Avventure culinarie estive “mordi e fuggi” ma ricche di gusto, proposte in chioschi e bancarelle, per rifocillarsi mentre ci si immerge nelle bellezze della città toscana, che sia al mare o tra i pittoreschi canali del quartiere Venezia.
Mangiare all’aperto fuori casa, senza rinunciare, quando si ha poco tempo, al gusto e alle soddisfazioni del palato. A Livorno, in particolare durante la bella stagione, pullulano sul lungomare e non solo, i chioschi e le bancarelle che preparano prelibatezze tipiche “mordi e fuggi”. Immaginando lo street food come un’avventura imprescindibile di un viaggio alla scoperta dell’affascinante località toscana, non mancano i tanti e diversi modi per apprezzarlo a 360° gradi. Proposte succulenti da assaporare passeggiando tra gli angoli più suggestivi della destinazione, o da portare in spiaggia o in barca, per rifocillarsi circondati dall’acqua. A Livorno, infatti, l’estate si vive sugli scogli, tra terrazze naturali affacciate sul mare e calette nascoste che invitano a tuffarsi. Ma la città è nata e cresciuta attorno ai suoi canali. Per questo il modo migliore per lasciare che si sveli è a piedi o in battello con il tour dei Fossi Medicei, che attraversa il caratteristico quartiere Venezia, costeggia antichi palazzi e cantine affacciate sull’acqua, sfiora la Fortezza Vecchia e passa sotto Piazza della Repubblica, per arrivare fino al monumentale e insolito Mercato delle Vettovaglie.
La regina dello street food e il rito del panino
Sovrana indiscussa alla corte del cibo di strada livornese è la “Torta di Ceci“. Una semplice e gustosa versione salata, croccante fuori e morbida dentro, a base di farina del legume, acqua e olio extravergine d’oliva. Una delizia che si può impreziosire con una spolverata di pepe, oppure accompagnare al “pan francese” per dar vita al 5e5, un must della cucina “on the road”. Di fatto, si tratta del panino più famoso in città, ma non certo l’unico. L’importante è che la farcia sia comunque sempre abbondante, ricca e saporita. Salse, sughi, intingoli, verdure, formaggi e ortaggi accompagnano sempre l’ingrediente principale che può essere anche un affettato, un arrosto, un hamburger o un prodotto di mare, come il carpaccio di tonno o il polpo. Il tutto viene avvolto in “fruste” di lievitato molto capienti, per un’esplosione di genuinità pronta a soddisfare i foodies amanti della tavola rustica o delle ricette più delicate.


Aperifritti e tramezzini
Per i “locals”, ogni occasione è buona per fermarsi a gustare un frutto di mare fresco o un frittino, che sia di totani e calamari o di paranza. Un must dell’offerta culinaria di molti chioschi livornesi, spesso aperti sia a pranzo che a cena, passando anche per l’aperitivo. Anzi, l”Aperifritto”, da consumare davanti a un bel tramonto sull’acqua, in compagnia di un buon bicchiere di vino. Per un delizioso spuntino spalmato di maionese, spesso consumato anche a colazione, ci sono invece i tramezzini, con le farciture classiche con prosciutto, formaggio e funghi, o quelle più fantasiose con tonno, uovo, cipolline, insalata, gamberi, frittata e salmone.
Schiacciata e Roschette
Un’altra sfiziosità dello street food livornese è la Schiacciata. Una focaccia oleosa, salata, croccante sul fondo e morbida al morso. Ottima da sola oppure da farcire con salumi e formaggi, la leccornia è irresistibile appena sfornata se riempita di mortadella. Da sgranocchiare passeggiando. In città si trova nei panifici, ognuno dei quali ha la propria ricetta e la propria tecnica di cottura, al mattone, alla pala, in teglia. Altro snack tipico sono le roschette, introdotte dagli ebrei Sefarditi. Sono come delle ciambelline, tipo taralli, ma più grandi, da tirare fuori all’occorrenza. Senza lievito, sembrano una vera e propria opera d’arte gastronomica.



Frati e bomboloni
A Livorno c’è un rito curioso che riguarda lo street food, tramandato da generazioni. Ovvero, portare il proprio bimbo a prendere un Frate o un Bombolone al mercato. Ma anche stavolta, nonostante gli appellativi che col cibo hanno poco a che fare, si tratta di golosità. Nel primo caso, si parla di ciambelle dolci di pasta lievitata, immerse nell’olio bollente e poi cosparse di zucchero, che nella forma ricordano la chierica dei frati novizi (da qui il nome). Nel secondo, si intendono delle piccole sfere di impasto lievitato, fritte fino a diventare dorate e poi riempite con creme dolci come cioccolato e crema pasticcera. Da leccarsi i baffi.
