Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici
ItinerariViaggi di Gusto

In Valle d’Aosta tra rifugi speciali, sapori tipici e villaggi antichi

valle d'aosta

Nel comprensorio del Monterosa, la vacanza è all’insegna delle tradizioni di una volta, a partire dalla tavola, per apprezzare al meglio i luoghi amati dalla regina alpinista Margherita di Savoia.

L’estate in quota tra le vette amate dalla regina alpinista Margherita di Savoia. A dominare il territorio tra la Valle d’Aosta e il Piemonte è, in questo caso, il maestoso massiccio del Monte Rosa, seconda vetta d’Europa con i suoi 4.634 metri di quota. Una cima che ospita il rifugio alpino Capanna Margherita (4.554 di altitudine, non ce ne sono altri a una tale altezza in tutto il Vecchio continente), che prese il nome proprio dalla sovrana che all’inaugurazione nel 1893 non volle mancare.

Qui, nella parte valdostana si sviluppano la Val d’Ayas e la Valle di Gressoney, mentre in quella piemontese si apre la Valsesia. Un unico comprensorio, quello delle 3 Valli, che gli impianti di Monterosa Ski collegano permettendo di attraversarle e scoprirle in un’unica vacanza all’insegna dei Walser, popolazione di origine germanica che nel Medioevo colonizzò questi luoghi arrivando dal Canton Vallese svizzero. Ne restano tracce vive nei dialetti — il titsch di Gressoney, il töitschu di Issime, il titzschu di Alagna — e soprattutto nell’architettura: le case in blockbau, tronchi di legno incastrati su basamenti in pietra a forma di fungo, raccontano che erano pensate per salvare fienili e granai dall’umidità e dai roditori.

Queste dimore si ritrovano quasi intatte a Mascognaz, in Val d’Ayas, così come nelle frazioni alte di Gressoney e di Alagna Valsesia. Le tre valli conservano anche mestieri e sapori che le distinguono l’una dall’altra: ad Antagnod si producono ancora a mano i sabot, i tradizionali zoccoli in legno, mentre in Valsesia la cucina walser porta in tavola piatti come l’uberlekke, uno stufato di carni miste e verdure, insieme alla Toma della Valsesia, formaggio a latte crudo.

Non mancano i sentieri che raccontano il territorio da un altro punto di vista, come quello che costeggia il Ru Courtoud, antico canale irriguo medievale ancora oggi in funzione, o le escursioni verso il Lago Blu di Verra, che riflette le vette del Monte Rosa. 

I piatti tipici del territorio e dove assaggiarli

In questa terra di montagne e valli sono tante le cose da fare: grande spazio è dedicato alle attività di montagna, dai trekking alla bici fino allo yoga d’alta quota, tempo per il relax e golosi appuntamenti con la buona tavola. Da non perdere, tra gli appuntamenti con il gusto, il Taconet – Rifugio Paradisia (Val d’Ayas). Questo ristoro, raggiungibile con la funicolare di Frachey, è situato a quota 2070 metri e propone una cucina genuina con ingredienti a km zero, in un locale dall’impronta molto giovanile. Le specialità della casa sono la tartiflette e la zuppa valdostana, ma anche una vasta scelta di formaggi, salumi e sfiziose tartare, da gustare in terrazza approfittando delle giornate lunghe d’estate. Una curiosità: il rifugio Paradisia è stato set del film “Tutta colpa del paradiso” del 1985, con Ornella Muti e Francesco Nuti protagonisti. E anche solo guardando la vista a 360° gradi sulla Val d’Ayas dalla terrazza, viene da chiedersi se non sia davvero questo il paradiso.

Ancora: Alpen Stop (Pianalunga, Valsesia) è uno storico rifugio collocato a quota 2.050 metri a Pianalunga, nel cuore della Valsesia, punto di partenza per numerosi sentieri del comprensorio Monterosa Ski. Il luogo perfetto per un pranzo o una cena con vista senza pari sull’arco alpino che lo circonda. Comodo da raggiungere, l’Alpen Stop è collocato a soli 150 metri dall’arrivo della cabinovia e accoglie i propri ospiti avvolgendoli immediatamente in una calda atmosfera alpina, coccolandoli con una cucina curata e legata alla tradizione locale. Ottima la polenta con salsiccia e la pizza, il cui impasto viene fatto lievitare naturalmente per 72 ore.

Infine, Casa Capriata-Rifugio Carlo Mollino | Gressoney Monterosa si trova nel comprensorio sciistico Weissmatten, a Gressoney-Saint-Jean, aoltre 2mila metri. Un luogo dedicato al maestro Mollino, architetto, designer, fotografo e docente della Facoltà di Architettura di Torino. Infine in Val d’Ayas sorge, a oltre 1800 metri di altitudine, un antico centro Walser, dove è possibile anche dormire: il villaggio di Mascognaz. Formato da un pugno di case, tra le quali non mancano caratteristici rascard, le vie strettissime, e nemmeno un abbeveratoio e la cappella intitolata a San Grato, il centro d’alta quota è divenuto oggi un incredibile albergo diffuso di lusso. Le tipiche dimore trecentesche sono state accuratamente recuperate e trasformate in sette chalet di lusso. Mascognaz è raggiungibile attraverso una passeggiata con partenza dall’ufficio del turismo di Champoluc. Raggiunta la bella cascata, il sentiero in salita si immerge nel bosco, per infine raggiungere la piazzetta del villaggio.

valle d'aosta

Articoli correlati

Livigno, appuntamento con la Coppa del Mondo di Sci Alpino: dove soggiornare e cosa mangiare

Sabrina Quartieri

Polonia per foodies: vacanza di gusto tra malghe, vigneti e mulini

Sabrina Quartieri

Veneto, esperienze di gusto alle Tre Cime di Lavaredo, Auronzo e Misurina 

Sabrina Quartieri