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Milano, le nuove aperture da scoprire: dal caffè d’autore alla moda, fino alle cucine dal mondo

Dalla cucina di mare affacciata sul Duomo agli specialty coffee di Porta Nuova, passando per i ristoranti delle grandi maison, i bistrot di quartiere e le proposte dedicate al benessere: un viaggio tra le nuove aperture di Milano, dove fermarsi per una colazione, un pranzo o una serata dai sapori internazionali.

A Milano, scegliere un nuovo locale significa sempre più spesso scoprire anche un’idea diversa di ospitalità. Le aperture degli ultimi mesi spaziano dai ristoranti firmati da chef affermati alle caffetterie da vivere fino all’aperitivo, con proposte che attraversano la tradizione italiana e le cucine del mondo. Dal Duomo a Brera, dal Quadrilatero della Moda a Porta Nuova, abbiamo raccolto otto indirizzi da conoscere, tra piatti, atmosfere e storie che meritano una sosta.

Ü Health Café: la pausa benessere in Virgin Active Milano Corso Como

In Corso Como 15, all’interno del Virgin Active Collection Milano Corso Como, apre Ü Health Café, il format nato in Sudafrica che debutta in Italia con una proposta gastronomica dedicata all’alimentazione funzionale. Aperto anche a chi non è iscritto al club, il locale accompagna diversi momenti della giornata, dalla colazione al pranzo, con un menu che privilegia ingredienti freschi, vegetali e ad alto valore nutrizionale. Tra le proposte figurano bowl, wrap, insalate e piatti completi, con alternative vegetariane, vegane e senza glutine. Ampia anche la scelta di bevande, tra caffetteria, succhi, smoothie e shot. Una particolarità è la Ü Superboost Pharmacy, che permette di personalizzare bowl e drink con ingredienti come matcha, semi di chia, spirulina, creatina e ashwagandha.

La nuova apertura si inserisce nell’offerta del club di Corso Como, dove allenamento, alimentazione e recupero fisico sono parte di un’unica esperienza. Come sottolinea Manuel Cozzi, General Manager del club, la proposta gastronomica, varia e orientata a un’alimentazione salutare, completa le numerose attività della struttura, offrendo ai soci un ulteriore servizio dedicato al benessere quotidiano. Il café diventa così un luogo in cui concedersi una colazione prima di allenarsi, fermarsi a pranzo o semplicemente trascorrere del tempo, anche lavorando.

A completare l’esperienza ci sono la piscina, la Recovery Zone dedicata al recupero muscolare e un’articolata area relax con sauna, bagno turco, idromassaggio e cold plunge. Ü Health Café amplia così le possibilità di vivere il club, dando alla pausa gastronomica un ruolo che va oltre il semplice ristoro dopo l’attività sportiva.

MARE: i fratelli Capitaneo e la cucina di pesce sopra piazza Duomo

Il nome racchiude già il progetto: MARE unisce le prime sillabe di Mario e Remo Capitaneo e indica il protagonista della cucina. I due fratelli hanno aperto il nuovo ristorante al quinto piano di piazza Duomo 21, nello stesso edificio che ospita Verso. Qui il rapporto con la città passa dalle finestre affacciate sulla cattedrale e dalla terrazza sulla piazza. All’interno, legno, marmo verde e sedute in velluto accompagnano una proposta incentrata su pesce, crostacei e molluschi, con una parte della carta che segue gli arrivi del mercato.

Le origini pugliesi dei Capitaneo emergono nell’attenzione al prodotto e nei riferimenti della cucina. Si comincia dai crudi e si prosegue con preparazioni riconoscibili. Spaghettone alla chitarra con le vongole, tubetti di pasta fresca alla salsa di cacciucco, eliche all’astice. La griglia ha un ruolo importante, accanto a piatti come il rombo in salsa mugnaia. Una tavola che porta l’esperienza dei due chef verso una lettura diretta della cucina di mare, con il Duomo a fare da cornice.

Ditta Artigianale: lo specialty coffee incontra Porta Nuova

Dopo il debutto in corso Magenta, Ditta Artigianale ha aperto il secondo locale milanese in via Vincenzo Capelli 2, lungo il percorso pedonale che collega Corso Como a piazza Gae Aulenti. Il marchio fiorentino fondato da Francesco Sanapo e Patrick Hoffer mantiene il caffè al centro dell’esperienza, con selezioni specialty, blend e monorigini. Intorno alla caffetteria, però, costruisce una proposta che accompagna buona parte della giornata.

Al mattino arrivano croissant francesi e cinnamon bun; il brunch introduce avocado toast, uova Benedict e croque monsieur. Il pranzo si orienta verso una cucina stagionale, mentre l’aperitivo mette insieme cocktail, proposte analcoliche e preparazioni salate. Tra queste, il Padellino, pizza croccante cotta in padella, i falafel con salsa allo yogurt e le patate dolci croccanti al Parmigiano. Nella drink list trova spazio anche Peter in Florence, il gin del marchio.

Gli interni firmati dallo studio q-bic reinterpretano il modernismo organico italiano del dopoguerra attraverso legno, profili metallici, specchi e vegetazione. Le piante contribuiscono a dividere lo spazio e a creare angoli raccolti: un contesto adatto tanto a un espresso quanto a una pausa più lunga.

Indochine: da Downtown Manhattan agli spazi Armani

La collaborazione tra Armani e Indochine porta a Milano un ristorante profondamente legato alla scena culturale newyorkese. Nato nel 1984, Indochine ha costruito la propria identità intorno alla cucina franco-vietnamita e a un’atmosfera frequentata dal mondo dell’arte, della moda e dello spettacolo.

Dopo il progetto temporaneo di febbraio, l’insegna ha trovato una presenza stabile al primo piano degli spazi che ospitavano Emporio Armani Ristorante, in via dei Giardini 2, nell’area tra Brera e via Manzoni. Foglie tropicali e composizioni floreali richiamano l’immaginario della sede americana, mentre la proposta gastronomica conserva il dialogo tra influenze francesi e vietnamite. La collaborazione inserisce questa identità nell’ospitalità Armani, dando vita a un indirizzo dalla forte personalità.

Indochine è dedicato alla sera; durante il giorno resta attivo Armani Caffè, con una proposta di ispirazione italiana. Due esperienze distinte che scandiscono i diversi momenti dello stesso luogo.

Bistrot LaEsse: Esselunga sperimenta una nuova tavola in piazza Risorgimento

Aperto nel maggio 2026, il nuovo LaEsse di piazza Risorgimento amplia il rapporto tra spesa e ristorazione. Al piano terra si trovano il supermercato di vicinato e la caffetteria; al primo piano, il bistrot affianca sala, area lounge e cocktail bar. Il progetto comprende anche un’enoteca con una selezione di etichette italiane e internazionali e la consulenza dei sommelier.

Il bistrot propone un menu alla carta con servizio al tavolo. La cucina parte dalla tradizione lombarda, aprendosi ad altri repertori: tra i piatti presentati all’apertura figurano mondeghili, cotoletta di vitello con osso, vitello tonnato, insalata di mango alla thailandese, spaghetti ai tre pomodori e tartare.
La pasticceria è firmata Elisenda, il marchio sviluppato da Esselunga in collaborazione con Da Vittorio dei fratelli Cerea. Per l’aperitivo, vini e cocktail si accompagnano a tapas all’italiana, sfizi e taglieri.

È una sperimentazione interessante perché introduce una cucina dedicata e un servizio di sala all’interno di un luogo destinato anche agli acquisti quotidiani. Il bistrot diventa così una ragione autonoma per fermarsi, oltre il tempo della spesa.

Monsieur Dior: Enrico Bartolini in via Montenapoleone

Tra le aperture più significative di settembre c’è Monsieur Dior by Enrico Bartolini, all’interno della House of Dior Milan, in via Montenapoleone 12. Il primo ristorante Dior in Italia ha aperto al pubblico il 18 settembre 2026.

Il progetto gastronomico è affidato a Enrico Bartolini, mentre gli ambienti portano la firma dell’architetto Peter Marino. Tonalità chiare, parquet Versailles e un’opera di Francesco Clemente definiscono uno spazio nel quale il linguaggio della maison incontra quello della tavola. La cucina interpreta la gastronomia italiana attraverso un menu concepito per questo indirizzo. Il rapporto con Dior entra nel progetto come riferimento creativo, dai codici estetici alla costruzione dell’esperienza.

Il locale comprende anche Café Dior e propone diversi momenti di ospitalità: colazione, pranzo, tè del pomeriggio, aperitivo e cena. Una formula che permette di conoscere il luogo anche attraverso una sosta più breve, nel cuore del Quadrilatero della Moda.

Gio Gio’s: il Mediterraneo cosmopolita di Raphael Duntoye

In via Caminadella 7, Gio Gio’s porta a Milano la visione di Raphael Duntoye, chef il cui percorso internazionale comprende La Petite Maison e The Arts Club di Londra.La cucina guarda al Mediterraneo con un’impostazione contemporanea. Il menu mette insieme ricciola agli agrumi, gamberi tiepidi e preparazioni vegetali, proseguendo con piatti come spaghetti al limone e linguine alle vongole. Il pescato del giorno occupa uno spazio importante, mentre la proposta di carne comprende una costoletta di vitello con crosta di salvia e Parmigiano.

La varietà della carta consente di costruire il pasto secondo appetito e occasione, passando da preparazioni più leggere a piatti sostanziosi. Anche il cocktail bar contribuisce all’identità del ristorante, affiancando la cucina e offrendo un ulteriore punto d’incontro. È una delle aperture del 2026 che raccontano l’attrattiva di Milano per professionisti dalla carriera internazionale: Duntoye porta in città una cucina solare, legata alla Riviera e aperta a influenze diverse.

SUSHISAMBA: Giappone, Brasile e Perù nella Torre Velasca

Al primo piano della Torre Velasca, in piazza Velasca 3/5, SUSHISAMBA propone l’incontro tra cucina giapponese, brasiliana e peruviana. È questa triplice matrice a definire il marchio e a spiegare una carta che va ben oltre il sushi.

Accanto a roll, nigiri e sashimi trovano spazio ceviche, anticuchos e preparazioni alla robata, la griglia giapponese utilizzata per carne, pesce e verdure. La formula dei piccoli piatti invita alla condivisione e permette di esplorare registri gastronomici diversi durante lo stesso pasto. L’ambiente è parte integrante del progetto: il soffitto in bambù della sala principale, il sushi bar e il cocktail bar costruiscono un’esperienza dal carattere scenografico. A questi si aggiungono una sala privata e SAMBAROOM, uno spazio con un proprio bar, pavimenti di ispirazione Art Déco e vegetazione.

La proposta attuale comprende anche Rio Brunch, in programma il sabato, che estende l’esperienza alla fascia diurna. Un indirizzo nel quale cucina e intrattenimento condividono lo stesso ruolo, dentro uno degli edifici più riconoscibili di Milano.

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