglione, accoglie operatori e visitatori offrendo una selezione rappresentativa delle produzioni regionali e un primo orientamento tra territori, denominazioni e caratteristiche organolettiche. La mescita è affidata ai sommelier della Fondazione Italiana Sommelier, che accompagneranno il pubblico in un percorso di degustazione guidata, contribuendo a rafforzare la qualità dell’esperienza e il racconto del vino laziale.
Il programma del Lazio a Vinitaly 2026 si sviluppa in percorso articolato di degustazioni, incontri e momenti di approfondimento, pensato per valorizzare la qualità delle produzioni regionali e favorire il dialogo con operatori e buyer.
Cuore della programmazione sono le masterclass “blind tasting”, realizzate in collaborazione con la Fondazione Italiana Sommelier. Il format prevede degustazioni alla cieca, in cui le etichette laziali vengono inserite in batterie di confronto tra diversi territori e vitigni della Regione, insieme a un grande vino di riferimento del panorama nazionale o internazionale.
Un confronto diretto e senza etichette, pensato per mettere in evidenza, in modo oggettivo, il livello qualitativo raggiunto dal vino laziale e la sua capacità di dialogare con le principali eccellenze del settore. Accanto a queste, il calendario prevede un ricco palinsesto di degustazioni e incontri tematici dedicati ai vitigni autoctoni, alle denominazioni e alle espressioni più rappresentative del territorio, con il coinvolgimento dei consorzi, delle associazioni di settore e degli operatori della filiera.
Inoltre, attraverso il coordinamento dell’Arsial, un fitto calendario di incontri b2b, attività di business matching e azioni di incoming di operatori internazionali, favoriranno la promozione delle aziende vitivinicole laziali in uno scenario globale sempre più attento e dinamico.
