Profumi di mare e radici laziali dialogano ai tavoli di Settimo Panoramic Flavours of Rome, l’incantevole terrazza del Sofitel Roma Villa Borghese.
L’affascinante visione dello skyline romano, è una storia di sapori che attraversa il mare. Al Settimo Panoramic Flavours of Rome, l’esclusivo rooftop del Sofitel Roma Villa Borghese, va in scena un’inedita cena a quattro
mani che vede protagonisti l’executive chef Giuseppe D’Alessio e Alessio Signorino, Head Chef di Terra, ristorante fine dining di Palazzo Tirso a Cagliari. Dalla cucina prende le mosse un dialogo gastronomico che è sintesi delle rispettive visioni professionali, un percorso strutturato su sei portate (costo 140 euro a persona), capace di unire le memorie della Capitale con la forza identitaria della Sardegna. Un itinerario aromatico che resterà disponibile in carta fino a domenica 15 novembre.

L’intensità e il ruolo chiave delle erbe aromatiche nel dialogo tra Roma e Cagliari
Alloro, timo, rosmarino e spezie non costituiscono semplici decorazioni nel piatto, ma fungono da veri e propri vettori geografici capaci di trasportare il commensale dal sottobosco laziale fino alle coste sarde. La trama sensoriale si apre con tre assaggi che anticipano le coordinate del viaggio: il cannolo croccante con mousse alla carbonara e tartufo, la tartelletta al burro con sale marino e bottarga, e la sfera di mozzarella con cuore di pomodoro.

La linea di demarcazione fra terra e mare si assottiglia nel muggine arrosto, abbinato a sedano rapa marinato e salsa all’alloro. Le note balsamiche della pianta imprimono profondità alla materia ittica, mentre il fusillo con ceci, sarde e fondo vegetale valorizza la ricchezza del mondo agreste attraverso l’intensità delle note marine.
Due interpretazioni per il secondo atto del menu
Il percorso si biforca e la portata principale prevede una doppia declinazione, per intercettare i gusti di tutto il pubblico. Gli amanti del mare trovano la variazione di baccalà morro, proposta in consistenze croccanti e cremose, arricchita da puntarelle, estratto di peperone di Pontecorvo e un’aria di emulsione al limone. Un piatto elegante e deciso, con le sfumature amaricanti delle verdure invernali che avvolgono e bilanciano l’intensità del pesce.

Chi predilige la terra potrà gustare invece la costoletta di agnello in crosta di patate e porcini, servita insieme al carciofo alla giudia e a una salsa alle erbe mediterranee. Qui la balsamicità della vegetazione mitiga la potenza della carne, mentre il carciofo ribadisce l’appartenenza viscerale alla tradizione capitolina.
Dalla macchia mediterranea ai dolci finali
Il preludio alla chiusura del pasto è affidato alla mela verde con ricotta, pinoli e miele al rosmarino, un passaggio fresco che prepara il palato alla millefoglie con mandorla, zafferano e sorbetto alle pere. L’oro rosso della Sardegna chiude l’esperienza con sfumature calde e avvolgenti.
L’incontro di due cucine, due espressioni territoriali che si congiungono nel piatto. Un’occasione per esplorare il Mediterraneo da una posizione privilegiata, sui tetti di Roma, con il cielo di novembre a far da cornice.
Settimo Panoramic Flavours of Rome, via Lombardia, 47, 00187 Roma RM, tel. 06 478021. Venerdì 6 novembre ore 20. Sito | Instagram
