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Passo San Pellegrino: gusto d’alta quota tra panorami e tradizione

Tra la Val di Fassa e la Val del Biois, le tappe culinarie autentiche per rifocillarsi lungo i sentieri escursionistici delle Dolomiti Patrimonio Unesco.

Prati verdi, laghetti alpini, silenzi tipici della montagna e magnifiche vette. L’alta quota di Passo San Pellegrino, al confine tra il Trentino e il Veneto, è una vera e propria oasi di pace dove rigenerarsi con una vacanza attiva e gli scenari – della Val di Fassa e della Val del Biois – rendono questa meta un angolo di paradiso. D’estate, si tratta di un punto di partenza ideale per trascorrere le giornate all’avventura a piedi o in sella, facendo escursioni per scoprire le Dolomiti patrimonio Unesco, anche da un punto di vista storico e geologico. Attività appaganti per ritrovare equilibrio psicofisico senza dimenticare i piaceri della gola: fermarsi nei rifugi e nei ristoranti locali è l’occasione per assaporare la ricca cucina della tradizione con cui fare il carico di energie per affrontare nuove avventure davanti a panorami unici. Ecco, allora, gli indirizzi enogastronomici da segnare, per chi si prepara a raggiungere questo territorio ancora autentico per le ferie. 

Passo San Pellegrino: l’offerta enogastronomica tra ristoranti e rifugi 

Nel territorio, è da non perdere il ristorante InAlto Alfio Ghezzi Dolomites, una raffinata insegna a 2.514 metri di altitudine sulla vetta del Col Margherita. Una cima spettacolare che domina le montagne e il paesaggio circostante altrettanto mozzafiato. Una volta raggiunta la destinazione con la funivia dal Passo San Pellegrino, il Dolomiti Viewpoint offre uno dei panorami imperdibili, infatti, dell’intero arco dolomitico. Vale quindi la pena fermarsi a pranzo qui e provare il progetto culinario nato dalla collaborazione tra lo chef stellato Alfio Ghezzi e il restaurant manager Marco Donazzolo, con l’obiettivo di fondere l’essenzialità dell’alta quota con l’eccellenza della cucina contemporanea. Il locale stesso offre una vista magnifica a 360° gradi sulle Dolomiti, grazie alle vetrate e a una terrazza panoramica che guardano direttamente il Monte Pelmo, il Civetta e le Pale di San Martino. Gli interni presentano uno stile elegante e contemporaneo, integrato perfettamente con lo scenario. La cucina è fortemente legata al territorio, con gli ingredienti delle valli circostanti, per sostenere i produttori locali e ridurre l’impatto ambientale. Tra tradizione alpina e creatività, i piatti vengono affiancati da una ricca carta dei vini della struttura segnalata dalla Guida Michelin. Da non perdere, sono il Coniglio alla trentina con polenta di Storo; il Salmerino alpino Trota Oro, rapanelli e purea al sedano rapa; le Tagliatelle al rosmarino, ragù al coltello di cervo, salsa acida, caffè; le Mele caramellate, gelato al fior di latte e salsa al demi sec.

Altro indirizzo da segnare è il Rifugio Passo Selle, gestito con passione dalla famiglia Pellegrin da tre generazioni e situato al Passo tra la Val dei Monzoni e la Val di San Pellegrino, a quota 2530 metri. Si raggiunge solo a piedi ed è il punto di partenza per le vicine vie ferrate. La vista sulle cime strega, mentre il menu offre il gusto autentico delle radici montane unito a un tocco di novità. Ad andare per la maggiore sono: la zuppa d’orzo trentina, gli spaghettoni Felicetti con crema di patate e variazione di verze, gli strangolapreti su fonduta di formaggi dell’Agritur Agua Biencia, l’immancabile polenta da gustare con salsiccia o formaggio, il maialino con salsa verde di montagna e purea, lo strudel, la Sachertorte e lo yogurt locale con noci e miele. Il piatto speciale? Gli strangolapreti all’aglio orsino, serviti su un letto di fonduta di formaggi dell’Agritur Egua Biencia, con olio aromatizzato alle erbe spontanee e croccantezza di pan di segale.

Ancora:  a 1800 metri di altitudine e aperto dal 1963, il Rifugio Flora Alpina, dove è possibile anche pernottare, offre pietanze a base di prodotti tipici tradizionali ed è in una posizione strategica. Si trova infatti in mezzo a diversi percorsi escursionistici. Così, fermarvisi per una pausa golosa è perfetto. Cosa si ordina? La tradizione veneto-trentina come gli Strangolapreti e i Canederli fatti a mano, o i dolci della casa. Conquistano, tra tutte le proposte, i Tortelli di selvaggina locale con funghi misti della zona, confettura di mirtillo rosso e burro chiarificato versato; ma pure la Torta di ricotta fresca, arricchita da mandorle croccanti e da una farcia alla ricotta di montagna, uva sultanina e un pizzico di vaniglia. Un esperimento inizialmente, divenuto col tempo il dessert più richiesto e scelto del Rifugio.

Infine, vale la pena accomodarsi a Baita Paradiso, all’arrivo della seggiovia Costabella. Uno chalet montano con terrazza esterna e magnifica vista panoramica situata a 2270 metri d’altitudine. Immerso nell’ampio valico del Passo San Pellegrino, il rifugio è stato elegantemente ristrutturato e offre un ambiente caldo e confortevole, con antiche travi a vista lavorate a mano tipiche del ‘700. La cucina, stagionale, propone piatti tipici dell’antica arte culinaria ladina a base di prodotti tradizionali freschi e di prima qualità. E tutto rigorosamente fatto in casa. Irresistibili sono i dolci, dalla Sacher allo strudel declinato in diverse varianti (classico alle mele, alle albicocche in estate, alle pere e cioccolato), dalla torta di grano saraceno allo yogurt servito con i frutti di bosco caldi, fino alla cheesecake. 

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