Tra enogastronomia e sport, come vivere una nuova avventura adrenalinica senza rinunciare al gusto, nel moderno comprensorio che ha riaperto i primi tracciati. Dal 28 novembre, il via definitivo con il grande opening di tutte le piste
L’attesa è finita per gli amanti della neve che sceglieranno di mettere gli sci ai piedi all’Alpin Arena Senales, il moderno comprensorio della provincia di Bolzano, che abbraccia sia l’imponente ghiacciaio della Val Senales (3000 metri di altitudine), che la rete di impianti intorno a Maso Corto: la stagione è cominciata ufficialmente con la riapertura dei primi tracciati in quota, riconfermando la meta come centro nevralgico della preparazione degli atleti, per gli allenamenti. E se quest’anno sarà garantita la copertura completa di innevamento artificiale per la zona Hintereis e per le discese Teufelsegg, il via libera per il funzionamento dell’intera ski area è fissato per il 28 novembre. Inoltre, per chi desidera coniugare l’adrenalina con la rigenerazione del corpo, si rinnova il biglietto combinato con le Terme di Naturno.
Cosa e dove mangiare in Val Senales
Accanto all’offerta sportiva, la Val Senales celebra i sapori autentici dell’Alto Adige. Nelle storiche baite di montagna e nelle strutture ristorative in quota, gli sciatori possono concedersi una sosta golosa tra piatti della tradizione sudtirolese, ingredienti a km zero e terrazze panoramiche affacciate sulle vette. Una cucina nata soprattutto dalla tavola contadina di montagna: ricette semplici, tramandate di generazione in generazione, piatti a base di agnello e castrato, prodotti dei masi, pane di segale e dolci che un tempo venivano preparati soprattutto nelle occasioni di festa.




A meritare la menzione speciale è la Schnalser Schneemilch, o “Latte di neve”. Ogni famiglia custodisce la propria variante. La base è generalmente costituita da pane bianco secco, uvetta e frutta secca, pinoli, cannella e panna, ma gli altri ingredienti possono cambiare: c’è chi utilizza il latte, chi l’acqua zuccherata e, o, chi aggiunge della mela grattugiata. Un’altra specialità è la Schnalser Nudel, la pasta della Val Senales. L’impasto tradizionale viene preparato con farina di segale, ricotta magra e sale e poi passato attraverso un particolare torchio, lo Schnalser Nudeldruck, che si trova ancora oggi in alcuni antichi masi. Una pietanza che all’Oberraindlhof viene servita con ragù di agnello della valle e carote stufate. Il piatto è preparato secondo il ricettario della bisnonna, la storica cuoca Johanna Santer.
Da segnare è poi il maso antico Finailhof, situato a 1.973 metri sopra il lago di Vernago, particolarmente adatto per assaporare la cucina contadina sudtirolese. Qui vengono utilizzati in gran parte prodotti di produzione propria. Tra i sapori più legati al luogo c’è lo “Schöpsernes”, a base di carne di castrato, senza dimenticare le preparazioni che valorizzano l’agnello.
Un’altra insegna che vale la tappa è nel cuore di Certosa, dove dal 1326 al 1782 sorgeva la certosa di Monte degli Angeli (Allerengelberg). Qui, il Restaurant Grüner propone, oltre a specialità tipiche locali, una selezione di piatti degli antichi monaci certosini, rigorosamente senza carne per l’ordine e reinterpretati oggi con erbe aromatiche. Un piccolo viaggio nel passato che permette di scoprire la storia del luogo sacro a tavola.
Alla malga Rableidalm, immersa nella Val di Fosse, invece, le proposte sono strettamente legate alle tipicità. Come il Paarlbrot fatto in casa, il pane di segale dalla caratteristica forma “a coppia”, che accompagna perfettamente una merenda con gli immancabili speck e formaggio.

