Ad Andria, Alterego porta nel piatto la visione di Davide Di Chio che trasforma impasti, tecnica e creatività in un linguaggio capace di andare oltre i codici della pizza contemporanea.
Si chiama Davide Di Chio e il progetto che ha preso forma nel 2023 con Alterego, ad Andria, è uno di quei casi in cui idea e ideatore sembrano coincidere perfettamente. Perché Davide non è «solo» un pizzaiolo: è un visionario dei panificati, qualcuno che guarda alla pizza ben oltre ciò che rappresenta nell’immaginario convenzionale, spostando continuamente il confine tra tecnica, intuizione e libertà espressiva.
L’aspetto ludico delle sue proposte è imprescindibile. È un invito a cambiare prospettiva, a sospendere per un momento le aspettative e ad avvicinarsi alla pizza con curiosità, lasciandosi guidare da consistenze, forme e accostamenti che non sempre rispondono ai codici più rassicuranti della categoria.
Formazione
Il percorso di Davide nasce lontano dalle narrazioni più o meno patinate che oggi accompagnano una parte del mondo della pizza. La sua è una formazione maturata sul campo: l’ingresso nelle cucine, dettato inizialmente dalla necessità, si è trasformato nel tempo in una scelta consapevole. Alla necessità si è sostituita la passione, alla pratica quotidiana la sperimentazione. È proprio quest’ultima a diventare la palestra dei suoi impasti.
Senza seguire un percorso formativo convenzionale, Davide ha costruito la propria identità attraverso l’osservazione, la pratica e la ricerca di una grammatica personale. In poco più di tre anni, questa ricerca si è tradotta in un percorso segnato da riconoscimenti importanti, conquistando l’attenzione della critica gastronomica nazionale e internazionale.
Dall’ingresso nella guida Top Pizza Italia 2026 ai Due Spicchi della guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso, fino al 61° posto nella classifica mondiale The Best Pizza Awards. Forse è proprio nella distanza dai percorsi codificati che si trova una delle chiavi per comprendere la pizza di Alterego. Non il rifiuto della tecnica, ma la volontà di non considerarla un recinto. Non l’adesione a un modello riconoscibile, ma la ricerca di una voce capace di farsi spazio senza l’obbligo di somigliare a ciò che è già stato fatto.
L’impasto di Alterego
A sostenere queste sperimentazioni c’è un lavoro sugli impasti altrettanto centrale. Alterego utilizza un impasto indiretto con un’idratazione del 90%, realizzato attraverso una miscela di farine selezionate. Una struttura che racconta la volontà di Davide di spingersi oltre i parametri più convenzionali, mettendo la componente tecnica al servizio della propria visione. Le sue pizze nascono spesso da viaggi, incontri ed esperienze, trasformandosi in interpretazioni gastronomiche legate a un momento preciso della sua ricerca. L’impasto diventa così il punto di partenza di un processo creativo in cui tecnica e intuizione si incontrano.
Il menù




Il menù di Alterego si articola in diverse sezioni: si parte dagli antipasti, tra sapori di terra e di mare, dove la pizza cambia forma e diventa la base per proposte che richiamano piatti e ingredienti della cucina contemporanea. È il caso del «Tacos mare», una base fritta con crema di ricotta, tartare di salmone marinato con foglie di limone e misticanza, oppure del «Gamberone», una sfoglia croccante di pizza fritta da rompere che racchiude gamberoni cotti al vapore al sishimi togarasci, crema di avocado e bisque di gamberi.
Il cuore del menù è dedicato alle creazioni che raccontano più direttamente l’identità del locale. La sezione Radici guarda alla Puglia, alla sua memoria gastronomica e ai suoi prodotti, come il capocollo di Martina Franca o la stracciatella di Andria, mentre Cartoline raccoglie suggestioni provenienti dai viaggi, tradotte poi in accostamenti e sapori capaci di evocarne luoghi e atmosfere, come “Il mio viaggio a Santiago”, teglia croccante, crema di cocco e alga spirulina, crema di pomodoro fermentato, ricciola marinata al cocco, germogli di coriandolo e polvere di limone nero fermentato.
Accanto a queste proposte trova spazio Alterego Lab, una sezione dedicata alla ricerca sugli impasti, ai tempi di fermentazione e alla materia prima. Qui si inserisce anche L’altro lato, che esplora una diversa interpretazione della pizza dalla base più classica, cotta al vapore o quella sottile e croccante. Il percorso si conclude con i Dessert, che riprendono il linguaggio creativo del locale, rielaborando ingredienti, consistenze e riferimenti alla tradizione, come il “Non un tiramisù”, una pizza al caffè brasiliano, mascarpone, gelée di caffè, crumble e fondente grattuggiato o “L’ultimo pezzo di pizza”, geniale interpretazione dolce della pizza che consiste in una sfoglia caramellata, gelato alla pizza, crema di latte affumicato, pomodoro, olio e basilico.


A completare l’offerta c’è poi l’Alterego Fermentation Lab, una selezione di kvass, bevande fermentate a base di pizza, zenzero, frutta, spezie ed erbe, pensate anche per accompagnare le portate in alternativa a una degustazione di birre selezionate.
Tra le proposte più recenti spiccano i vegetali, come la pizza che mette la carota al centro della composizione. La ritroviamo in una crema, accompagnata da una fonduta di caciocavallo podolico, carote cotte al vapore e fermentate, tartare di carote fresche, aneto e anacardi. Un approccio simile si ritrova in «Che Cavolo», una proposta costruita attorno al cavolfiore. La pizza, cotta nel forno a legna, viene completata con crema di cavolfiore, fonduta di pecorino romano, cavolfiori cotti a bassa temperatura e successivamente scottati in forno, cavolfiore marinato e olio al limone nero. Il vegetale diventa protagonista di una composizione che lavora sulle differenze di consistenza e sulle sfumature di gusto, senza perdere di vista l’identità dell’ingrediente.
Se c’è una creazione che più di tutte restituisce la profondità di questo approccio, è la «Margherita» servita all’inizio del percorso degustazionecome amuse-bouche. Per arrivare alla versione definitiva sono stati necessari quasi sei mesi di lavoro: un tempo che rivela quanto, dietro un riferimento apparentemente essenziale come quello della Margherita, possano nascondersi ricerca, tentativi e una continua messa a punto. È un’apertura che racchiude il senso stesso di Alterego: partire da qualcosa di immediatamente riconoscibile per rileggerlo attraverso un’idea personale.
Alterego è, in definitiva, il luogo in cui Davide Di Chio mette alla prova la propria idea di pizza, senza rinunciare al confronto con la tradizione, ma senza sentirsi obbligato a rimanere entro i suoi confini più consueti. Il suo percorso convince perché invita a guardare alla pizza da un’altra prospettiva, considerandola un terreno di ricerca ancora aperto.
Info utili
Alterego Pizza Boutique
Via Felice Cavallotti 29
Andria (Barletta-Andria-Trani)
Tel. 327 2271347
