Due cucine, una stessa identità. La Saletta evolve e affianca ai percorsi degustazione di alta cucina un nuovo Bistrot dedicato alla condivisione, alla memoria e ai sapori di casa.
Ad Alghero c’è un indirizzo che negli anni ha costruito la propria identità partendo dalla Sardegna, ma scegliendo di raccontarla senza rimanere prigioniero della tradizione. È La Saletta, ristorante nato nel 2009 e oggi protagonista di una nuova evoluzione che mette insieme due modi differenti di vivere la cucina: il Fine Dining e il nuovo Bistrot La Saletta.
Due anime che convivono nello stesso luogo, guidate dalla stessa brigata e soprattutto dalla medesima idea: partire dalla materia prima, dalle persone che la producono, dal mare e dalla campagna sarda per costruire una cucina contemporanea, riconoscibile e capace di sorprendere.
La novità più interessante è proprio il Bistrot, pensato per rendere l’esperienza de La Saletta più libera, conviviale e trasversale. Non una versione semplificata del ristorante gourmet, ma un progetto con una propria identità, nel quale i piatti arrivano al centro della tavola e tornano ad avere quella funzione profondamente mediterranea che il cibo ha sempre avuto: essere condiviso.
La Saletta, due cucine, una sola filosofia
Da una parte rimane La Saletta Ristorante Fine Dining, con i suoi percorsi degustazione e una ricerca gastronomica costruita intorno al mare di Alghero. Dall’altra nasce una proposta più immediata, nella quale carne, pesce e orto diventano protagonisti di una carta stagionale pensata per essere assaggiata insieme.
È una distinzione importante, perché consente al ristorante di raccontare due Sardegne differenti.
Nel Fine Dining la tecnica diventa uno strumento per interpretare la materia prima, attraverso fermentazioni, estrazioni, maturazioni, contrasti di consistenze e contaminazioni. Nel Bistrot riemergono invece con maggiore forza la memoria familiare, il piacere della tavola e quei sapori che appartengono alla cucina di casa, riletti però con una sensibilità contemporanea.
Una filosofia sintetizzata bene dalle parole dello chef e patron Gian Luca Chessa: la materia prima nasce prima di tutto da un rapporto umano con chi la produce. Contadini, pescatori, allevatori e artigiani non vengono considerati semplicemente fornitori, ma parte integrante del progetto.
Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti della cucina de La Saletta: dietro una costruzione gastronomica tecnicamente complessa rimane sempre riconoscibile il territorio.
Il mare di Alghero raccontato nel Fine Dining


Il manifesto del ristorante gourmet è racchiuso nell’espressione “Savor the unexpected”, un invito ad affidarsi alla cucina e lasciarsi sorprendere.
I percorsi degustazione oggi seguono due differenti intensità.
Riviera Experience, dieci portate a 125 euro, è il percorso più completo: una vera immersione nell’universo gastronomico de La Saletta, pensata per chi desidera vivere la cena senza fretta.
Piccola Riviera, sei portate a 90 euro, concentra invece alcuni dei piatti più rappresentativi della cucina, scelti in base alla stagione, al mercato e alla disponibilità quotidiana delle materie prime.
Entrambi iniziano dal benvenuto della cucina, dal pane preparato con lievito madre e dalla focaccia accompagnata da ricotta e olio, quasi a ricordare che anche dentro un percorso di alta cucina alcuni gesti semplici rimangono fondamentali.
Poi comincia il viaggio.
Tra i piatti più rappresentativi compare Dal mare alla Laguna, dove ostrica, fragole, perle di gioddu, muggine, caviale, koji di alletterato, fregula e cetriolo costruiscono un racconto che attraversa sapidità, acidità e territorio.
Il Granchio blu incontra invece catalana, gazpacho e garum di shiitake; nella Seppia entrano in gioco pesche fermentate e pecora, mentre la Melanzana viene accompagnata da gel di pomodoro, casu axedu ed erba luisa.
Particolarmente interessante il lavoro sui primi: gli Spaghetti con estrazione di peperoni e gambero rosso di Alghero riportano immediatamente il mare al centro del piatto, mentre lo Gnocco con ragù di pesce, copatza e limone nero gioca tra memoria e tecnica.
Seguono preparazioni come l’Anguilla con patate, susina e orto di stagione e il pescato maturato con zuppetta di molluschi ed erbe amare.
La Sardegna rimane presente, ma cambia linguaggio.
Il Bistrot: il piacere di mettere i piatti al centro


Se il Fine Dining invita ad affidarsi al percorso costruito dalla cucina, Al Bistrot La Saletta cambia completamente il ritmo.
Qui la parola chiave è condivisione.
La carta varia seguendo la stagione e si articola tra antipasti, primi, secondi e dessert pensati anche per essere messi al centro della tavola. È una cucina che vuole recuperare quel gesto spontaneo, familiare e profondamente sardo del “prova anche questo”.
Il risultato è forse la parte più immediata della nuova identità del locale.
Tra i piatti compare l’Uovo morbido con pecorino giovane, zucchine, erbe di campagna e polline; la Tartare di pecora con gioddu, insalatina di ostriche e fragole fermentate e kombucha al karkadè; oppure il Cuore di bue alla brace.
Nei primi si ritrova una Sardegna contemporanea ma comprensibile: Fusilloni in verde con capocollo di maiale, pomodoro secco e tapenade di olive infornate; pasta alle cozze arrostite con limone bruciato, bottarga e pecorino; fino alla fregula artigianale in estrazione di mare, con molluschi, miso e salicornia.
Il mare torna nel muggine con copatza di pescetti, filindeu, alghe ed erbe amare di campagna, mentre la terra arriva attraverso il maialetto in pressa, accompagnato da radicchio al Cannonau e barbabietola.
Anche il dessert resta legato a sapori facilmente riconoscibili, dal tiramisù alla Frangipane alle mandorle con ricotta e gelato alla sapa, fino alle immancabili seadas al miele.
È qui che il progetto del Bistrot trova probabilmente la sua dimensione più interessante: dimostrare che ricerca e qualità non devono necessariamente tradursi in formalità.
Gian Luca Chessa e Adriano Zucca, due sensibilità nella stessa cucina

Dietro il progetto ci sono soprattutto due differenti sensibilità gastronomiche.
Gian Luca Chessa, chef e patron, rappresenta la parte più istintiva e sperimentale della cucina: ricerca tecnica, evoluzione delle cotture e desiderio di spostare continuamente più avanti il linguaggio del ristorante.
Accanto a lui Adriano Zucca porta una conoscenza più legata alla tradizione e alla memoria gastronomica dell’isola.
È proprio dall’incontro di questi due mondi che nasce il carattere de La Saletta.
Intorno a loro lavora una brigata composta da Romina Chessa, Mario Lintas, Maria Elena Seghene, Elisa Mameli, Alessio Zucca, Sharon Mariani e Gabriele Contu, parte integrante di un progetto che negli anni ha scelto di crescere senza perdere la propria dimensione familiare.
Un aspetto che emerge anche nell’accoglienza: il servizio vuole essere preciso e professionale, ma senza trasformare il rito dell’alta ristorazione in qualcosa di distante.


Fermentazioni, sostenibilità e lotta allo spreco
Tecnica e creatività non sono però fini a se stesse.
Uno degli elementi centrali della cucina è il lavoro sulla circolarità gastronomica. Fermentazioni, recuperi, estrazioni e differenti lavorazioni permettono di utilizzare in maniera più completa vegetali, pesci e carni, riducendo gli sprechi e trasformando parti spesso considerate secondarie in nuovi elementi del piatto.
L’orto, il pescato del golfo di Alghero e il rapporto con piccoli produttori diventano così parte dello stesso sistema.
Anche la cantina segue questa impostazione attraverso una selezione che lascia spazio a vini artigianali, naturali e alle produzioni di piccoli vignaioli indipendenti.
Un piccolo salotto vicino al mare
La Saletta si trova in via Fratelli Kennedy 27 A/B, poco distante dalla passeggiata sul mare e dalla zona di Las Tronas.
Anche il locale racconta bene l’evoluzione del progetto. Quello che inizialmente era uno spazio semplice, nato come piccola friggitoria di quartiere, negli anni è diventato un ambiente raccolto ed essenziale, con pochi tavoli e un’atmosfera volutamente intima.
Non una sala costruita per impressionare, ma un luogo in cui concentrare l’attenzione sul piatto e sull’esperienza.
Ed è significativo che proprio da qui, in una città fortemente legata alla propria identità come Alghero, nasca oggi una formula capace di parlare contemporaneamente due linguaggi.
Perché il nuovo corso de La Saletta non sceglie tra alta cucina e tradizione, tra ricerca e convivialità.
Le mette allo stesso tavolo.
Il Fine Dining racconta il mare di Alghero attraverso tecnica e sperimentazione; il Bistrot recupera invece il piacere più spontaneo del mangiare insieme.
Due cucine, due modi di raccontare la Sardegna, una stessa firma.
Info utili
La Saletta – Ristorante Fine Dining & Bistrot
Via Fratelli Kennedy 27 A/B – 07041 Alghero (SS)
+39 079 412 5748
Lunedì–sabato 19:30–22:30; domenica chiuso
