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Come cambia il bancone bar? Strategie e novità firmate D&C

D&C

Dalla master competition di Etsu Gin alle new entry, D&C racconta l’evoluzione del bere contemporaneo.

Il bancone non mente mai. Registra i cambi di rotta e anticipa le abitudini di consumo. Nell’edizione di settembre 2026 del Roma Bar Show (di cui abbiamo parlato in questo articolo), la Nuvola di Fuksas è stata il banco di prova dell’intero comparto del beverage. Tra gli stand più dinamici spicca quello di D&C, storica azienda bolognese con oltre settantacinque anni di attività alle spalle, oggi guidata dalla famiglia Boerci. Un catalogo che non si limita ad aggiungere etichette, ma costruisce percorsi di senso tra spirits internazionali, soft drink di rango e nuove frontiere a bassa gradazione. Ne abbiamo parlato con Samuele Fazio Boerci, direttore commerciale del gruppo, per fare il punto su strategie, trend e prospettive del settore.

Samuele Fazio Boerci, direttore commerciale gruppo D&C
Samuele Fazio Boerci, direttore commerciale gruppo D&C

Partiamo da domenica 13 settembre 2026: D&C ed Etsu Gin sono stati Official Sponsor dell’RBS Opening Party, preceduto dalla Etsu Gin Masters Competition. Cosa rappresenta per D&C essere protagonista di questo appuntamento e perché legare Etsu a un momento così centrale?

«Per noi essere protagonisti dell’apertura del Roma Bar Show ha un significato particolare. D&C è tornata protagonista indiscussa della scena beverage, e farlo al fianco di Etsu, nostro partner storico da ormai otto anni, rende questa tappa ancora più solida. Non si tratta soltanto di presenziare a un evento, ma di raccogliere i frutti di un lungo lavoro sul campo fatto di packaging dedicati e un rapporto costante con i bartender tramite i nostri brand ambassador. Negli anni abbiamo attivato le cosiddette Etsu Embassies, locali faro che hanno sposato il progetto personalizzando gli spazi in chiave nipponica e valorizzando la bottigliera».

Etsu Gin D&C
Etsu Gin

«La Etsu Gin Masters Competition è stata il naturale culmine di questo percorso. Le nostre ambasciate italiane ed europee si sono sfidate poco prima del party d’apertura, misurandosi con botaniche tradizionali del Sol Levante per creare drink inediti a base di Etsu. Tra i sentori più riconoscibili spicca senza dubbio lo yuzu, vero e proprio fil rouge aromatico dell’intera gamma. A vincere la competizione è stato un bartender italiano, che accompagneremo presto in Giappone per visitare la distilleria e approfondire sul campo la cultura produttiva locale. La partecipazione all’opening party serale è stata quindi la celebrazione a tutto tondo di un legame solido e proficuo».

L'intera linea di Gin Etsu

D&C si presenta con un portfolio ampio e trasversale, che spazia dagli spirits fino alle proposte no alcol. Qual è la forza di questa selezione e cosa la rende distintiva nella distribuzione italiana?

«Abbiamo costruito il nostro assortimento anno dopo anno con una filosofia precisa: puntiamo su un catalogo completo, non su un elenco ridondante di marchi in concorrenza tra loro. Essendo un’azienda familiare, avvertiamo una responsabilità diretta verso i produttori che ci scelgono. Il nostro compito è prendere un brand, piccolo o strutturato che sia, e farlo crescere con pazienza all’interno del mercato italiano».

D&C
Franklin & Sons

«Al contempo, una proposta ampia ci consente di dialogare con ogni tipo di cliente e rispondere a occasioni di consumo differenti. Non vogliamo limitarci a fornire bottiglie quando arriva l’ordine: affianchiamo i locali offrendo soluzioni concrete, supporto formativo e idee di miscelazione. Questo approccio ci permette di intercettare i cambiamenti in atto, dall’ascesa del bere a bassa o nulla gradazione fino ai fermentati, mantenendo una coerenza di fondo che tutela sia il distributore sia il punto vendita».

satoyama d&c
Satoyama

Guardando ai mesi appena trascorsi e alla stagione autunno-inverno, quali dinamiche di consumo avete registrato e su quali direttrici si muove il mercato?

«Nel corso dell’estate abbiamo osservato due correnti parallele solo in apparenza distanti. Da una parte prosegue l’ottimo momento delle linee premium, da Etsu ad Altamura Vodka, a conferma che la qualità senza compromessi trova sempre spazio nei consumi consapevoli. D’altra parte stiamo assistendo a una crescita esponenziale di tutto il comparto analcolico e soft drink. Le toniche e i mixer di Franklin & Sons continuano a performare molto bene, mentre Aqua Fiji ha fatto registrare un incremento vicino al sessanta per cento durante il periodo estivo. Molto positivo anche il riscontro per i sodati di Legend Kombucha, una partnership nata proprio durante la scorsa edizione del Roma Bar Show».

«Questo movimento verso bevute più leggere non esclude i grandi classici, semmai li ricolloca. È il caso di Angostura Bitter, uno dei prodotti più iconici al mondo, con cui prosegue un sodalizio ultra decennale. Oggi raccontiamo il bitter anche in chiave low alcol: bastano una base di soda o limonata e pochi dash di Angostura per conferire struttura aromatica e complessità a un soft drink, trasformando una bevanda semplice in un aperitivo ricercato».

zazà d&c
Amaro Zazà

Il Roma Bar Show è anche il palcoscenico per lanciare nuovi ingressi in scuderia, tra cui Anselmo, Zazà, Distilleria Satoyama e Mangiafuoco. Come nascono questi innesti e cosa vi ha convinto di questi progetti?

«Tutti i marchi citati nascono dalla collaborazione diretta con Ivano Trombino, figura di riferimento della liquoristica italiana e mente dietro al successo di Amaro Jefferson. Prima ancora dei singoli prodotti, a conquistarci è stata la persona: Ivano possiede una rara dote narrativa, capace di dare a ogni creazione un’anima, un contesto storico e una filosofia produttiva inconfondibile. Sul piano dell’offerta parliamo di amari identitari come Mangiafuoco, Zazà e la linea amara di Distilleria Satoyama, affiancati da gin e vermut di grande finezza espressiva».

Mangiafuoco d&c
Amaro Mangiafuoco

«Al contempo abbiamo lavorato sui marchi di nostra proprietà. Presentiamo infatti San Fruttuoso, un limoncello IGP ottenuto da limoni di Sorrento, pensato per restituire autenticità a una categoria spesso banalizzata. Infine abbiamo curato il restyling completo di Abbondio, storica linea di bibite che si rinnova con un’immagine più fresca delle iconiche pin-up in etichetta e introduce un pratico tappo a vite, ideale per preservare la carbonatazione e facilitare il servizio al bancone».

whitley neill d&c
Whitley Neill gin

Avete allestito uno stand con tre postazioni bar e menu dedicati. Cosa volete che un professionista del settore scopra visitando lo stand D&C?

«A oltre settantacinque anni dalla fondazione, D&C dimostra di saper evolvere senza perdere contatto con la realtà del banco bar. Abbiamo voluto tre banchi distinti con drink list dedicate proprio per mostrare la versatilità dei nostri prodotti: non meri esercizi di stile, ma ricette replicabili, calibrate sia sulla miscelazione classica sia sulle declinazioni contemporanee a gradazione moderata. Vogliamo offrire ai bartender strumenti pratici per differenziarsi, intercettare i gusti attuali del pubblico e valorizzare la propria proposta economica».

«Il nostro traguardo a Roma non si misura solo nei contatti commerciali stretti durante la fiera. Il vero obiettivo è consolidare una rete di relazioni autentiche con i professionisti della miscelazione. D&C non vuole essere considerata un mero fornitore di merci, bensì un partner strategico di lungo corso, capace di affiancare i bartender nella gestione quotidiana del locale con idee, stimoli e una visione condivisa del mestiere».

Etsu Gin Yuzu d&c

Nel panorama attuale del bere miscelato, dove le mode passeggere rischiano di disorientare consumatori e addetti ai lavori, la traiettoria di D&C offre un punto fermo: la solidità distributiva unita alla capacità di ascoltare le reali esigenze di chi lavora dietro al bancone. Un equilibrio non scontato, che conferma come l’evoluzione del settore passi prima di tutto dalla sostanza del servizio e dalla qualità delle relazioni umane.

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