La trattoria di Luca di Clemente conquista via Nomentana puntando su materie prime sincere e antichi sapori.
C’è un calore autentico, quello delle osterie di un tempo, che si respira non appena varcata la soglia di Breccia, al civico 61 di via Nomentana. L’insegna, guidata dall’imprenditore Luca di Clemente, ha compiuto un salto di maturità, abbandonando dal 2025 le vesti del bistrot veloce per abbracciare l’identità rassicurante della trattoria moderna. Un luogo dove l’accoglienza schietta si sposa con una cucina materica, pensata per chi cerca il conforto della tradizione senza rinunciare a una mano contemporanea, sia per una sosta diurna che per una cena lenta nel cuore del quartiere.

L’evoluzione degli spazi e dell’accoglienza
L’anima di questo progetto è cresciuta nel tempo, allargando le proprie mura quasi come una famiglia che fa spazio per accogliere nuovi ospiti. Dai pochi tavoli aperti nel 2021, il locale ha inglobato gli spazi adiacenti, trovando il suo respiro definitivo in un ambiente caldo e confortevole che oggi conta quarantacinque sedute interne e un dehors da quindici posti. In sala, i sorrisi e la professionalità di Patrizio Campanale e Francesco Comini dettano il ritmo disteso della sera, mentre a pranzo è l’energia di Daniele Bianchi a guidare un servizio agile ma curato. È un’ospitalità che prende spunto dalla celebre breccia storica del 1870, situata a pochi passi, trasformandola in un’apertura tutta dedicata al buon cibo e alla convivialità.

La rete dei fornitori di quartiere
Il segreto di una tavola generosa risiede sempre nel profondo rispetto per la materia prima, un principio che a Breccia si traduce in una spesa attenta tra i banchi di fiducia. La dispensa si regge sulle relazioni umane intrecciate con le botteghe locali e le grandi firme del territorio. Il pane croccante porta la firma inconfondibile dello storico Forno Roscioli, mentre le uova fresche provengono da un’azienda agricola dell’Agro Pontino che alleva le galline esclusivamente all’aperto. Sui banchi della cucina arrivano le carni del Gruppo Galli e della storica macelleria Bayslach, situata nel vicino mercato di piazza Alessandria, da cui provengono anche le verdure fresche selezionate da Urka che frutta. Il comparto della pasta si appoggia all’artigianalità del Pastificio Paolucci 1960 di Montesacro, affiancato alle selezioni di mare fornite dalla pescheria Ittica 3 Esse.

Maritozzi originali e fritti fragranti
Dietro i fornelli, il giovane chef Briand Paredes, supportato da Lorenzo Gentile, lavora questi ingredienti con una mano felice e rassicurante. La partenza del pasto è un omaggio alla gola, a cominciare dal soffice maritozzo fatto in casa e farcito generosamente con uno stracotto di manzo alla Picchiapò, impreziosito da cacao amaro e pecorino Grottino. La tradizione romana si fa croccante con le crocchette di baccalà mantecato, adagiate su una crema di zucchine romanesche e ravvivate dalla cipolla caramellata e dalla mentuccia, o con l’impeccabile cartoccio fritto di stagione, che accosta alici e verdure a una delicata maionese agli agrumi. Non mancano spunti golosi come le polpettine saltimbocca, arricchite da prosciutto crudo croccante e una classica salsa al burro e salvia, o il Magnum di melanzane servito su stecco con pomodorini confit e pecorino Romano dop.

I grandi primi e le carni in umido
Quando si passa ai primi, la romanità si manifesta nella sua veste più ricca. I tonnarelli freschi artigianali diventano la base per una cacio e pepe cremosa, che gioca sulle consistenze ospitando nel piatto dei fragranti fiori di zucca croccanti, o per una carbonara dal colore intenso, legata dal pecorino Romano e punteggiata dal guanciale. A questi si affiancano le corpose pappardelle fresche avvolte da un ragù di cortile preparato con anatra, coniglio e gallina, o i raffinati fagottini di pasta fatta in casa ripieni di baccalà, addolciti da burrata e pomodorini. I secondi piatti invitano alla lentezza, celebrando le cotture prolungate che inteneriscono i tessuti, come dimostra la morbida guancia di manzo brasata al vino Cesanese, servita in accompagnamento a patate novelle e broccoletti, o il succulento arrosto di vitella alla Fornarina con fondo di cottura, porro e melanzane.

Breccia non è soltanto un indirizzo dove mangiare con soddisfazione, ma è la prova materiale di come la semplicità, quando è supportata da ingredienti sinceri e da una grande passione, possa fare la differenza. La trattoria moderna di Luca di Clemente restituisce a via Nomentana il sapore rotondo e verace di quelle cene conviviali di cui si sente sempre un profondo bisogno.
Breccia – Trattoria Moderna, via Nomentana 61, tel. 334 156 6953. Aperto a pranzo e cena. Sito | Instagram
