Nel quartiere Appio Latino tre insegne, disposte in un raggio di poche centinaia di metri, per tre espressioni diverse e ugualmente identitarie della tonda scrocchiarella, simbolo della Capitale.
Si fa presto a dire pizza romana. A Furio Camillo, tracciando una linea (quasi) retta di appena un chilometro, si intercettano tre indirizzi, ognuna con il proprio approccio. La vicinanza dei tre, lungi dall’essere motivo di concorrenza, è anzi dimostrazione di come basti poco (che poi poco non è) a esprimere la propria idea di pizzeria, e distinguersi dagli altri. Ciò permette al pubblico di poter sperimentare e saggiare le diverse proposte, scegliendo tra l’impasto ibrido di Papilla, i fritti e la filiera di Santini, o la tradizione condita di creatività di Antica Pizzeria Frontoni. La tonda mantiene sempre la sua centralità e, senza arrendersi alle mode gastronomiche passeggere, si sviluppa unendo storie familiari, cinema e sperimentazioni contemporanee.

L’asse viario della scrocchiarella rionale
La geografia urbana definisce il carattere della ristorazione di quartiere. Muovendosi tra via Veturia, via Francesco Valesio e via Assisi si incontra una direttrice gastronomica ad alta densità di farina. Questa strada accoglie clienti locali alla ricerca della tipica fragranza romana. Le tre pizzerie hanno scelto ognuna il proprio percorso, e il risultato trasforma il quadrante di Furio Camillo in un piccolo osservatorio sulla tonda. I residenti evitano le lunghe attese del centro storico, trovano sotto casa una terna di proposte, e la vicinanza geografica favorisce il confronto diretto tra stili differenti. Ogni locale mantiene una propria clientela fedele legata alle diverse sfumature della cottura e dell’impasto.

L’impasto ibrido e i vinili di Papilla
Al civico 41 di via Veturia la pizzeria Papilla propone una versione a metà strada fra scuola napoletana e romana. Il titolare Andrea Mecheroni seleziona un mix di farine manitoba, doppia zero e tonda romana del Molino Iaquone. Il pizzaiolo Mirko Pietrodarchi imposta un’idratazione superiore al sessanta per cento con lievitazioni da settantadue a centoventi ore, per una tonda che mantiene una base croccante ma sviluppa un cornicione pronunciato. L’ambiente accoglie novanta coperti interni e venticinque esterni tra arredi vintage e un pianoforte d’epoca, e fra i tavoli girano camerieri che indossano magliette con citazioni musicali di De André e Battisti.

Per la stagione estiva l’offerta introduce la focaccia morbida con prosciutto di Parma e fichi, che si affianca a cavalli di battaglia come l’Amatrigialla con fior di latte, pomodorino giallo, guanciale croccante e pecorino romano a scaglie. I fritti comprendono supplì classici e montanare condite con stracciatella, mortadella e pistacchi. E il recente avvio di una collaborazione con l’azienda vinicola Artico arricchisce la proposta dei calici alla mescita durante l’orario dell’aperitivo, e nel pairing con le pizze.
Papilla Pizzeria, Via Veturia 41/43, tel. 06 4543 0928. Orari: Mar-Dom 19:00-23:30. Sito | Instagram

Santini: la filiera etica della terra velletrana
Poco distante si sviluppa il progetto di Santini, aperto a maggio 2025 in via Francesco Valesio dal giovane Gabriele Santini. La proposta valorizza una filiera corta legata direttamente ai piccoli produttori artigianali di Velletri, supportata dai banchi del vicino mercato dell’albero ne, che riforniscono la cucina consentendo l’inserimento di fuori menu stagionali. Il nonno spedisce dalla provincia la pasta all’uovo per i fritti come le fettuccine burro e salvia, mentre il pane invenduto dei forni velletrani viene recuperato per diventare la panatura croccante dei supplì.

L’allestimento delle sale interne da centoventi coperti richiama la ristorazione classica con tovaglioli di stoffa e doppia forchetta. La carta dei vini curata dalla sorella sommelier raccoglie quaranta etichette orientate sulle aziende vinicole laziali. Tra le ricette signature si fa notare il crostino con crema di Parmigiano trentasei mesi e prosciutto cotto affumicato. Una menzione spetta alla pizza Crema di Scampi che omaggia la cucina storica del ristorante di famiglia.
Santini Pizzeria Romana, Via Francesco Valesio 15/23, tel. 06 540 4906. Orari: Lun-Dom 19:00-23:30. Sito | Instagram

Frontoni: il mattarello militante del fuoriclasse
La linea termina in via Assisi al civico 117, dove Daniele Frontoni gestisce la sua insegna da dieci anni. Lo spazio accoglie un grande forno a legna in mattoni per preservare la cottura classica romana. La stesa avviene al mattarello usando la Farina Frontoni, sviluppata in collaborazione con il Molino Cipolla, un blend che unisce grani teneri, farro e grano blasco per ottenere una consistenza sottile e croccante. Il menu propone combinazioni tematiche europee e opzioni vegetali con formaggi non animali di alto profilo.

Ma nella vita di Frontoni c’è anche un’altra “pizza”, quella del cinema, con all’attivo numerosi mediometraggi. E infine l’impegno sociale, a supporto dell’organizzazione Sea Shepherd: per ogni Marinara Esagerata ordinata viene devoluto un euro per la difesa degli oceani. La terrazza esterna da millecinquecento metri quadrati si affaccia sulla ferrovia e sull’acquedotto romano.
L’asse viario di Furio Camillo dimostra la vitalità della pizza romana attraverso tre indirizzi indipendenti disposti a breve distanza. La vicinanza permette di assaggiare stili e lavorazioni differenti senza uscire dal quartiere. E il disco basso conserva la sua centralità rionale proteggendo la tradizione culinaria locale dalle mode del centro e del momento storico.
Antica Pizzeria Frontoni, via Assisi 117, tel. 06 7834 9259. Orari: Lun-Ven 12:00-15:00, Mar-Dom 19:00-00:00. Instagram
