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Sakeya: la prima casa del sake in Italia

E’ nata a Milano da qualche giorno in zona Porta Genova. Cantina, ristorante, shop: un luogo dallo stile unico e avvolgente dove protagoniste assolute sono le 200 tipologie di sake provenienti da 47 Prefetture giapponesi. Per conoscere e apprezzare dal profondo il culto della bevanda di riso simbolo del Sol Levante

E’ la prima casa del sake in Italia: si chiama Sakeya ed è nata a Milano da qualche giorno, in via Cesare da Sesto 1, zona Porta Genova.

Non è solo un ristorante, non è solo una cantina, non è solo uno store: Sakeya è un po’ di tutto questo ed è soprattutto un luogo-culla in cui coccolarsi imparando a conoscere dal profondo culto e preparazione della bevanda simbolo del Giappone.

Sono molte e selezionate le tipologie di sake, circa 200 (classici, riserva, spumantizzati, invecchiati nel legno di cedro, torbidi e novelli)provenienti da ben 47 Prefetture nipponiche. Tutto naturalmente ruota attorno ad esse: a cominciare dalla cucina, che c’è eccome – a vista, di grande impatto e guidata dallo chef Masaki Inoguchi – e da cui escono specialità tradizionali del Sol Levante e sushi da abbinare all’alcolico di riso che preferite.

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Anche stile ed arredamento del locale convolano a nozze con il rituale del sake: illuminazione calda e soffusa; divani, divanetti, sedie, poltrone, tavoli, tavolini, quadri e specchi accuratamente scelti in mercati d’antiquariato per avvolgere caldamente gli ospiti; pareti volutamente grezze, antiche, sapienti.

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A metà fra piccolo bistrot e speakeasy di tendenza, Sakeya prende il posto di una vecchia hamburgeria meneghina portando in città una vera e propria ventata di novità. Il merito è innanzitutto di Lorenzo Ferraboschi, esperto conoscitore e fondatore della Sake Company” insieme alla moglie Maiko Takashima, naturalmente al suo fianco anche in questa avventura. A loro si è unita anche Elena Flaccadori, sommelier, giornalista, fotografa: appassionata. E l’idea è figlia anche e soprattutto di uno scopo didattico e culturale: diffondere il verbo del sakè in un momento come quello di adesso in cui l’amore per il Sol Levante è ai suoi massimi picchi nello Stivale.

Non a caso la lista dei sake conta proprio sul patrocinio delle Prefetture giapponesi coinvolte, oltre che sulla collaborazione fondamentale dei migliori sommelier del sake e dei produttori di passaggio sulla Penisola.

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Cosa si mangia da Sakeya per esaltare gusti e profumi dei vari sakè? La scelta è ampissima: dagli spiedini al carboneSumibi Kushiyaki” al “Bao” ripieno di stracotto di maiale, dal sushi di sgombro alle omelette con salsa di granchio. E poi specialità di carne (anche d’agnello) e di pesce (anche l’anguilla), e una nutrita offerta di zuppe. Non mancano neppure dolci e dolcetti, per un sake di fine pasto o semplicemente da merenda.

Il sake lo si può bere poi anche in versione cocktail, grazie alle proposte dell’abile Alessio Simonini al bancone bar.

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E per un’idea regalo originale, sia per voi o sia per i vostri cari, allo shop di Sakeya trovate la vostra bottiglia da portare a casa.

Sakeya (www.sakeya.it) è aperto dal martedì alla domenica. Orari store: dalle 10 del mattino; orari bistrot: dalle 18 alle 2 di notte.

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