Modena, vivace meta culturale lungo la storica Via Emilia, è una città da scoprire anche assaporando tipicità DOP e Igp tra acetaie, mercati, caseifici e prosciuttifici.
Un weekend da leccarsi i baffi a Modena e dintorni. Mentre si visita la città dell’Emilia-Romagna tra centro storico e non solo, vale la pena infatti coccolarsi con i piaceri del palato, grazie alle tante tipicità tipiche, sinonimo di qualità. Tra Palazzo ducale, sede di una prestigiosa accademia militare, il Museo Enzo Ferrari, Piazza Grande, sito patrimonio UNESCO con il Duomo di Modena, in stile romanico e la torre campanaria La Ghirlandina, ci si rifocilla mordendo tutta l’autenticità delle prelibatezze proposte nel quasi centenario Mercato Albinelli. Tra le insegne, vale la tappa l’Antica bottega, tra gli ex marmi delle pescherie. A tavola si gustano squisitezze come il prosciutto di Modena, il lardo con crescentina calda (e non tigella, che si riferisce invece alla formina in cui si effettua la cottura), il parmigiano reggiano e l’immancabile gnocco fritto, sorseggiando Lambrusco di Sorbara e di Grasparossa.
Il caffè con dolce è però fuori dalla città, nella vicina Vignola, famosa per la sua ciliegia premium che, negli anni ’70, veniva raccolta dagli hippies di tutta Italia per guadagnare qualcosa. Una zona che, durante la fioritura, ha sempre regalato un colpo d’occhio speciale che evoca lo spettacolo del “Sakura” del Sol Levante. All’ombra della maestosa Rocca, si fa merenda alla Pasticceria Gollini, dove si assaggia la celebre torta Barozzi, anche accompagnata alla panna montata, la cui ricetta resta segreta. A base di cioccolato fondente e arachidi, la leccornia ha conquistato anche lo chef stellato del territorio Massimo Bottura, che l’ha scelta per creare un dessert destinato ad Angela Merkel, già cancelliere tedesco, in visita nel territorio.




L’aperitivo salato con visita d’eccezione è al Prosciuttificio Leonardi & Ciardullo, regno del prosciutto Modena DOP, che viene raccontato in un invitante e profumato percorso guidato da Gary, il figlio di uno dei proprietari, Pino Ciardullo. Un’opportunità di valore per cogliere tutti gli aspetti preziosi che rendono questo prodotto dal profumo intenso, dolce e scioglievole, amato anche all’estero. Una vera eccellenza made in Italy. <<Da 12 anni diamo tutti i salumi a Bottura, che prende il prosciutto stagionato dai 36 mesi in su. Siamo fornitori ufficiali dei suoi sette locali, ma è venuto a trovarci anche chef Cannavacciuolo>>, spiega Ciardullo. È qui che si può prenotare, oltre alla degustazione con tagliere di sei metri ricolmo di salumi e formaggi, anche il ristorante privato (minimo 12 persone). In cucina ci sono le Razdore, le signore di una volta che fanno gli speciali tortellini con brodo di cappone.
Una prelibatezza modenese che si ritrova nell’affascinante Acetaia Sereni, una verdeggiante oasi dove dal mosto d’uva cotto nasce il Balsamico di Modena, il tradizionale DOP (rigorosamente nelle deliziose bottigline di giugiaro) e l’IGP. La struttura si trova in località Villa Bianca e ha una storia che colpisce dritta al cuore: la tenuta è nata sulla proprietà di Santina Montorsi, bisnonna dei tre fratelli che portano avanti l’attività. La donna si sposò con il servo della famiglia e investì il suo tempo e denaro in botti per aceto balsamico, che acquistava a ogni ricorrenza speciale. Oggi l’azienda vanta anche un agriturismo con sei camere e ristorante al piano terra, ideali per ristorarsi con gusto dopo il tour guidato tra le eccellenti botti della famiglia Renzi, una garanzia di qualità per la vita.




Infine, è la volta di Carpi, per incontrare un altro re dei magnifici sette DOP, riuniti dal 2023 in Piacere Modena, il consorzio dei consorzi. L’indirizzo da raggiungere è il caseificio dell’Oratorio San Giorgio, dove nasce il parmigiano reggiano DOP con metodo artigianale tradizionale. La cooperativa produce circa 20 forme al giorno nella struttura con spaccio, dove è possibile fare assaggi e incontrare il casaro alle prese con caglio, salamoia, pastorizzazione e stagionatura. Un luogo di cura e maestria rare, che ha tutto il sapore dell’eccellenza: dalle sue sale, nel 2025 è uscito il primo classificato al Palio del parmigiano reggiano a La Bonissima di Modena per i 40 mesi.
