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Oltre il sushi: la rivoluzione Nakai a Roma

lo chef Koji Nakai

Quattro format distinti consolidano il modello dello chef, ridefinendo le regole della ristorazione orientale nella Capitale.

Inarrestabile Koji Nakai. Dal 2022 lo chef originario di Kobe ha definito il suo posizionamento lanciando insegne dalla forte componente identitaria. Dimenticate il concetto di “seconda sede”: dal fine dining all’izakaya, dalla sakaba allo street food, ogni indirizzo è un progetto a sé stante. La matrice è l’incastro esatto fra tecnica asiatica pura e tessuto urbano. In questo modo negli anni Nakai ha dettato un nuovo standard per l’alta ristorazione giapponese a Roma, intercettando un pubblico eterogeneo. Un’offerta intercetta le diverse istanze della domanda capitolina senza snaturare la propria linea. Il risultato di un talento operativo, unito a una visione imprenditoriale lucida e calcolata.

Koji Nakai e le sue preparazioni fine dining
Lo chef Koji Nakai

Nakai: Il ponte fra Oriente e Mediterraneo

Inaugurato nel 2022 a pochi passi dal Vaticano, il ristorante Nakai rappresenta il capostipite del progetto. Il locale, dotato di due sale principali e di un’esclusiva Sala Kiwami per degustazioni private, ospita un bancone a vista dove la preparazione diventa tangibile. Il menu fonde la radice identitaria dello chef con i suoi vent’anni di esperienza italiana.

la sala di Nakai, ristorante di alta ristorazione giapponese a Roma
La sala di Nakai

Dagli uramaki personalizzati con ingredienti mediterranei ai tagliolini alle vongole mantecati in brodo dashi ai funghi porcini e shiitake: un piatto in cui l’estrazione umami del dashi classico si lega alla componente terrosa dei funghi, creando un bilanciamento inedito. Le materie prime spaziano dal pescato selezionato alla polpetta di bollito in stile Kobe, supportate da una cantina che affianca trenta etichette di vino a oltre venti referenze di sake, scelte per sviluppare percorsi di pairing verticali.

Nakai, via di Santa Maria alle Fornaci 14, tel. 06 5133215. Aperto tutti i giorni a cena; venerdì e sabato anche a pranzo. Instagram

Koji Nakai nella sua izakaya Ie Koji
Koji Nakai nella sua izakaya Ie Koji

le Koji: L’anima ruvida dell’izakaya

Diventato un punto di riferimento in zona Cipro, dall’estate 2024 Ie Koji esclude ogni via di mezzo. Il format, sviluppato con il socio Roberto Salvati, impone il modello dell’izakaya, la tradizionale trattoria nipponica. Il focus abbandona il sushi per concentrarsi categoricamente sui piatti cotti, che lo chef ha recuperato dai ricettari familiari. Spicca il Tonpei Yaki, una frittata tipica di Kobe priva di farina, farcita con pancia di maiale e guarnita abbondantemente con katsuobushi.

uno dei piatti del menu di le Koji

Il design degli spazi, firmato da Valeria Vecellio, si avvale di legno naturale, tende Noren e lanterne Chochin per ricreare un ambiente visivamente e acusticamente immersivo. L’adesione alla cultura del Sol Levante è rafforzata da una robusta carta dei sake, bevanda che in Giappone accompagna storicamente il pasto, e dall’inserimento in carta di dolci tipici elaborati da una pasticciera nipponica dedicata.

le Koji, via Marcantonio Bragadin 13, tel. 348 4302368 / 06 69459860. Aperto a cena dal martedì alla domenica; sabato e domenica anche a pranzo. Chiuso il lunedì. Instagram

Il bancone di Sakaba Ie Koji
Il bancone di Sakaba Ie Koji

Sakaba le Koji: la centralità del sake e la linea panasiatica

Attiva dalla fine del 2025, la terza insegna di Nakai porta per la prima volta in città il concetto di sakaba. Un assetto urbano che ribalta le gerarchie del pasto: in Giappone, nella sakaba, l’elemento principale è il beverage. La bottigliera, strutturata in stretta sinergia con Shibataya, offre venti etichette di sake di altissimo livello, disponibili sia per la mescita che per l’asporto.

La proposta di Sakaba Ie Koji

Il cibo assume la funzione di accompagnamento, con un menu che offre una ventina di piatti panasiatici, pensati per la condivisione. Tra questi l’hakozushi, il tradizionale sushi pressato di Osaka, preparato compattando riso e ingredienti all’interno di una scatola di legno, tecnica che restituisce un morso più stabile rispetto al classico nigiri. L’ambiente stimola un consumo rapido e dinamico, per chi predilige il bancone (da otto posti). A questo si aggiungono le due sale, per un totale di 34 coperti, e un ulteriore spazio esterno con una dozzina di sedute.

Sakaba le Koji, via Emilio Fàa di Bruno 31, tel. 392 4799773. Aperto a pranzo dal martedì alla domenica (12.30-15.00) e a cena tutti i giorni (19.00-23.00). Instagram

Koji Nakai e il suo Katsu Sando

Sando Ie Koji: la codifica dello street food

Con l’apertura di fine marzo 2026, Sando Ie Koji chiude il cerchio e completa l’offerta di Koji Nakai. Il locale, dotato di un piccolo spazio interno e di un dehors più ampio, propone un format incentrato esclusivamente sul katsusando, il classico panino giapponese (il nome non è altro che la crasi di tonkatsu, cotoletta di maiale, e sando, sandwich). La filiera produttiva è rigidamente controllata: le cotolette vengono lavorate internamente in un laboratorio dedicato, sfruttando la solida partnership sulle carni con Gruppo Galli.

Il companatico è avvolto in un pane in cassetta realizzato ad hoc, in collaborazione con il Panificio Marè, per avvicinarsi alla consistenza burrosa e all’alveolatura fine dello shokupan giapponese. Il menu si snoda su quattro varianti precise, dal maiale al pregiato Wagyu, innalzando di fatto i parametri tecnici dello street food capitolino, a cui si affiancano bento box e patate condite con yuzu.

Sando Ie Koji, via Andrea Doria 32. Aperto tutti i giorni dalle 12.00 alle 23.00. Chiuso il martedì. Instagram

Fine dining, izakaya, sakaba e street food. La mappa tracciata da Koji Nakai dal 2022 a oggi copre ogni spettro della ristorazione asiatica nella Capitale. La vera rivoluzione non è aver aperto quattro locali, ma averlo fatto obbligando Roma ad adattarsi al palato di Kobe, e non viceversa, archiviando la retorica del fusion per consegnarci la vera essenza della ristorazione.

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