Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 17 Luglio 2019

Arte e cucina: al via il progetto d’incontro con Stefano Bressani e chef Davide Oldani

oldani e bressani

Sta per nascere una nuova forma d’arte dall’incontro tra il maestro delle stoffe Stefano Bressani e lo chef del ristorante D’O di Cornaredo Davide Oldani

Uno chef e maestro delle stoffe. Due artisti differenti, uniti però dalla passione per il bello e per il buono. Cucina e arte non sono poi così distanti e l’incontro fortuito tra lo chef inventore della cucina pop Davide Oldani e Stefano Bressani, chiamati lo scorso ottobre a reinterpretare la storica Zuppa Pavese, ha dato il via ad una collaborazione incredibile.

Nei prossimi mesi infatti, Bressani, dopo diverse esposizioni e collaborazioni internazionali, darà il via ad una collezione ispirata ai piatti dello chef del ristorante D’O di Coraredo esaltandone i sapori e la materia prima attraverso la sua arte contemporanea. Una delle prime opere sarà la Cipolla Caramellata, piatto cult di Oldani e simbolo del suo essere pop.

“Dello chef del D’O mi ha stupito coerenza e rispetto della deontologia professionale” – dice Stefano – “due caratteristiche che vanno perdendosi anche nel mondo dell’arte ma a cui rimango indissolubilmente attaccato. Prima di essere artisti, siamo persone a contatto con altre persone”.

Cosa unisce dunque il cibo all’arte? Entrambi nascono dallo studio e dalla ricerca della materia, quella che il fruitore può toccare, assaporare e osservare. E attraverso la tecnica poi si trasforma la materia in qualcosa di bello, estetico ed edonistico, che nel fruitore suscita emozione, ricordi e suggestioni. Arte e il cibo possano dialogare e viaggiare a pari passo nelle sensazioni dei loro commensali e osservatori e la collaborazione tra Bressani e Oldani ne è la conferma anche se l’artista pavese non è nuovo al mondo del cibo.

Da sempre amante dei valori trasmessi dalla cucina, Bressani ha portato a termine alcune collaborazioni con situazioni appartenenti al mondo del food. Tra le oltre 500 opere realizzate in diversi ambiti, esposte nel suo studio di Pavia, è riuscito ad esprimere la complessità della sua ricerca anche verso la materia del food: come l’apparentemente semplice piatto  Spaghettoni di Gragnano impiattati con le mazzancolle, o la banale tazza di pop corn, che attraverso l’iperrealismo delle stoffe del maestro prendono il sapore di una vera opera d’arte.