Nel Monferrato, Cà Mariuccia inaugura la cantina degustativa di Albugnano: un progetto che unisce Nebbiolo, agricoltura rigenerativa e cucina etica oltre la retorica del km 0.
Nel cuore del Monferrato, tra le colline di Albugnano – spesso definite il “balcone del territorio” – Cà Mariuccia ha recentemente inaugurato la nuova cantina degustativa: uno spazio che va oltre la dimensione enologica per diventare dispositivo culturale, in cui vino, cucina e agricoltura si intrecciano in un’unica narrazione. Nato nel 2016 come progetto agricolo, Cà Mariuccia si è affermato come ecosistema rurale articolato, dove produzione, ospitalità e ristorazione convergono verso un obiettivo preciso: restituire centralità alla terra e a chi la coltiva. In questo contesto, risultano ormai limitanti tanto l’etichetta di “agriturismo” quanto la retorica del “km 0”, sostituiti da un modello fondato su agricoltura rigenerativa e filiera etica.
Albugnano DOC e il Nebbiolo come identità territoriale
Cuore del progetto è la nuova cantina, dedicata alla valorizzazione dell’Albugnano DOC, espressione di Nebbiolo in purezza ancora poco conosciuta ma fortemente identitaria. Cà Mariuccia partecipa attivamente a questo percorso sin dal 2017 attraverso il progetto Albugnano 549, contribuendo alla promozione di una denominazione che interpreta il vitigno in chiave collinare e alternativa rispetto ai distretti più noti. La cantina nasce come spazio di degustazione e confronto, con un tavolo conviviale da 22 posti dedicato a degustazioni guidate e serate tematiche. Qui i vini della casa dialogano con etichette selezionate, ampliando la lettura delle diverse espressioni del Nebbiolo. Accanto al vino, formaggi e salumi provenienti da una rete di produttori contadini selezionati completano l’esperienza, integrandosi nel percorso degustativo e nella vendita diretta.
Cultura del vino e progetto diffuso
La cantina si configura anche come luogo di produzione culturale: è prevista la nascita di un club dedicato al Nebbiolo, rivolto a produttori e appassionati, con focus su piccole realtà italiane e momenti di approfondimento tecnico e conviviale. La tutela delle denominazioni minori diventa così un atto culturale, prima ancora che economico: preservare la biodiversità enologica significa difendere un patrimonio fragile, spesso marginalizzato dalle dinamiche di mercato. Lo spazio sarà operativo nei fine settimana e ospiterà eventi privati e cene a quattro mani con chef italiani e internazionali, accomunati da una sensibilità condivisa verso il prodotto agricolo.
Km prossimo, foraging e autoproduzione

A guidare la proposta gastronomica è lo chef Stefano Malvardi, in carica da gennaio 2026. Il suo percorso unisce formazione internazionale ed esperienza in contesti di alto profilo, tra Francia e Italia, con tappe come Quanto Basta a Torino, il ruolo di sous chef presso Spazio 7 e la guida del ristorante La Valle a Trofarello. La sua cucina si fonda su una ricerca di gusto essenziale e riconoscibile, dove la tecnica resta al servizio della materia prima. Il principio guida è una stagionalità rigorosa, declinata in un concetto di “km prossimo” che supera la distanza geografica per concentrarsi sull’etica produttiva: esclusione di prodotti d’importazione, valorizzazione di pesci d’acqua dolce e ingredienti delle colline astigiane.
La cucina diventa parte integrante dell’azienda agricola, con un modello orientato all’autoproduzione e alla riduzione della dipendenza esterna. Centrale anche l’uso consapevole delle carni attraverso tagli meno nobili e una pratica di foraging che integra erbe spontanee e orto.
Cucina agricola e stagione 2026



Con la bella stagione, Cà Mariuccia rilancia la propria proposta di “trattoria contemporanea”: una cucina che vive la tradizione attraverso un linguaggio vivo. La carta si fonda su produzione vegetale interna e su una rete selezionata di piccoli produttori italiani ed europei. Una scelta che supera la retorica del “km 0” per riaffermare un principio più profondo: la qualità non è una distanza, ma una responsabilità. Il menu, dal taglio contemporaneo, si rivolge a un pubblico ampio: viaggiatori, pranzi di lavoro, appassionati di cucina di territorio. La domenica è, invece, dedicata al brunch agricolo con tavolate condivise e tornano, inoltre, le serate “Brace sotto le stelle”, tra fuoco, orto e convivialità.
Un laboratorio rurale contemporaneo: la nuova idea di lusso
La nuova cantina degustativa non rappresenta un punto di arrivo, ma un ulteriore passo in un progetto che unisce vino, agricoltura e cucina in una visione coerente: quella di una terra vissuta come bene comune, a favore di un’esperienza che trasforma e allarga il concetto di lusso contemporaneo. Se per lungo tempo il valore è stato associato a elementi di ostentazione e rarità materiale, oggi una parte crescente della domanda colta – soprattutto nel turismo enogastronomico – si orienta verso forme più sottili e sostanziali: tempo, silenzio, qualità agricola, coerenza etica. In questo quadro, la semplicità non coincide con la rinuncia, ma con una selezione rigorosa. Il lusso diventa accesso a filiere trasparenti, a paesaggi integri, a prodotti che esprimono una precisa relazione con il territorio. È un lusso che richiede competenza per essere riconosciuto e che si fonda su autenticità verificabili, non su narrazioni costruite.


L’Italia, in questo senso, possiede un vantaggio competitivo strutturale. La densità dei suoi paesaggi agricoli, la stratificazione culturale e la varietà delle produzioni consentono di articolare un’offerta che tiene insieme ospitalità, cucina e vino. Proprio il vino, in particolare, continua a rappresentare uno dei principali motori del turismo di qualità: non solo per il valore economico diretto, ma per la capacità di attivare territori, generare indotto e costruire destinazioni riconoscibili a livello internazionale. Il punto critico resta la coerenza, con il rischio, già evidente in alcune aree ad alta frequentazione, che anche il racconto dell’autenticità venga standardizzato. Progetti come Cà Mariuccia indicano una possibile direzione alternativa: meno enfasi sull’immagine, più attenzione alle pratiche. In questa prospettiva, il vero lusso non è aggiungere, ma togliere il superfluo, lasciando emergere ciò che ha valore intrinseco.
Info utili
Ca’ Mariuccia – Agriturismo biologico
Fraz. San Emiliano, 2
14022 Albugnano (AT)
+39 3357507496
