Tre nuove ricette vegetali entrano nel menu di Ramen Shifu e reinterpretano alcuni dei piatti più riconoscibili del brand. Un’evoluzione che guarda alle nuove abitudini alimentari senza perdere di vista ciò che ha costruito l’identità dell’insegna: ramen generosi, sapori intensi e un immaginario che porta un pezzo di Giappone contemporaneo nelle città europee.
Il ramen cambia veste, ma non perde il suo carattere. Con l’arrivo dell’autunno Ramen Shifu amplia infatti il proprio menu con tre nuove proposte interamente plant-based, nate dalla rilettura di alcuni dei piatti più apprezzati dell’insegna.
Non si tratta semplicemente di aggiungere qualche opzione vegana alla carta. L’idea è partire da ricette che negli anni sono diventate riconoscibili per il pubblico di Shifu e ricostruirne sapori e consistenze attraverso ingredienti vegetali. Un lavoro che cerca soprattutto di preservare quella profondità gustativa e quella componente umami che rappresentano una parte fondamentale dell’esperienza del ramen.
Le alternative alla carne diventano quindi uno strumento per ampliare il menu senza allontanarsi dall’identità del brand. Una scelta che intercetta anche un cambiamento ormai evidente nel modo di mangiare: il vegetale non appartiene più soltanto a chi segue un’alimentazione vegana o vegetariana, ma entra sempre più spesso nelle scelte quotidiane di un pubblico trasversale, curioso di alternare ingredienti e provare nuovi sapori.
Tre classici Shifu cambiano veste
Ad aprire la nuova proposta è il Beef Vegan Ramen (€16), rilettura vegetale dello Shichu Ramen, uno dei bestseller della casa. La ricetta parte da una base intensa e sapida di salsa shoyu, alla quale si aggiungono cubetti vegetali e una componente più fresca e croccante affidata a carote, cipolla rossa, germogli di soia, pak choi e cipollotto. Il risultato mantiene il carattere ricco del piatto originale, giocando però maggiormente sulle diverse consistenze delle verdure.
Il Chicken Vegan Ramen (€15,50) nasce invece dal Fried Chicken Ramen. Qui il punto di partenza è un profumato brodo di miso, completato da una cotoletta vegetale croccante. Bambù marinato, funghi, alga nori e verdure di stagionecompletano una ciotola pensata per chi cerca un ramen particolarmente ricco e goloso.
La terza novità è il Tan Tan Vegano (€15,50), dedicato agli amanti dei sapori più avvolgenti e speziati. La ricetta riprende lo Spicy Tan Tan Ramen e unisce il brodo di miso alla salsa d’arachidi, creando un fondo cremoso sul quale trovano spazio macinato vegetale, salsa tan tan leggermente piccante, bambù e germogli di soia.
Tre piatti differenti che raccontano la stessa direzione: utilizzare la ricerca sugli ingredienti vegetali per reinterpretare ricette già conosciute, invece di costruire un’offerta parallela e completamente separata dal resto del menu.

Shifu, un brand costruito intorno alla cultura del ramen
La storia di Ramen Shifu comincia nel 2017, con un progetto nato con l’obiettivo di portare in Europa la cultura del ramen e renderla accessibile a un pubblico ampio.
Dal 2020 il brand cresce anche in Italia, dove negli anni ha superato i dieci locali, raggiungendo diverse città, tra cui Milano, Roma e Rimini. Una crescita costruita attorno a un prodotto preciso, il ramen, che da specialità conosciuta soprattutto dagli appassionati di cucina giapponese è diventato progressivamente un piatto sempre più familiare anche al pubblico italiano.
Parte dell’identità di Shifu nasce proprio dall’idea di trasformare la ciotola di ramen in un’esperienza informale e contemporanea. Brodi, noodles, topping e ingredienti tipici della cucina asiatica convivono così con un linguaggio visivo immediatamente riconoscibile.
Perché il Giappone raccontato da Shifu non è soltanto quello gastronomico. È anche quello dei manga, degli anime, dei neon di Tokyo, della cultura otaku, del karaoke e della street art. Il cibo diventa il centro di un universo più ampio, pensato soprattutto per un pubblico che cerca luoghi informali nei quali mangiare, stare insieme e immergersi, anche solo per una sera, in un immaginario differente.
Quattro anime giapponesi a Milano
È soprattutto a Milano che questa filosofia emerge attraverso quattro locali, ognuno caratterizzato da una propria personalità. In zona Stazione Centrale luci e neon richiamano l’immagine della Tokyo notturna. Sui Navigli l’atmosfera diventa invece più street, tra graffiti, insegne luminose e riferimenti alla cultura manga. Qui trova spazio anche una sala karaoke privata, recentemente rinnovata nel design.
A Lambrate il registro cambia ancora: uno scenografico pesco in fiore domina una delle sale e costruisce un ambiente più vicino all’immaginario del Giappone tradizionale. Montenero, infine, punta apertamente sul mondo di anime e manga,con un’identità dichiaratamente otaku. Una diversità che permette al brand di evitare la semplice replica dello stesso format: rimangono riconoscibili il linguaggio e l’identità Shifu, mentre cambiano atmosfera, dettagli e riferimenti culturali.
Nei locali di Montenero e Corso Manusardi la proposta si completa inoltre con una drink list pensata tanto per l’aperitivo quanto per accompagnare il ramen e le altre specialità della carta. Tra i cocktail figurano Naruto, a base di gin, sambuco e ginger, e Franky, a base di rum, frizzante e con una nota d’arancia. Accanto al ramen trovano spazio anche piccoli classici della cucina asiatica da condividere, come gyoza e takoyaki.
Il ramen come comfort food contemporaneo
In meno di dieci anni Shifu ha quindi costruito il proprio percorso intorno a un piatto antichissimo nella sua storia ma sorprendentemente contemporaneo nella sua capacità di adattarsi. Ed è proprio qui che si inseriscono i tre nuovi ramen plant-based. Non vogliono sostituire i grandi classici del menu, ma affiancarli, offrendo un modo diverso di entrare nello stesso universo gastronomico. Un comfort food capace di essere popolare e trasversale, che Shifu continua a reinterpretare seguendo l’evoluzione dei gusti senza rinunciare alla propria identità.
