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Riva di Palo: rifugio di lusso e sapore sul litorale

riva di palo

Sulla costa laziale, il Riva di Palo unisce spiaggia privata, una cucina marinara schietta e secoli di storia romana e caravaggesca.

A trenta chilometri dalla frenesia di Roma, il litorale di Ladispoli custodisce un rifugio affacciato sul mare che fonde l’ospitalità balneare con il recupero di un’antica residenza. Il Riva di Palo Beach Resort è una piccola oasi che comprende una piscina, accesso alla spiaggia riservato, e una proposta gastronomica essenziale, netta e piena di gusto.

Soggiorni vista parco e relax in spiaggia

Il complesso si sviluppa all’interno di un’area protetta a ridosso del Bosco di Palo, offrendo ventuno camere tra classic, deluxe, suite e junior suite. Tutte le stanze si affacciano su un parco privato di quattromila metri quadrati, dotato di una piscina con idromassaggio e prato inglese, ideale per chi vuole rinfrescarsi e concedersi anche qualche snack o un drink rivolgendosi al chioschetto posizionato lì vicino. La spiaggia privata garantisce un distanziamento generoso tra gli ombrelloni, assicurando una privacy assoluta agli ospiti durante le giornate di sole. L’offerta sportiva comprende corsi di windsurf, surf, SUP e kayak, affiancati da sessioni di yoga e biciclette a disposizione per esplorare la natura circostante. La struttura ospita anche eventi aziendali e meeting fino a quaranta persone in una sala dedicata affacciata sul verde.

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La cucina schietta dello chef Antonio Magliulo

Al centro della tenuta si colloca il ristorante Anna, guidato dallo chef campano Antonio Magliulo. Dopo anni trascorsi in brigate di alto profilo, lo chef ha scelto di virare verso una narrazione più intima e territoriale, eliminando le sovrastrutture per esaltare la materia prima locale. Il ristorante annovera una quarantina di coperti suddivisi tra una veranda sul mare, sale interne e un ambiente suggestivo ricavato in un’ex chiesa sconsacrata. Chef Magliulo privilegia la riconoscibilità dei sapori, lavorando il pescato del giorno e selezionando con cura i frutti generosi della costa laziale e della vicina Campania. Questa visione si traduce in piatti che parlano chiaro, dove ogni singolo ingrediente svolge un ruolo preciso senza mai coprire la voce degli altri.

lo chef di riva di palo antonio magliulo
Lo chef Antonio Magliulo

Il viaggio nella carta si apre con antipasti di grande impatto visivo e gustativo, come le alici panate accompagnate da provola affumicata e yogurt al lime, oppure l’accostamento audace tra il gambero rosso, i lamponi e la burrata cremosa. La ricciola servita con fave, pecorino e caviale rappresenta la sintesi perfetta dell’essenzialità. Tra i primi piatti, il Vesuvio di Gragnano IGP “Anna”, condito con cozze, pecorino, pesce spada affumicato e zafferano, si è imposto come il vero simbolo della casa, affiancato dai tagliolini con asparagi, bottarga e gamberi rosa e dai ravioli capresi alla Nerano.

Il mare nel piatto e la cantina del territorio

Nei secondi piatti la materia ittica mantiene il ruolo di assoluta protagonista, spaziando dal trancio di ombrina adagiato su una morbida patata mantecata con crema di cozze fino al polpo alla Luciana pensato per la condivisione. L’unica e mirata concessione ai sapori robusti della terra è rappresentata dalla coda di bue fondente e croccante, un piatto che omaggia la tradizione popolare senza alcuna sbavatura. Fuori carta, seguendo rigorosamente la stagionalità e la bizzarria del pescato giornaliero, arrivano in tavola astici, ostriche e selezioni ittiche di prima qualità che rinnovano continuamente la proposta. Ad accompagnare i piatti pensa una carta dei vini forte di circa settanta etichette, che spazia tra bianchi freschi, rossi strutturati, rosé e bollicine, strizzando l’occhio soprattutto ai piccoli produttori locali e alle cantine custodi del territorio circostante.

Memorie etrusche e l’approdo di Caravaggio

La storia di questo tratto di costa si intreccia profondamente con le epoche passate, a partire dalla hall del resort, sorta all’interno di una chiesa consacrata nel 1968. Poco distante sorgeva l’antico porto etrusco di Alsium, fondato prima dell’era romana e circondato da importanti resti archeologici che testimoniano il valore strategico del litorale. A quindici minuti d’auto si raggiunge la necropoli della Banditaccia a Cerveteri, celebre sito protetto dall’UNESCO. Il luogo custodisce inoltre le tracce di un drammatico sbarco avvenuto nel luglio del 1610, quando Caravaggio approdò al molo di Palo Laziale in cerca di grazia, trovando invece l’arresto immediato. Un busto bronzeo commemora oggi quell’episodio a pochi passi dalla battigia.

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Tra oasi naturalistiche, camere affacciate sul verde e una tavola che racconta il mare senza filtri, il Riva di Palo rappresenta un modello esemplare di rigenerazione costiera a due passi dalla capitale.

Riva di Palo Beach Resort, Via dei Delfini 13, Ladispoli (RM), tel. +39 06 22 96 8772. Orari: aperto tutti i giorni. Sito | Instagram

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Sara De Bellis