L’Oltrepò Pavese ha una nuova meta gastronomica. Si tratta de La Corte, il nuovo ristorante fine dining del Borgo dei Gatti guidato dallo chef Fabrizio Ferrari.
Tra le colline dell’Oltrepò Pavese, nell’alta Val Versa, l’incantevole borgo in pietra di Golferenzo è da poco diventata una meta ideale per gli amanti del fine dining. Il Borgo dei Gatti, albergo diffuso nato dalla volontà di Luigi Brega di riportare vita in uno dei suoi luoghi d’infanzia recuperando e rivalorizzando spazi storici, ha rinnovato la sua offerta ristorativa. La Corte, infatti, da enoteca con cucina è da poco diventato un vero e proprio indirizzo fine dining. A guidarlo, lo chef Fabrizio Ferrari che ha dato un nuovo impulso a tutta la proposta gastronomica del Borgo.
Lo chef Fabrizio Ferrari

«Dal mio arrivo ho lavorato per dare al progetto una direzione gastronomica chiara e riconoscibile», dichiara Ferrari. «La Bütega, L’Olmo e La Corte non sono tre spazi accessori, ma tre identità complementari, pensate per accompagnare l’ospite in momenti diversi della giornata e del soggiorno. La Bütega è un piccolo emporio di selezione, costruito intorno ai prodotti e ai sapori più rappresentativi del territorio. L’Olmo è un ristorante-pizzeria contemporaneo, con una proposta di qualità che oggi si rafforza ulteriormente grazie all’ingresso dello chef Ivan Milani. La Corte, invece, è il luogo in cui porto la mia idea di cucina nella sua forma più compiuta: un percorso libero, personale e diretto, che si esprime attraverso la carta e il menu degustazione».
Classe ’65, pavese di nascita e con alle spalle numerose esperienze in Italia e all’estero, tra cui Terrazza Triennale, Unico Milano, Roof Garden dell’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo, dove ha conquistato la Stella Michelin nel 2010, per rinnovare la proposta de La Corte ha effettuato un lavoro di ricerca certosino sui ricettari del passato e sulle materie prime del territorio.
“Ho voluto presentarmi al pubblico con tre percorsi degustazione, per definire fin da subito la nuova identità del ristorante” ha dichiarato lo chef Fabrizio Ferrari. “Vorrei che il ristorante diventasse il punto di riferimento gastronomico del Borgo e di tutto il territorio. Un luogo in cui stare bene e godere di una vista meravigliosa”.
Una vista resa possibile dall’intervento di restyling curato dall’architetto Sabrina Cherubin che ha interpretato al meglio il nuovo corso del ristorante rimodulando gli spazi, ampliando la sala e realizzando una veranda con vista sulle colline.

Arredi su misura in metallo, soffitti in legno alti 5 metri con travi a vista, pavimento in parquette, rivestimento cannettato danno poi un senso di continuità con la cucina, rigorosamente a vista.
Il menu
In carta si possono trovare tre menu degustazione: “il viaggio” in 8 portate, è un percorso di gusto nel passato dello chef, “le 4 regioni”, in 8 portate, esplora il ruolo di confine che l’Oltrepò Pavese ha da sempre ricoperto, come connettore tra Lombardia, Liguria, Piemonte ed Emilia Romagna, il “menu della corte” racchiude in 4 portate conviviali i gusti delle ricette della memoria.



A la carte, poi, si possono trovare piatti come Scalogni ripieni di ragù di lumache al Marsala, accompagnati da un biscotto salato di arachidi, o Pisarei di panettone, salsiccia della bassa e fagioli dall’occhio, cipolla disidratata sono un primo piatto che si ispira agli omonimi gnocchi di pane piacentini serviti con i fagioli ma realizzati con panettone disidratato. E ancora Storione in camicia di prosciutto crudo e salsa al cerfoglio impreziosito con brodetto di pesce, cerfoglio e Riesling. E per dessert, il Lat in pè di latte caprino e caramello salato, confettura di sambuco che riprende una ricetta storica a base di latte, panna e tuorli d’uovo che lo chef realizza con latte e cagliata di capra.
In abbinamento ai piatti, la carta vini del sommelier Alessio Cascianelli, che si muove tra piccoli produttori locali che lavorano nel rispetto dell’ambiente e grandi etichette.
Borgo dei Gatti, quindi, con questo rinnovamento della proposta gastronomica (accompagnato da un’ampliamento significativo dell’albergo diffuso) compie un passo in avanti per la promozione del territorio, anche a tavola.
