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Trattoria della Fortuna: gusto e relax a Monterotondo

trattoria della fortuna

Da punto di ristoro per i cacciatori a trattoria che unisce gusto, tecnica e calore familiare. A Monterotondo, Francesca Gervasi conquista i palati con piatti pieni di amore e stagionalità.

Ci sono posti che, appena varcata la soglia, trasmettono calore, cura e amore. Trattoria della Fortuna a Monterotondo è uno di questi. Sarà per il profumo di una cucina fatta come si deve o per l’attenzione ai dettagli negli arredi. O ancora per la mise en place che ricorda la casa di una nonna, con tovaglie ricamate, piatti a fiorellini e bicchieri “spaiati”.

“Non avevo i servizi delle nonne da riutilizzare, così sono andata alla ricerca di piatti e bicchieri nei mercatini dell’usato e ho creato una mia collezione” racconta sorridendo Francesca Gervasi, classe ’88, alla guida di questo indirizzo del gusto in via Salaria 57 a Monterotondo, paese a nord di Roma.

La storia di Trattoria della Fortuna

Accogliente, minuta e con il sorriso sempre stampato sul volto, è lei ora il volto di Trattoria della Fortuna. Prima del suo arrivo, dopo gli studi all’istituto alberghiero e diversi anni di lavoro in molti ristoranti e una gavetta al fianco di Riccardo Di Giacinto da All’Oro, c’era sua mamma Daniela e, prima ancora, i suoi nonni.

“Questo posto ha aperto nel 1945 ed è sempre stato di proprietà della mia famiglia – racconta Francesca -. Lo ha aperto mio nonno Umberto e all’inizio era soltanto un punto di ristoro per i cacciatori. Fermarsi qui dicevano portasse fortuna. Ed ecco dunque il nome”.

Conservato il nome, il resto del locale ha subito un grande cambiamento, soprattutto con il ritorno di Francesca. “Qualche anno fa, mentre ero a fare esperienze lavorative altrove, mia mamma mi ha confidato di non riuscire più a gestire la trattoria da sola. Così ho deciso di tornare”.

Scelta azzeccata visto che il suo lavoro ha portato a ottenere una menzione nella guida Michelin come Bib Gourmand.

“Ero qui al locale con mia mamma e stavamo parlato con un cliente per organizzare un evento. Ad un certo punto, come un gesto istintivo, ho scrollato il telefono e ho letto una mail in arrivo. Era la Michelin. All’inizio non ci ho creduto”.

Il suo segreto? Oltre all’amore e alla cura di cui abbiamo già parlato c’è la selezione delle materie prime, tutte di grande qualità. E un pizzico di estro creativo nelle ricette che attingono dalla tradizione di tutta Italia. Salvo, ovviamente, quelle iconiche del nonno Umberto come l’arrosto e le polpette al sugo.

Il Menu

Tra i piatti nel menu, che cambia due volte l’anno seguendo le stagioni, assolutamente imperdibili le Crocchette di pollo e peperoni. Croccanti fuori e succose dentro, sono accompagnate da tre salse realizzate con i peperoni gialli, rossi e verdi. Ricco e goloso è il Tramezzino veneziano con cotto affumicato, carciofini alla cafona e stracchino all’antica delle Valli Orobiche. Croccante e gustoso anche l’Involtino primavera alla vignarola. La primavera, qui, si sente davvero perché al suo interno trovano spazio carciofi, fave, piselli con un tocco di grassezza data dal guanciale.

Oltre ai primi della tradizione, immancabili nel menu di Trattoria della Fortuna, trovano spazio piatti che reinterpretano le ricette della tradizione coe le Cartellate 36 tuorli alla Nerano, una pasta sfoglia arrotolata ripiena di ricotta, limone candito e provolone del Monaco condite con salsa di zucchine e zucchine fritte.

Da provare sicuramente i Tortelloni alla norma su crema di melanzane affumicate e ricotta salata così come gli Agnolotti del Plin con pappa al pomodoro e cremoso di cacio di Caterina Riserva, un pecorino toscano del caseificio Il Fiorino.

Ottimo il Ragù di cuore con riduzione di Montepulciano e Ragusano che noi abbiamo provato con le Ruote ma che in menu è in abbinamento con i gigli di Gragnano.

Ruote e gigli, due formati di pasta non usuali nei menu dei ristoranti ma che Francesca ama proporre. Come le Colonne di Pompei che lei accompagna con un’emulsione di pomodorini del Piennolo, pecorino, parmigiano e basilico. O ancora i Croxetti liguri con pesto di noci.

Tra i secondi, oltre al già citato Arrosto “di una volta” cotto al forno con vino bianco come da ricetta di nonno, si può trovare il Vitello tonnato alla piemontese e “La Sottilissima”, lingua cotta a bassa temperatorura, o il Baccalà. Vegetariana, infine, la Cipolla rossa di Cavasso e della Val Cosa bruciata con robiola di pecora, peperone crusco e olio al porro.

I dolci poi, variano quotidianamente seguendo l’estro di Francesca. Da provare, in questa stagione, è la pesca sciroppata accompagnata da meringa all’italiana aromatizzata alla lavanda. Un dessert profumato e fresco da gustare con la brezza nei capelli tra i tavoli del rilassante e colorato dehor ricolmo di fiori variopinti “merito di mamma Daniela che ha il pollice verde”, sottolinea Francesca.

A 30 minuti da Roma, quindi, Trattoria della Fortuna è il luogo ideale per chi è alla ricerca di una cucina autentica, fatta di sapori genuini, ricordi familiari e tutto il calore dell’accoglienza delle trattorie di una volta ma con un pizzico di estro e creatività delle osterie moderne.

Info utili

Trattoria della Fortuna

Via Salaria, 57, 00015 Monterotondo RM

06 900 4098

Aperto tutti i giorni a pranzo, venerdì anche a cena. Sabato chiuso

Sito

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