Dal 7 al 9 novembre, Ca’ Vendramin Calergi ospita tre giornate dedicate alle eccellenze agroalimentari italiane e al loro legame con il turismo. Tra i protagonisti, rappresentanti delle istituzioni, imprenditori e lo chef due Stelle Michelin Remo Capitaneo. Il convegno inaugurale sarà moderato dalla giornalista Annalisa Cavaleri.
Venezia torna a essere un punto d’incontro tra il mondo dell’enogastronomia e quello del turismo. Dal 7 al 9 novembre 2026, nelle sale di Ca’ Vendramin Calergi, si terrà la sesta edizione di FIET – Italian Food and Tourism, manifestazione dedicata alla promozione delle eccellenze italiane e alla valorizzazione dei territori attraverso il patrimonio agroalimentare, la cultura e l’ospitalità.
Tre giornate di incontri, approfondimenti e masterclass per raccontare il legame sempre più stretto tra ciò che un territorio produce e la sua capacità di attrarre visitatori, generare economia e costruire una propria identità riconoscibile anche sui mercati internazionali.
Dal prodotto al territorio: il convegno inaugurale
Uno dei momenti centrali della manifestazione sarà il convegno inaugurale di sabato 7 novembre, dalle 11.30 alle 13.30, nella Sala dei Cuori d’Oro, organizzato a cura di Unioncamere Puglia e dedicato al tema “Food & Turismo: il valore del territorio come leva di marketing”.
Al centro del confronto, una questione fondamentale per il futuro del Made in Italy: come trasformare la qualità delle produzioni agroalimentari in un valore capace di rafforzare la reputazione di un territorio e la sua attrattività turistica.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali della senatrice Annamaria Fallucchi, del parlamentare Giandonato La Salandra, del segretario generale di Unioncamere Giuseppe Tripoli, del presidente di Assocamerestero Mario Pozza, dei presidenti di Unioncamere Veneto e Puglia, Antonio Santocono e Vincenzo Cesareo, e del presidente della Camera di Commercio di Foggia Giuseppe Di Carlo.
Seguiranno gli interventi dedicati alle strategie di valorizzazione del patrimonio produttivo italiano. Matteo Zoppas, presidente dell’Agenzia ICE, affronterà il tema del passaggio dal prodotto al brand, analizzando le opportunità per le eccellenze agroalimentari italiane nello scenario globale.
Luigi Triggiani, segretario generale di Unioncamere Puglia, approfondirà l’evoluzione delle produzioni pugliesi e il percorso che porta una materia prima a diventare un prodotto di eccellenza riconosciuto dal mercato. Veronica Tasciotti Amati, specialista di destination marketing e turismo degli eventi, illustrerà invece il ruolo delle manifestazioni enogastronomiche nella costruzione dell’identità e dell’attrattività delle destinazioni.
Le imprese raccontano il valore delle proprie radici
Il convegno proseguirà con una tavola rotonda dedicata a esperienze imprenditoriali e casi concreti di valorizzazione territoriale. Un’occasione per osservare come il legame con i luoghi d’origine possa diventare parte integrante della strategia di un’impresa.
Interverranno Umberto Piano di Agricola Piano, Franco Giannotta di Amastuola, Massimiliano Apollonio di Apollonio Casa Vinicola, Carlo De Mitri dell’Azienda Agricola Donato Conserva e Marco Pagano della Cantina Sociale Cooperativa di San Donaci.
Accanto ai produttori sarà presente Remo Capitaneo, chef e fondatore del ristorante Verso di Milano, premiato con due Stelle Michelin, a testimonianza del ruolo che l’alta cucina può svolgere nella valorizzazione delle materie prime e nella diffusione della cultura gastronomica italiana.
A moderare il confronto sarà Annalisa Cavaleri, giornalista specializzata nel mondo dell’enogastronomia e del lusso, con l’obiettivo di mettere in dialogo le diverse esperienze e approfondire il rapporto tra identità produttiva, mercato e territorio.
Tre giorni tra cultura gastronomica, turismo e nuove prospettive
Il programma di FIET 2026 si svilupperà attraverso incontri tematici e masterclass che coinvolgeranno diverse regioni italiane.
La giornata inaugurale, sabato 7 novembre, si aprirà alle 11 con il taglio del nastro e il brindisi ufficiale. Accanto al convegno, spazio alla tradizione della panificazione di Altamura, alle produzioni pugliesi e al patrimonio culturale e archeologico della Sardegna. Nel pomeriggio è previsto anche un corso di formazione per giornalisti professionisti con crediti formativi.
Domenica 8 novembre l’attenzione si sposterà sull’acquacoltura italiana di qualità, con un incontro a cura della Regione Abruzzo, e sul rapporto tra produzione e valore attraverso l’intervento di Rete Oltre. Il programma comprenderà inoltre un approfondimento sull’economia del mare a cura di Assonautica Venezia, insieme a masterclass dedicate alle tradizioni gastronomiche e alle produzioni regionali.
Lunedì 9 novembre, giornata conclusiva, il turismo e l’ospitalità saranno protagonisti del talk “Lusso di valore”, a cura di Federalberghi Veneto e Conf Turismo. In programma anche incontri dedicati al rapporto tra panificazione e turismo e al riconoscimento del valore dell’artigianato, oltre a masterclass dedicate all’accoglienza alberghiera e alla gastronomia veneziana.
Il patrimonio gastronomico come risorsa per il futuro
La sesta edizione di FIET propone una riflessione che va oltre la promozione dei singoli prodotti. Il valore dell’enogastronomia italiana risiede anche nelle storie delle imprese, nelle competenze artigianali e nel rapporto che le comunità hanno costruito nel tempo con i propri territori.
In questa prospettiva, il turismo diventa un’opportunità per far conoscere e sostenere quel patrimonio, mentre le produzioni locali contribuiscono a rendere ogni destinazione riconoscibile.
È proprio nell’incontro tra questi due mondi che FIET Venezia intende individuare nuove opportunità di sviluppo, mettendo in relazione chi produce, chi accoglie e chi racconta l’Italia.
FIET Venezia 2026 si svolgerà dal 7 al 9 novembre a Ca’ Vendramin Calergi, nel sestiere di Cannaregio. Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale www.fiet.world.
