Si è concluso Bob Fest 2026, l’evento che, ancora una volta, si conferma come volano di incontri, legami e dialogo tra i massimi rappresentati dell’alta gastronomia in Italia.
«La cosa più importante del festival, per noi, non si conta. È l’emozione di aprire le porte della Calabria e vedere che ogni anno gli amici e i professionisti che scelgono di raggiungerci sono sempre di più.» Con queste parole gli organizzatori di Bob Fest 2026 commentano la chiusura di un’emozionante edizione che per quattro giorni ha trasformato la Riviera dei Cedri in uno dei poli d’attrazione più importanti a livello gastronomico nazionale.
Il programma ha riunito 9 appuntamenti tra congressi, esperienze sul territorio, momenti di approfondimento, cene, musica e l’evento conclusivo che ha visto protagonisti oltre 300 professionisti della ristorazione, della pizza, della pasticceria, della mixology e del vino, chiamati a interpretare la Calabria attraverso i suoi prodotti.
8000 sono state le presenze complessive, circa 400 ospiti provenienti da tutta Italia e dall’estero, 4 milioni di visualizzazioni sui canali social del festival, 64.000 interazioni e oltre 4.000 nuovi follower, confermando una crescita costante del progetto sia dal punto di vista della partecipazione sia della capacità di generare attenzione attorno al territorio.







«Il dato che ci emoziona maggiormente, però, non compare in nessun report: vedere persone arrivare qui esclusivamente per il festival e decidere poi di fermarsi qualche giorno in più per conoscere il territorio. È in quel momento che comprendiamo come il racconto della Calabria stia producendo un impatto concreto. Alcuni hanno scelto di trasferirsi qui, altri stanno progettando l’apertura di pop up, altri ancora hanno avviato nuove collaborazioni con professionisti calabresi. È il segno più autentico che il BOB FEST riesce a generare connessioni durature.»
I numeri da record di questa edizione, infatti, raccontano soltanto una parte del valore prodotto dal festival. L’obiettivo di Bob Fest fin dalla sua nascita, infatti, è utilizzare il cibo come strumento culturale capace di costruire relazioni, favorire il dialogo tra professionisti, generare nuove collaborazioni e offrire una narrazione contemporanea della Calabria, attraverso il lavoro di chi ogni giorno contribuisce a valorizzarne il patrimonio gastronomico, agricolo e umano. Nel corso delle edizioni, attorno a questi valori sono nati legami che vanno al di là dei giorni di kermesse e questo ha contribuito a creare una comunità coesa e attiva.
«Siamo un gruppo di persone profondamente innamorate della propria terra e continuiamo a lavorare affinché sempre più persone possano scoprirla attraverso ciò che sappiamo fare meglio: accogliere.»








