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Terrazze capitoline: a tu per tu con la Storia

terrazze a roma con vista monumenti

I rooftop dove i monumenti romani abbandonano il ruolo di sfondo per farsi presenze vive e tangibili.

Roma non è una città che si lascia addomesticare. Camminando sui sampietrini se ne percepisce il peso millenario, ma è solo salendo tra le cupole e i tetti che il caos svanisce, e la prospettiva si ribalta. E mentre alcuni rooftop deliziano gli ospiti con interessanti viaggi internazionali (come raccontato in questo articolo), ce ne sono altri che sfidano la bellezza della città. I monumenti smettono di essere fondali muti e diventano presenze vive, giganti di marmo e travertino con cui dialogare alla pari. È in questa sospensione tra cielo e terra che i percorsi gastronomici e la mixology d’autore trovano la loro massima espressione, quasi costretti a reggere il confronto con la bellezza eterna di uno skyline che tutto il mondo ci invidia.

Les Ètoiles
Les Ètoiles

La vertigine tattile della Cupola

C’è un confine sottile tra l’osservare un’opera d’arte e l’esserne catturati. È ciò che avviene ai tavoli de Les Ètoiles, in cima all’Atlante Star Hotel, sublime albergo guidato con gran dedizione dalla famiglia Mencucci. Impossibile non essere affascinati dalla maestosità della Cupola di San Pietro, che appare talmente ravvicinata da provocare una vertigine tattile. Per affiancare un simile colpo d’occhio senza essere sopraffatto, lo chef William Anzidei costruisce una carta che esalta le materie prime in un gioco di gusto e piacere. Il suo carpaccio di spigola servito con il mango sfrutta l’acidità del frutto tropicale per sgrassare rapidamente il palato, mentre la crocchetta di quinoa ai gamberi e piselli poggia su una crema di peperoni arrosto e coriandolo, garantendo un morso sferzante di note tostate ed erbacee.

Al bancone, la mano di Valerio Visentin e la consulenza di Riccardo Marinelli orchestrano miscelazioni di gran spessore. La loro selezione The Bottled Negroni sfrutta il lungo riposo in vetro per smussare le spigolosità del bitter e del vermouth, garantendo un sorso rotondo e rassicurante, perfetto per accompagnare le capesante con amaranto soffiato al calar della sera. Ma il culmine dell’ascesa si raggiunge all’ottavo piano, con un rooftop che rivela tutta la bellezza della Capitale, a 360 gradi.
Les Ètoiles, via dei Bastioni 1, tel. 066873233. Aperto dall’aperitivo. Sito | Instagram

Oro Bistrot
Oro Bistrot

Il peso dell’Impero sui Fori

Bisogna avere le spalle larghe per sostenere il peso visivo di millenni di storia imperiale che si stagliano davanti ai propri occhi. La terrazza dell’NH Collection in via di Sant’Eufemia mette subito le cose in chiaro: l’affaccio frontale sui Fori Imperiali e sull’Altare della Patria colpisce allo stomaco per la sua potenza cruda e monumentale. Oro Bistrot si presenta come un palcoscenico dove il tempo sembra essersi cristallizzato. Qui, la linea diretta da Natale Giunta e concretizzata dal resident chef Kerim Montinaro traccia percorsi degustazione di rara intensità, in un intreccio fra la ruvida tradizione italiana e suggestioni internazionali, lavorando ogni ingrediente con cura per esaltarne il sapore senza sovraccaricare il piatto.

Il bancone, affidato all’istinto di Daniele Zandri, bilancia l’eleganza rigorosa della sala con signature drink dai profili aromatici decisi e contemporanei. Sorsi dalla struttura complessa, appositamente pensati per ripulire la bocca dopo assaggi ricchi, perfetti per bagnare le labbra mentre i marmi antichi che cingono Piazza Venezia assorbono l’ultima luce del tramonto.
Oro Bistrot, via di S. Eufemia 19, tel. 3498892632. Aperto dall’aperitivo. Sito | Instagram

Divinity Terrace

Geometrie barocche e le ombre del Pantheon

Esiste un cuore segreto nel labirinto del centro storico, un osservatorio privilegiato che inquadra la cupola di Sant’Ivo alla Sapienza e l’immensa mole del Pantheon. All’ultimo piano del The Pantheon Iconic Rome Hotel ecco il Divinity Terrace, un lounge bar dove la luce detta le regole dell’intera esperienza, nell’atmosfera e nel bicchiere. La drink list “Phase”, concepita da Dario Comis, segue infatti in modo fedele la parabola del sole: il cocktail Oculus, ad esempio, sfrutta le note resinose del pino mugo e l’acidità tagliente del verjus per costruire una bevuta verticale e freschissima, arricchita dall’aroma della foglia di fico.

A dare ulteriore spessore e calore alla sosta interviene la “Spezial” Pizza dello chef stellato Francesco Apreda, che cura l’intera linea gastronomica. I suoi impasti, leggeri e fragranti secondo il canone della croccantezza romana, ospitano topping intensi. La marinara viene letteralmente stravolta dall’umami prepotente delle alici del Cantabrico, contrastate dalle note balsamiche del black garlic e dalla sferzata agrumata e amara del black lime, in un incastro perfetto.
Divinity Terrace, via di Santa Chiara 4A, tel. 06 6920 2022. Aperto dall’aperitivo. Sito | Instagram

Gigi Rigolatto

L’eleganza dorata del marmo senese

L’approdo del mito Orient Express nella Capitale ridisegna i confini dell’ospitalità all’interno del seicentesco Palazzo Fonseca. In cima all’hotel troviamo la terrazza Gigi Rigolatto. Il tocco dell’architetto Hugo Toro sfrutta il marmo giallo di Siena per rievocare l’epoca d’oro dei grandi viaggi, con un affaccio ravvicinato e del tutto inedito sulle antiche tegole del Pantheon. Dalla cucina arrivano portate che esaltano la materia prima con mano decisa, come il tonno scottato, con battuto mediterraneo e salsa agrodolce.

Al Bellini Bar, la miscelazione non teme i contrasti al vetriolo. Il cocktail Abbronzatissima è un vero e proprio schiaffo al palato: la struttura terrosa del tequila incontra il peperone rosso e la dolcezza del mango, subito aggrediti dalla nota pungente del jalapeño e dalla sapidità del tajin messicano sul bordo del bicchiere. Un sorso intenso, speziato e avvolgente, capace di resettare le papille gustative.
Gigi Rigolatto, piazza della Minerva 69, tel. 06 844293. Sempre aperto. Sito | Instagram

Settimo

Sospesi tra fronde e travertino

C’è una quota esatta, salendo lungo via Lombardia, in cui il frastuono dei clacson svanisce tra le fronde degli alberi. È il settimo piano del Sofitel, che nasconde un roof garden dove il tocco dell’architetto Jean-Philippe Nuel instaura un dialogo serrato tra il savoir-faire francese e la solennità sfacciata dei palazzi capitolini, e la visuale spazia dal verde di Villa Borghese alla cupola michelangiolesca. L’Executive Chef Giuseppe D’Alessio sfrutta le robuste radici romane per contaminarle con la tecnica transalpina: il suo filetto di vitella, riletto come un saltimbocca contemporaneo, viene ingentilito dalla dolcezza zuccherina della composta di cipolla rossa, mentre il denso jus d’arrosto alla salvia ne prolunga all’infinito la persistenza in bocca.

La carta dei cocktail offre veri e propri esercizi di stile come il Trevi Royal. L’eleganza sofisticata del liquore Chambord e dello Champagne si scontra frontalmente con le note ruvide e affumicate del Mezcal e la botanica erbacea dell’Assenzio, per un mix che si conclude con il simbolico lancio di una monetina di cioccolato nel bicchiere.
Settimo Restaurant, via Lombardia 47, tel. 06 478021. Aperto dalla colazione. Sito | Instagram

Terrazza Montemartini

Il rigore scarno dei mattoni imperiali

Chi cerca rifugio dalle rotte turistiche più compiacenti trova in Largo Giovanni Montemartini uno sdoppiamento temporale crudo e magnetico. Il rooftop incastonato nel frenetico distretto della Stazione Termini si apre come uno squarcio inaspettato sulle rovine scabre e solenni delle Terme di Diocleziano. La severità dei mattoni romani entra deliberatamente in rotta di collisione con il profilo essenziale e contemporaneo della terrazza, generando un ambiente dal respiro puramente metropolitano.

Le ampie sedute e un servizio attento rendono questo spazio un porto sicuro per scrollarsi di dosso l’afa. Il rito serale spinge forte sulle sfiziosità gourmet: una serie di finger food strutturati per regalare picchi di sapidità istantanei, ideali per tamponare l’alcolicità delle miscelazioni servite al bancone. Si beve forte e ghiacciato, sgrassando il palato tra un assaggio e l’altro, mentre il caotico e disordinato traffico sottostante si riduce a un ronzio del tutto inoffensivo.
Terrazza Montemartini, Largo Giovanni Montemartini 20, tel. 06 45661. Orari: Aperitivo serale. Sito | Instagram

Salire sui tetti di queste perle dell’ospitalità significa smettere di subire Roma e iniziare a respirarla a pieni polmoni. È un esercizio che dilata il tempo, restituendo alla città quella maestosità che svanisce correndo a testa bassa nel traffico. Fra il tintinnio del ghiaccio nel bicchiere e gli aromi di pietanze prelibate, la Storia si scrolla la polvere del tempo e torna a manifestarsi in tutta la sua prepotente meraviglia.

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