Un rifugio ai piedi del Monte Eolo, nel “cuore verde d’Italia”, tra sapori genuini, antiche città romane e outdoor.
Sorge alle pendici del Monte Torre Maggiore, noto anche come Monte Eolo, perché secondo un’antica leggenda, proprio nelle viscere della montagna abitava il dio dei venti. Se esplorando il borgo umbro di Cesi (appena 10 km di distanza da Terni) sembra proprio essere avvolti da improvvise correnti d’aria uscite dalla roccia, la destinazione è la rinfrancante fuga ideale per prendere una pausa dalla canicola estiva. Il gioiello medievale è affacciato sulla conca ternana ed è oggi protagonista del progetto “Cesi Porta dell’Umbria”, uno dei più importanti interventi italiani di rigenerazione dei borghi storici. Così, la meta rinnovata senza perdere la sua autenticità conquista tra sapori, archeologia, outdoor e spiritualità.
Dove mangiare a Cesi e cosa ordinare
Nel cuore del borgo, La Batuffoleria è sempre alla ricerca di una semplicità culinaria e a forte tradizione popolare; ricette non scritte ma raccontate nei secoli. Un luogo dove si mescolano colori e sapori autentici. Tra i piatti tipici, sono da provare: Le strappatelle cesane (primo piatto di punta); il Panino alla cicoria con porchetta e puntarelle; la Crema di fagioli, guanciale croccante, pane arrostito, timo e maggiorana; l’Acciaccatella, una pizza “acciaccata” fatta in casa accompagnata con prodotti del territorio.


Soggiornando a Palazzo Contelori, invece, è possibile gustare la cucina umbra più genuina alla Locanda Cantelori. Le pietanze sono a base di prodotti rigorosamente locali e sapientemente preparate secondo tradizione, tra paste fatte in casa come ciriole, pappardelle e umbricelli. O ingredienti tipici, come lenticchie di Castelluccio, asparagi, funghi porcini, norcineria e il re della tavola, sua maestà il tartufo. Il tutto condito con olio extravergine d’oliva DOP umbro. La cantina offre un’accurata selezione di etichette, perfettamente abbinata alla cucina, per esaltare i sapori con i migliori vini del territorio. Da non perdere: Tagliolini al tartufo; Maltagliati guanciale e asparagi; Ciriole alla Ternana; Pancia di suino arrosto al finocchietto selvatico; Cestino croccante di Parmigiano Reggiano con cuore di morbida stracciata all’uovo e asparagi freschi; Zucca in crosta con miele e noci, sfiziosa proposta vegetariana.




Da segnare pure Hostaria a Cesi, espressione concreta di passione ed esperienza gastronomica e culinaria. Infine, La Vecchia Stazione è un ristorante dallo stile rustico che si trova sotto il borgo e segue la tradizione culinaria umbra. Le ricette sono caratterizzate da ingredienti semplici di alta qualità, come l’olio extravergine d’oliva e le verdure di stagione. Inoltre, non manca un’ampia selezione di vini dei terroirs regionali, perfetti per unirsi ai piatti della cucina locale. Il punto di forza? La carne cotta sulla brace, da gustare anche nello spazio all’aperto.



Archeologia, luoghi sacri e outdoor
A pochi minuti dal borgo, si incontra Carsulae, una delle città romane meglio conservate d’Italia. Fondato lungo via Flaminia oltre duemila anni fa e successivamente abbandonato, il sito conserva ancora il foro, il teatro, l’anfiteatro, gli archi monumentali e le antiche strade. Salendo invece verso Sant’Erasmo, tra i boschi dei Monti Martani, si manifesta il sito fortificato pre-romano meglio conservato dell’Umbria. Mura ciclopiche, alte oltre dieci metri, racchiudono un luogo che continua ancora oggi ad affascinare gli archeologi: cosa fosse, se una cittadella difensiva oppure un santuario resta un mistero.




Più in alto, sulla cima di Monte Torre Maggiore, gli scavi archeologici hanno riportato un luogo sacro umbro-romano frequentato fin dal VI secolo avanti Cristo. Il viaggio continua nel borgo, in passato capitale delle antiche Terre Arnolfe, strategiche e per questo contese tra Papato e Impero. Ancora oggi le mura medievali, le torri di avvistamento, i palazzi nobiliari e la Rocca raccontano un passato fatto di battaglie, alleanze e grandi famiglie possidenti. E se Palazzo Stocchi custodisce l’ingresso della Grotta Eolia, una cavità naturale che si insinua nella montagna, la Chiesa di Santa Maria Assunta conserva il prezioso dossale del Maestro di Cesi, uno dei capolavori della pittura medievale umbra. Dall’arte alla spiritualità, il borgo è legato anche al patrono d’Italia: attraverso un sentiero immerso nei boschi si raggiunge la Romita di Cesi, dove San Francesco d’Assisi soggiornò nel 1213 tra silenzio e contemplazione. Dopo secoli di abbandono, l’eremo è stato ricostruito tornando a essere un luogo meta di pellegrini.
Infine, spazio all’outdoor fatto in sella o sulle falesie del Monte Eolo, arrampicandosi; in parapendio e nelle grotte, o su un gommone nella vicina Cascata delle Marmore. Per una fuga dove divertirsi anche con il rafting e un po’ di adrenalina che scivola via.
