Palermo diventa per quattro giorni la capitale dell’enologia siciliana con Sicilia en Primeur.
Motori accessi per la 22esima edizione di Sicilia en Primeur, uno degli appuntamenti più attesi della Sicilia enologica che ogni anno punta a far conoscere le innumerevoli sfaccettature del vino siciliano attraverso degustazioni, incontri con i produttori e visite guidate, con enotour in diverse aree dell’isola.
La kermesse nasce nel 2003 come anteprima internazionale dell’ultima annata, rivolta alla stampa italiana ed estera. L’evento ha lo scopo di far conoscere sia le innumerevoli sfaccettature del vino siciliano, attraverso degustazioni e incontri con i produttori, sia i luoghi e la cultura che compongono la tradizione enologica siciliana, attraverso enotour in diverse aree dell’isola. Scegliendo tra 12 itinerari differenti, i professionisti della stampa viaggiano alla scoperta delle aziende vinicole e del territorio. Il vino diventa, così, una chiave di lettura esclusiva per comprendere la straordinaria varietà e biodiversità dell’Isola ed il suo patrimonio storico-culturale, insieme alla storia dei produttori e delle aziende vitivinicole.

Il format vincente di Sicilia en Primeur prevede enotour rivolti alla stampa e visita alle aziende vitivinicole partecipanti ed i territori di produzione, degustazioni tecniche e talk su temi di attualità, un convegno dedicato all’incontro con i produttori e alle degustazioni nelle postazioni aziendali. L’ultima edizione del 2025 ha coinvolto oltre cento giornalisti provenienti da tutto e cinquantasette aziende associate.

La presentazione dell’edizione 2026, che si svolgerà dall’11 al 15 maggio, a Palermo articolandosi tra diverse sedi del centro storico del capoluogo siciliano, è stata anche l’occasione per per tracciare sfide e prospettive del settore vitivinicolo.
A livello nazionale l’enoturismo genera per le imprese un valore di circa 3,1 miliardi di euro, facendo da traino alla crescita economica dei singoli territori. Per quanto riguarda la Sicilia, secondo quanto emerge da una ricerca Nomisma Wine Monitor, esso ha un carattere molto più internazionale rispetto alle altre regioni italiane con Stati Uniti, Germania e Gran Bretagna come principali paesi di provenienza: questo, oltre a generare profitti su profitti all’economia dell’isola, può consentire alle stesse imprese di mettersi in gioco offrendo ai fruitori esperienze personalizzate e offerte esclusive.

“ Non dimentichiamoci che il compito delle cantine è fare vino, non bisogna confondere gli eventi legati all’enogastronomia con mere fiere in cui il vino da protagonista diviene un semplice corollario. Bisogna tornare a dare all’enologia il valore e il rispetto che merita ponendole la giusta attenzione – ha detto la presidente di Assovini Sicilia Mariangela Cambria e, a proposito del momento globale ha aggiunto- Più che di drammaticità, parlerei di una grande sfida, quella che raccogliamo sempre con gioia con Sicilia en Primeur che consente di creare una grande sinergia tra le aziende partecipanti accomunate dalla voglia di far parlare di viticoltura, di associazionismo e di vino”.
L’evento è anche un’occasione per fare un bilancio dei risultati del 2025, un anno reso non semplice dai dazi americani e da un’instabilità geopolitica poi nettamente peggiorata a inizio 2026: l’export italiano ha chiuso in negativo (-3,6%), con una riduzione di 300 milioni circa e 400 mila ettolitri. La Sicilia prova a invertire questo trend con il dato dei bianchi fermi Dop, che registrano un +2,4% rispetto all’anno precedente: non va altrettanto bene ai rossi Dop, i quali si attestano sul -11%.
“Con Sicilia en Primeur celebriamo una delle eccellenze siciliane, ovvero il settore vitivinicolo – ha aggiunto il Regional Manager Sicilia UniCredit, Salvatore Malandrino– La Sicilia ha una vocazione naturale per la produzione di vino: siamo la seconda regione italiana per superficie vitata e la prima per superficie destinata a vino bio, quindi c’è un grande rilievo da parte del settore come volano dell’economia. Si tratta ovviamente di un comparto che a livello internazionale ha subito i contraccolpi dei dazi e adesso di un contesto geopolitico complicato, però negli ultimi anni c’è un asset importante per le aziende vitivinicole ovvero l’enoturismo: questo non è più un accessorio per promuovere il vino, ma appunto un asset di business per le aziende. Come UniCredit siamo a fianco del settore: nel 2025 abbiamo erogato in Sicilia 1,6 miliardi di finanziamenti di cui 800 milioni alle imprese, un quarto di questa cifra è andata all’agroalimentare. Il nostro modello di servizio è appositamente studiato per essere al fianco del settore, con 25 gestori agribusiness sul territorio e un coordinamento regionale”.
