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La Slovenia delle vigne e dei castelli: viaggio a Posavje, i consigli a tavola 

Nella zona sud-orientale del Paese, la regione agricola che prende il nome dal fiume Sava è una destinazione gastronomica da non perdere. Ecco dove e cosa mangiare.

Lunghi filari di vigneti, frutteti, allevamenti ittici e campi coltivati. Tra boschi misteriosi e castelli maestosi, la regione slovena di Posavje segue il corso della Sava e risale le colline, lasciandosi scoprire attraverso i sapori più autentici del territorio. Una destinazione enogastronomica ricca di aziende che vivono grazie alla generosa terra del sud-est della Slovenia, che racconta un mondo del passato legato alle tradizioni contadine e rurali.

Tra i prodotti che meglio rappresentano questa identità c’è il suino della Piana di Krško (Krškopoljski prašič), l’unica razza autoctona sopravvissuta fino ai giorni nostri. Degni di nota sono poi i vini, dalla Modra Frankinja agli spumanti di Bizeljsko, che nascono in una delle aree vitivinicole più interessanti della nazione. Proprio a Bizeljsko si trovano le “repnice”, antiche cavità nel terreno sabbioso-siliceo utilizzate come cantine naturali per l’affinamento. Il brand Taste Posavje nasce da questa realtà gioiello. Un progetto di valorizzazione delle eccellenze locali, che riunisce ristoranti, cantine, birrifici, aziende agricole e produttori artigianali che condividono una stessa origine geografica e una medesima materia prima. Una rete che ha contribuito a far emergere una nuova consapevolezza gastronomica e le insegne che vi aderiscono hanno ottenuto riconoscimenti nelle principali guide. Il Gostilna Repovž, che si trova a a Sentjanz, è segnalata dalla Michelin con il Bib Gourmand. I vini della regione, invece, si sono distinti in competizioni internazionali come Decanter e Glass of Bubbly.

Dove e cosa mangiare nella regione di Posavje

Da Gostilna Repovž non sono da perdere il ragù d’agnello e lo stufato di pollo e fagiolini con ciccioli. Due portate che sono il risultato di una rilettura creativa della cucina contadina slovena. La qualità del cibo parte dagli ingredienti dell’azienda agricola biologica di famiglia e si esprime nella capacità di rinnovare la tradizione, mantenendone i sapori.

A Jagnjenica, il ristorante Jež propone un menu degustazione che rielabora le ricette della famiglia Martinčič: dalla crosta di pane nel caffè di cicoria alla pasta con cavolo, fino al pollo allevato in casa e cervella di vitello. Gestito dalla IV e V generazione, il locale con filosofia culinaria originale mantiene viva la memoria domestica, trasformando i piatti di nonni e genitori in un percorso gastronomico contemporaneo.

Nel castello di Rajhenburg, il ristorante A3 è dove gustare squisiti “krafi” (simili a ravioli ripieni) fatti in casa con carne di cappone; non sono da meno i pljukanci (una pasta affusolata fatta a mano) con storione e le guance di maiale con more e vino Blaufränkisch. Nel maniero la cucina punta ad abbinamenti ricercati, come quello tra trota, farro e formaggio caprino giovane, con una particolare cura nella presentazione. Tra i vigneti di Sremič, sopra Krško e la Sava, Tri lučke è noto invece per il suo menu degustazione accompagnato da vini internazionali, ma è possibile anche ordinare la carne alla brace con verdure e varianti vegane.

La sala moderna custodisce un antico torchio di circa 250 anni fa e si affaccia sul vigneto della proprietà. Infine a Sevnica, il ristorante Ajda, all’interno dell’Hotel Ajdovec, valorizza i sapori familiari come la zuppa di fagioli e patate, i salumi locali e gli gnocchi della casa. Il tutto, esclusivamente in una lettura raffinata.

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