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Dinner Incredible, a Bangkok la sfida della Black Box

dinner incredible

Il racconto della tredicesima edizione di Dinner Incredibile, creata da Giorgio Diana, che ha riunito ben 12 stelle della cucina mondiale.

I pugili, o gli sportivi in generale, si dividono in due macro famiglie: chi dopo un infortunio decide di non riprendere e chi riesce a reinventarsi e a trovare nuova linfa per ricominciare. 

Dinner Incredible nasce proprio così: nel 2020, nel pieno della pandemia, quando il settore della ristorazione globale attraversava uno dei periodi più difficili della sua storia. Mentre le cucine erano chiuse, i produttori locali vedevano crollare le proprie attività e l’intera filiera viveva una fase di profonda incertezza, lo chef sardo Giorgio Diana ha scelto di trasformare una domanda personale in un progetto internazionale: cosa può fare uno chef quando tutto si ferma?

La risposta è da ricercare nella filosofia fondante di Dinner Incredible. Un format gastronomico itinerante che oggi riunisce alcuni dei più grandi nomi della cucina mondiale, ma che alla base conserva un principio molto più importante delle stelle Michelin: il valore umano.

«Dinner Incredible è nato durante la pandemia per supportare i produttori locali e le loro realtà. Ho voluto creare un gruppo di dodici chef, come gli apostoli: dodici culture diverse, religioni diverse, colori della pelle diversi e orientamenti differenti, per portare pace e amore attraverso il mondo. Nelle nostre cucine non esistono razzismo, guerra o divisioni politiche, esiste soltanto il rispetto reciproco», racconta Giorgio Diana founder e organizzatore di Dinner Incredibile. 

Una visione nata dall’esperienza personale di uno chef italiano che da oltre venticinque anni vive e lavora lontano dal proprio Paese, costruendo una carriera internazionale tra Asia, Medio Oriente e Africa. Originario della Sardegna, Diana ha trasformato il viaggio, il confronto con culture differenti e la contaminazione gastronomica nella propria filosofia, arrivando a creare una rete mondiale di cuochi uniti non dall’ambizione personale, ma dalla volontà di condividere parte della propria sapienza lungo il percorso. 

Dinner Incredible: la XIII edizione

Oggi Dinner Incredible è arrivato alla sua tredicesima edizione e ha fatto ritorno in Thailandia, uno dei luoghi che meglio rappresentano l’essenza del progetto. Il Gala Crystal Box del Gaysorn Urban Resort di Bangkok ha ospitato gli chef provenienti da ogni parte del mondo, capaci di riunire oltre venti stelle Michelin in un’unica esperienza gastronomica.

A dare forma a questa visione sono stati: Giorgio Diana, fondatore del progetto con base in Egitto, Alessandro Frau, Thomas Bühner, Jacob Jan Boerma, Alvin Leung, Bruno Menard, Thierry Voisin, Tim Golsteijn, DK, Massimiliano Sena, Michael Bao e Gerard Villaret.

Dodici percorsi differenti che diventano una sola brigata, incarnando perfettamente l’idea originaria di Diana: lasciare fuori dalla cucina l’ego personale per costruire un dialogo fatto di tecnica, cultura e rispetto reciproco per un bene superiore; rimettere al centro i produttori locali. 

«A me non interessano le stelle, i premi o le classifiche. La cosa più importante è il fattore umano. Se una persona sa stare con altri chef, condividere una settimana insieme e lavorare come una famiglia, allora può far parte di Dinner Incredible», spiega Diana.

Black Box Edition

Questa filosofia trova la sua massima espressione nella Black Box Edition, la grande novità dell’edizione thailandese. Ogni chef ha ricevuto una scatola contenente ingredienti segreti legati al territorio, selezionati dallo stesso Diana per rappresentare i sapori più autentici della Thailandia. Gli chef conoscevano già l’idea dei piatti che avrebbero preparato, ma l’aggiunta di uno o più ingredienti misteriosi li ha costretti a uscire dalla propria zona di comfort e a reinterpretare la propria cucina attraverso nuovi stimoli.

Una sfida creativa che trasforma la Thailandia da semplice cornice dell’evento a vero ingrediente del racconto gastronomico. Erbe aromatiche, spezie, radici, prodotti del mare e della terra e perfino la East Cola – versione Thailandese della nota bevanda gasata- diventano strumenti di dialogo tra culture culinarie differenti, nel segno del motto “Play Global, Eat Local”.

Gli Italiani della squadra di Dinner Incredibile 

Abbiamo chiesto una testimonianza “tricolore” agli chef presenti nel palinsesto della manifestazione che ci hanno confermato la forza di questo progetto; Massimiliano Sena, membro storico del team e protagonista di numerose edizioni, sottolinea come il segreto di Dinner Incredible sia proprio l’assenza di rivalità.

«La cosa più bella è che non c’è competizione. Ognuno porta il proprio savoir faire, ma c’è uno scambio continuo di tradizioni, tecniche e gusti. Ci confrontiamo, chiediamo agli altri come hanno realizzato un piatto e alla fine ciò che rimane davvero è soprattutto il rapporto umano».

Per Sena, l’esperienza rappresenta anche un’occasione di crescita continua: dai viaggi nascono nuove idee, tecniche e ingredienti che entrano nel proprio linguaggio gastronomico, come il galanga, radice tipica del Sud-Est asiatico che ha recentemente reinterpretato in una sua creazione.

Dello stesso avviso Alessandro Frau, chef di Acqua a Bangkok e Phuket, che vive Dinner Incredible anche dalla prospettiva di chi, pur essendo nato in Italia, accoglie il mondo nella città che lo ospita da oltre 20 anni.

«La vera qualità di uno chef non è soltanto quello che riesce a fare in cucina, ma la persona che è. Puoi incontrare grandi professionisti dal punto di vista tecnico, ma è la capacità di condividere e il lato umano che fanno davvero la differenza. Io da questa esperienza traggo proprio questo; come chi ha più esperienza di me si approccia a queste manifestazioni con l’umiltà che ti rendono grande».

Ed è probabilmente questa la grande intuizione di Giorgio Diana: in un momento storico in cui l’alta cucina viene spesso raccontata attraverso classifiche, premi e riconoscimenti, Dinner Incredible sceglie una strada diversa. Le stelle Michelin presenti a Bangkok rappresentano il punto di partenza, non il traguardo.

Il vero successo del progetto è vedere dodici persone provenienti da Paesi, culture e percorsi differenti lavorare fianco a fianco, dimostrando come il cibo possa diventare il più universale dei linguaggi: quello della condivisione. Con il solo obiettivo di restituire, per quanto possibile, più di quanto la terra che li ospita mette a disposizione.

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