Natura, arte, cultura e buon cibo. Taranto spalanca le sue braccia e offre ai visitatori una moltitudine di esperienze per tutti i gusti. Noi, che l’abbiamo visitata in occasione di Ego Food Fest, vi consigliamo cosa fare e mangiare.
Puglia, il tacco dello Stivale. Una regione ricca di bellezze paesaggistiche, storia e cultura. Una terra florida anche per biodiversità e la ricchezza delle sue materie prime, pilastri d’eccellenza del made in Italy anche all’estero, olio e vino in primis. Tra le città che, senza ombra di dubbio, meritano una visita, anche lontano dalla stagione estiva, c’è Taranto, la “città dei due mari”. Situata sul versante ionico, è caratterizzata da una peculiare posizione a cavallo tra il Mar Grande e il Mar Piccolo. Le tre parti sono fisicamente collegate da suggestivi ponti: il borgo antico, situato su un’isola, è unita al quartiere industriale attraverso un ponte di pietra mentre, dall’altro versante, è collegato alla terra ferma con un ponte girevole. Tutto intorno, nelle profondità del mare, prosperano delfini e cetacei oltre a una grande popolazione di mitili.
Sono proprio questi ultimi, oltre alle bellezze paesaggistiche della città, i protagonisti del tour che vi stiamo per suggerire e che noi di MangiaeBevi abbiamo testato in occasione di Ego Food Fest di cui vi abbiamo parlato qui.
Cosa fare a Taranto
Le bellezze della città


Sfruttando le belle giornate di sole che porta la primavera, una passeggiata in città è d’obbligo. Certamente da vedere è la Città Vecchia, ancora più suggestiva attraverso l’applicazione TAIDART che attraverso l’intelligenza artificiale accompagna in un vero e proprio viaggio nel tempo. Tra le bellezze, spazio alle colonne doriche appartenenti al tempio di Poseidone e ora visibili vicino al Palazzo della Città. Da non perdere anche il Santuario della Madonna della Salute risalente alla metà del 1700. A dare il nome al santuario, un’icona bizantina risalente al 1600. Di grande bellezza, poi la Cattedrale di San Cataldo, la più antica della Puglia.
Imperdibile in simbolo di Taranto: il Castello Aragonese, una fortezza a pianta rettangolare costruita ai tempi del dominio bizantino nel tentativo di difendersi dagli attacchi di veneziani e siracusani.
Casino Nitti: museo dei vitigni identitari


Per gli appassionati di enogastronomia, il nostro consiglio è quello di visitare Casino Nitti, un’azienda agricola acquisita dalla Cantina Varvaglione, con una masseria risalente alla fine dell’800 e legata alla figura di Francesco Saverio Nitti, presidente del consiglio nel primo dopoguerra. Oltre alla bellezza del luogo e all’importanza storica, Casino Nitti è di grande rilevanza per il progetto che ospita, uno dei più significativi in Europa per la tutela della biodiversità vitivinicola. La tenuta, infatti, ospita oltre 500 varietà di vitigni autoctoni italiani. Un unicum assoluto che lo fa essere una vera e propria enciclopedia a cielo aperto del vino.
Ganto: il ficheto


Lontano dai soliti giri turistici è poi la visita al figheto dell’azienda Ganto, leader della produzione di fichi secchi e conserve. Alle spalle, una bella storia familiare di amore per la terra tramandata di padre in figlio. Un amore che si rispecchia nei prodotti realizzati, tutti lavorati con metodi tradizionali che ne preservano integri sapori e valori nutrizionali. L’azienda si sviluppa per 27 ettari di cui 10 vocati alla coltivazione di fico Domenico Tauro, caratterizzato da una buccia tendente al violetto tipico della Puglia, e di fico Dottato, dal latino Optatus. A rendere ancora più succulenti i frutti prodotti in questa zona, è la vicinanza al mare e la presenza importantissima della macchia mediterranea circostante.
Utilizzato fin dai tempi dei romani, il fico è anche legato a tantissimi miti e leggende. Si tratta di un frutto duttile, dai mille usi, dalla pasticceria alla cucina, passando per la gelateria e anche in cosmetici e farmaci. Questo anche alle sue proprietà straordinarie.
Molo Sant’Eligio: i delfini
Un’attività imperdibile per gli amanti del mare e delle sue creature è la gita di dolphin watching organizzata dall’associazione Jonian Dolphin Conservation, una no profit nata nel 2009 con l’obiettivo di proteggere il mare e salvaguardare i cetacei. Con partenza da Molo Sant’Eligio, a bordo di un catamarano, è possibile infatti navigare nelle incantevoli acque circostanti per avvistare i delfini e, per i più fortunati, anche le tartarughe marine.

Dove mangiare a Taranto
Caffè Letterario cibo per la mente


Per chi è alla ricerca di un format inedito, che unisce cibo, arte e musica, il Caffè Letterario è un luogo da non lasciarsi scappare. Si tratta di un bistrot ma anche di un luogo aggregativo che ospita di frequente eventi culturali e intrattenimento con dj set ma anche serate speciali con menu a tema. Come quella dedicata alla cozza tarantina, in occasione dell’Ego Cozza Fest dello scorso aprile. Il menu, studiato ad hoc per l’occasione, era una vera e propria giostra di sapori che girava intorno al Presidio Slow Food istituito nel 2022. Dal Sautè di cozze alle Cozze ripiene passando per le Cozze fritte e l’incredibile Pasta patate e cozze, tutto era a base del carnoso mitile, anche il dessert, un tiramisù al gusto di mare e gin.
Il Gatto Rosso


Una gita a Taranto non può che comprendere una tappa al Gatto Rosso in via Cavour. Segnalato anche dalla Guida Michelin, questo indirizzo è l’ideale per chi vuole assaporare un’ottima cucina di mare realizzata seguendo ricette confortevoli e senza fronzoli che valorizzano al meglio l’eccellenza dei prodotti ittici. La mano precisa e attenta è quella dello chef Agostino Bartoli. A lui si devono piatti semplici e gustosi capaci di mescolare tradizione e visione contemporanea. In menu spazio alla Tartare di tonno rosso alla puttanesca e agli Spaghetti con le cozze ma anche all’Insalata tiepida di mare e al Calamaro alla griglia. I nostri consigli: Spaghetti cozze e tartufo bianco e Dentice al forno con pomodorini e olive.
Specialità da non perdere


Delle cozze tarantine ne abbiamo già parlato. La loro versatilità le ha rese celebri in tutta la Puglia, soprattutto a Taranto, come ingrediente di tante ricette. Dalla pasta patate e cozze alle cozze gratinate. Ma non sono le uniche specialità da non perdere in zona. Degne di nota, per gli amanti della carne, sono le bombette: involtini di capocollo ripieni di caciocavallo e pancetta e cotte alla brace.
Altra specialità sono le pettole, soffici nuvole di pasta fritta servite saltate con pomodori e capperi, o dolci con una spolverata di zucchero. Per i più golosi, anche con della crema spalmabile al cioccolato.
Dulcis in fundo, le tette delle monache. Si tratta di un dolce tipico pugliese, nato probabilmente ad Altamura dall’arte delle monache di clausura del monastero di Santa Chiara. Si tratta di un pan di spagna sofficissimo farcito con abbondante crema pasticcera “alleggerita” dalla panna montata. Sopra, una delicata spolverata di zucchero a velo.
Ego Food Festival
In occasione dell’ottava edizione della kermesse ideata da Monica Caradonna e di Ilaria Donateo, Taranto si è trasformata in un vero e proprio palcoscenico dedicato all’enogastronomia. Masterclass, degustazioni e incontri tematici hanno animato la città dal 17 al 20 aprile scorsi. Importanti chef da tutta Italia si sono dati appuntamento in città trasformandola in un grande laboratorio di enogastronomia all’aria aperta. Tra i nomi più prestigiosi, senza dubbio, Enrico Bartolini, lo chef più stellato d’Italia.
Protagoniste di Ego Food Festival sono stati poi le cozze, presidio Slow Food tarantino, in scena in occasione del Cozza Fest che ha coinvolto diversi ristoranti della città, e la pizza che, negli spazi di Villa Peripato, ha incantato i partecipanti. Una grande festa di popolo, dunque, che in due giorni ha visto serviti ben 15 mila tranci di pizza. Settanta maestri pizzaioli infatti hanno dato vita a un percorso tra impasti contemporanei e ingredienti identitari, accompagnati da musica dal vivo.
Dopo questa grandiosa festa di popolo, nella giornata conclusiva – lunedì 20 aprile – EGO Food Fest si è trasferito nel prestigioso Relais Histò per l’EGO Academy, il “cuore tecnico” della manifestazione.
Nei talk, moderati da Monica Caradonna e dal popolarissimo conduttore Tinto, nome d’arte di Nicola Prudente, è stato lanciato il messaggio etico di EGO Food Fest 2026, partendo proprio dal tema di questa ottava edizione che, allo stesso tempo, ha rappresentato una sfida e una promessa: “La cucina del futuro: stare bene a tavola, stare bene con il Pianeta”.


Il programma si è arricchito anche con la Pizza Competition.
Una giuria di esperti, composta da Luciano Pignataro, Vincenzo Pagano (ScattidiGusto – Pizza Maxima), Carlo Passera (Identità Golose), Fabio Carnevali (MangiaeBevi – Pizza Maxima), Tania Mauri (Pizza Magazine), Antonella Amodio (LucianoPignataro.com), Gianfranco Laforgia (Reporter Gourmet), Pina Sozio (Gambero Rosso), Pasquale Cippone (Cippone di Bitetto), Massimiliano Prete (Sesto Gusto) ha consegnato ben 9 premi.
I vincitori:
Premio Enogastro Hub “Rivelazione Ego Pizza Festival” a Salvatore Giannone – Na nuvola – Statte;
Premio Cippone & Di Bitetto “Prodotti di Qualità” a Paolo Bruno – Uemè’ – Lecce;
Premio Consorzio Pasta Gragnano “Combinazioni inaspettate” a Carmine Chiarelli – Foch l’altro forno – Mottola;
Premio Moretti Forni “Cottura perfetta e sostenibile” a Michele Cellamaro – Forno Cellamaro – Cerignola;
Premio Petra Molino Quaglia “L’arte della fermentazione” a Gianmichele Vitto – ConTe – Conversano;
Premio Gioiella “High Quality Pizza” a Max Leonetti – Dama Bakery – Bari;
Premio Consorzio Italiano Tutela Mortadella Bologna “Armonia nel piatto” a Pierfrancesco Peloso – Soip Amour – Andria;
Premio Varvaglione 1921 “Avanguardia nel piatto” a Nico Taveri – Brunda – Brindisi;
Premio Olio Forti “Sostenibilità e gusto” a Martin Mirchev – Loop pizza croccante – Lecce.

