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Terremoto: si riparte da agricoltori e allevatori

Consegnate le prime “casette” provvisorie ai produttori che non hanno abbandonato le proprie aziende rurali. Installato anche un grande capannone per stoccare i foraggi e i mangimi per gli animali. Il piano interventi per scongiurare l’abbandono dalle attività di campagna

Amatrice riparte dall’agricoltura e dall’allevamento. Lo deve fare per forza, è forte infatti il rischio scomparsa di gran parte delle attività a seguito dei danni provocati dal sisma. Ecco perché Coldirettiin sinergia con le Regioni Lazio e Friuli e con la Protezione Civile – ha fornito un grande capannone per stoccare i foraggi e i mangimi per gli animali e destinato un primo modulo abitativo “agricolo” a chi non ha e non vuole abbandonare le proprie aziende rurali. La prima di queste che in soldoni sono delle “casette” provvisorie l’ha ricevuta Valeria Cavezzi, dell’omonima azienda di Roccapassa – frazione di Amatrice – che a causa del terremoto ha perso un figlio di 13 anni oltre alla propria abitazione e alle proprie stalle.

Le “casette” consentiranno ai produttori di continuare ad accudire quotidianamente il bestiame: ovicaprini ma anche e soprattutto vacche da carne e da latte.

Intanto, come annunciato dall’assessore all’Agricoltura del Lazio Carlo Hausmann, è ufficialmente aperto il bando rivolto a chi è in grado di fornire assistenza e dunque ricoveri provvisori per il bestiame (da 20 a 90 capi a seconda dell’animale) delle stalle terremotate (che secondo i dati sono più del 50% fra quelle presenti nelle campagne del tratto compreso fra Amatrice e Accumoli).

Le strutture, chiamate “tunnel”, saranno messe a disposizione degli allevatori in comodato d’uso gratuito, dunque a costo zero per gli assegnatari. Inoltre tutte le spese che saranno affrontate dagli imprenditori agricoli per ricostituire il proprio patrimonio aziendale (acquisti di attrezzature e sostituzione di strumenti danneggiati o resi inservibili dalle scosse dello scorso agosto) saranno finanziate al 100%.

Il piano interventi per evitare lo spopolamento delle campagne e l’abbandono delle attività agricole procede dunque, e anzi si intensifica.

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