Dalla pizza ftira al formaggio ġbejna fino al miele, sono diversi i prodotti identitari del gioiello verde dell’arcipelago maltese. Un luogo tutto da assaporare tra picnic, bakery, mercati e ristoranti, dai farm-to-table alle insegne raccomandate dalla Guida Michelin.
È tutta da gustare, tra tradizione e creatività, l’isola più verde dell’arcipelago maltese: Gozo affascina da sempre per la sua identità autentica, a partire dalla tavola, invitando i forestieri a godere della lentezza per assaporare una cultura gastronomica profondamente radicata nei paesaggi rurali e nelle comunità dei villaggi. Con le sue ricche tradizioni culinarie, i prodotti locali e gli ingredienti freschi, la meta è ideale per una vacanza in ogni momento dell’anno, offrendo ai foodies un’esperienza variegata, dai ristoranti farm-to-table alle insegne segnalate dalla Guida Michelin, dai caffè caratteristici fino ai mercati.
Le specialità culinarie di Gozo e dove assaggiarle
Innanzitutto c’è la ftira gozitana, cotta nei tradizionali forni a legna. E non è solo qualcosa da assaggiare: è un rito che racconta l’isola. Appena sfornata, questa specialità simile a una pizza sprigiona profumi che ricordano la campagna e quel modo semplice e genuino di preparare il cibo che a Gozo è ancora vivo. Gustarla seduti in piazza o portarla via per mangiarla davanti a un panorama è un piccolo piacere che diventa subito un ricordo di viaggio. Tra i luoghi storici dove acquistarla non è da perdere l’antico forno Mekren Bakery, in un punto panoramico.

Poi, bevendo una Cisk (birra tipica), si consuma la specialità sul fiordo di Mgarr Ix-Xini. Anche la ġbejna, il celebre formaggio di pecora maltese, merita una menzione. Che sia fresca e delicata, stagionata e dal carattere più deciso, pepata o marinata, la prelibatezza racconta con ogni variante il legame profondo con le tradizioni agricole del posto. Il “must do” è prenderne un po’ in una bottega e rilassarsi con gusto facendo un picnic con anche prodotti caseari di capra, pomodori secchi, olive, pane locale e un calice di vino dell’arcipelago, mentre si sta immersi nella natura e nel silenzio di Gozo. Da non dimenticare è poi il miele locale, denso, aromatico e diverso a seconda delle fioriture. Uno dei tesori che continua a essere lavorato in piccole produzioni familiari che è possibile visitare, come i caseifici specializzati nel formaggio di capra, trattato ancora con pratiche di una volta tramandate nel tempo. Rinomato è poi il sale delle saline di Xwejni, tra geometrie naturali e gesti antichi da osservare, per respirare tutto il fascino di un mestiere che resiste. Infine, per riportare a casa un po’ di sapienza gastronomica locale, si partecipa, volendo, a una cooking class dedicata alla cucina gozitana, tra ricette, ingredienti e rituali dell’arcipelago maltese.


I ristoranti di Gozo segnalati nella Guida MICHELIN 2026
La nuova selezione 2026 della Guida MICHELIN riconosce anche quest’anno il valore crescente della scena gastronomica di Gozo, segnalando alcuni indirizzi. Come Scottadito, un’osteria raccomandata perché celebra, in realtà, la cucina italiana senza compromessi: dai marchigiani e romagnoli sardoncini scottadito, impanati e cotti al forno, ai grandi classici come la carbonara, fino a specialità regionali come gli gnocchi al ragù di coniglio, ogni piatto è pensato per deliziare chi in vacanza non rinuncia ai sapori nostrani. O, ancora, Ta’ Frenc, immerso in un’antica casa colonica con vista sulla campagna di Xagħra. Qui lo chef propone un percorso culinario unico, unendo sapori mediterranei a note creative. Durante l’estate, la terrazza affacciata sul giardino è il luogo ideale per cenare all’aperto. La ricca cantina, con oltre 700 etichette premium, completa un’esperienza gastronomica curata in ogni dettaglio.
E se Tmun, fondato nel 1987, è oggi un ristorante di riferimento sul porto di Mgarr, dove si valorizza la freschezza del pescato, il rispetto per la materia prima come l’uso di specie meno comuni, trasformate in piatti ricchi di sapore, Al Sale punta su ravioli ripieni di gamberi e capesante con bisque di gamberi e sul tenero carré di vitello con salsa verde. Infine, menzione speciale per George Attard. Originario dell’isola, è lui a ricevere il prestigioso Premio MICHELIN Giovane Chef. A Gozo Attard guida il panoramico Level Nine at The Grand, dove gustare una cucina mediterranea contemporanea che unisce ispirazione locale, tecniche moderne e una forte estetica del piatto.
