Lorenzo Antinori guida la classifica mondiale con Bar Leone e tiene alto il valore del tricolore, mentre l’Italia continua a occupare un posto di primo piano nelle graduatorie globali della mixology. La Top 500 Bars 2026 conferma il peso della scena nazionale, con 15 cocktail bar italiani nella Top 100 e una presenza distribuita tra Milano, Roma, Firenze e Napoli.
I risultati definitivi della Top 500 Bars 2026, con l’annuncio delle prime cento posizioni, sono stati presentati domenica 1 novembre ad Atene, nel corso di una cerimonia internazionale organizzata in collaborazione con Athens Bar Show. L’appuntamento ha riunito i rappresentanti di alcuni dei principali cocktail bar mondiali, completando una serie di annunci che nelle settimane precedenti aveva progressivamente svelato la graduatoria.
La selezione comprende locali provenienti da 139 città e 56 Paesi, un nuovo record di diversità geografica rispetto alle 126 città dell’edizione 2025. L’Europa rimane il continente maggiormente rappresentato, con oltre la metà delle insegne nella Top 100, mentre Asia e America Latina consolidano la propria crescita, con Hong Kong, Bangkok, Messico e Medellín sempre più protagoniste.
«Questa edizione conferma in modo straordinario la vitalità e la diversità della scena globale del cocktail. Con 139 città in 56 Paesi, la nostra classifica illustra perfettamente la continua espansione della cultura del bar nel mondo, sostenuta da comunità locali sempre più dinamiche e creative. Siamo orgogliosi di rappresentare questa evoluzione globale», commenta Anthony Poncier, fondatore di Top 500 Bars.
La rappresentanza italiana
Tra i locali italiani, Moebius Milano è il primo a comparire nella graduatoria, conquistando il 9° posto mondiale. Segue Locale Firenze, al 13°, mentre Gucci Giardino, sempre nel capoluogo toscano, si colloca al 27°. A completare il gruppo delle prime cinquanta posizioni è Freni e Frizioni, storico cocktail bar romano, al 47° posto.
Milano conta sei cocktail bar nella Top 100: oltre a Moebius, figurano Camparino in Galleria (52°), Mag Cafe (70°), Backdoor 43 (77°), 1930 (87°) e Dry Milano (88°). Roma risponde con cinque indirizzi: Freni e Frizioni (47°), Drink Kong (51°), Stravinskij Bar (65°), La Punta Expendio de Agave (73°) e Jerry Thomas (99°).
Firenze conta invece tre insegne: Locale Firenze (13°), Gucci Giardino (27°) e Atrium Bar (63°). Completa la rappresentanza nazionale L’Antiquario, a Napoli, al 98° posto.

Un panorama internazionale in evoluzione
L’espansione della classifica riflette una scena globale sempre più dinamica e connessa. La crescita delle Cocktail Week e dei Bar Show regionali contribuisce alla nascita di nuovi locali e alla diffusione di filosofie di miscelazione differenti, alimentando il confronto tra comunità professionali.
La Top 500 Bars si distingue per una metodologia basata sull’analisi dei big data in oltre 25 lingue e sull’aggregazione di migliaia di fonti, tra opinioni di esperti, recensioni dei consumatori e presenza sui social media. Un sistema che restituisce una lettura complessiva dell’influenza e della riconoscibilità dei cocktail bar, andando oltre la sola valutazione tecnica della proposta.
Per l’Italia, i 15 locali nella Top 100 confermano una presenza consolidata nel panorama internazionale. Un risultato che trova ulteriore valore nel primato mondiale di Bar Leone, progetto guidato dal romano Lorenzo Antinori a Hong Kong, e nella continuità delle insegne italiane nelle principali posizioni della graduatoria.
