Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Martedì 11 Agosto 2020

Bevi naturale: cinque rosati per colorare l’estate 2020

L’estate è arrivata e per accompagnare pranzi e cene all’aperto, a base di pietanze di stagione più o meno light, e allietare le settimane di calura che ci attendono da qui a settembre per la rubrica Bevi Naturale vi proponiamo una short list di cinque rosati. Dalla Calabria alla Romagna passando per le sponde del Lago di Bolsena e la fresca collina abruzzese, eccovi la nostra selezione per colorare di rosa la vostra estate 2020.   

La bella stagione è arrivata da un po’ e con essa le cene all’aperto (cercando di evitare assembramenti, ovviamente) spensierate ed occasionali in cui si preferiscono ricette più fresche, leggere e soprattutto a base di pesce Ovviamente il vino di qualità per accompagnare queste pietanze e allietare ulteriormente questi momenti non deve assolutamente mancare.

Se c’è una tipologia di vino che permette un’ampia versatilità di abbinamento dalla cucina locale agli accostamenti più audaci, magari anche speziati, spaziando dalla pizza a piatti di pesce, anche elaborati, quella è proprio il rosato. Avevamo già suggerito qualche mese fa alcune etichette di rosati italiani, sottolineando come il paradigma di questa tipologia di vino debba essere la sua territorialità e gastronomicità che lo emancipino dal ruolo di bibita al profumo (artatamente ricostruito in laboratorio) di rosa e lampone, da consumare gelata o quasi, che ha contribuito a rovinarne il buon nome.

Per colorare degnamente questa estate 2020, vi proponiamo cinque rosati (tutti naturali ovviamente) che con le loro nuances cromatiche e olfattive accattivanti sapranno sedurre i vostri sensi.

Eughenos Raggio di Luna 2018 – Azienda Di Cato, Vittorito (Aq) – (Montepulciano) 

Ottenuto da uve Montepulciano provenienti da vigneti giovani di età tra i 15 e i 30 anni, raccolte a mano, diraspate e lasciate macerare per una notte in cisterna d’acciaio. Al mattino, per salasso, il mosto viene separato dalle bucce. Fermenta spontaneamente con i propri lieviti indigeni a temperatura ambiente in maniera lenta e costante, grazie a basse temperature. A fine fermentazione è stato effettuato un primo travaso per eliminare le parti più grossolane. Nei mesi successivi di riposo in acciaio, il vino ha decantato naturalmente per sedimentazione tra un travaso e l’altro. Non stabilizzato, non chiarificato, non filtrato, è stato imbottigliato con la luna piena di febbraio. Volutamente declassato viene imbottigliato come IGP Terre Aquilane, ma nella sostanza è un Cerasuolo d’Abruzzo a tutti gli effetti. E’ un vino dal carattere versatile, affascinante, che si presenta nel calice del caratteristico color rosso ciliegia. Al naso regala ammalianti note di rosa selvatica, liquirizia, erbe di montagna e visciole. Al palato è vinoso, fresco e fruttato. L’ingresso in bocca è scandito dalle visciole e dai ritorni di liquirizia dolce, lavanda e genziana, ingentiliti da un finale di arancia rossa e sale.

Mistione 2019 – Il Vinco, Montefiascone (Vt) – (Canaiolo Nero, Procanico, Rossetto, Malvasia Bianca Lunga)

Prodotto con blend di uve a bacca bianca e rossa coltivate nei pressi del Lago di Bolsena, da qui il nome Mistione ovvero mischione. Fermentazione spontanea senza controllo della temperatura in vetroresina; macerazione per 2 giorni sulle bucce. Affinamento in acciaio per circa 6 mesi; nessuna aggiunta di solfiti; nessuna chiarifica o filtrazione. Lo si può definire un rosso travestito da bianco, o forse un rosso super glou glou, in realtà è un rosato old style, di quelli realizzati assemblando tutte o quasi le varietà presenti nei filari della vigna allo scopo di avere un vino dalla grande bevibilità, adatto alla tavola di tutti i giorni e versatile negli abbinamenti. Cerasuolo scarico. Naso lieve di agrumi, piccoli frutti rossi, rosa e note minerali. In bocca è fresco, sapido, golosamente fruttato (arancia rossa, ciliegie acerbe, lampone e ribes) e con una bella mineralità che tradisce la matrice vulcanica del territorio da cui proviene. Un vino gioioso e divertente, da bere su tutte le preparazioni che vi vengono in mente per un pranzo o una cena in questa estate calda, ma fortunatamente non torrida.

Cirò Rosato Doc 2019 – Cataldo Calabretta, Cirò Marina (Kr) – (Gaglioppo)

Viti allevate ad alberello su suolo argilloso e calcareo. Coltivazione biologica e vendemmia manuale in cassette. Macerazione sulle bucce per 3 ore e fermentazione spontanea con lieviti indigeni in acciaio Affinamento di 6 mesi in acciaio sulle fecce fini per questo Cirò Rosato che si mostra nel calice di uno splendido rosa corallo brillante con riflessi ramati. Naso intenso e suadente di ciliegia, melograno e agrumi, soffi di lavanda e erbe aromatiche (timo e salvia) e accenni salmastri quasi iodati. In bocca è leggermente tannico, fresco e con una vena sapida e profonda. Coerente nei ritorni fruttati e “marittimi” di erbe ioniche, agrumi e lavanda e un finale dolce-salino sancito da uno strano e affascinante matrimonio tra le ciliegie e i capperi che invoglia a bere ancora. Vino di grande personalità e raffinata, quasi tagliente, eleganza minerale.

Pet Nat Fever 2018 – Closforano, Bertinoro (Fo) – (Sangiovese)

Da vigne di sangiovese piantate nel 2003 in quel di Bertinoro e allevate secondo i dettami dell’agricoltura biologica, adagiate sul cosiddetto “spungone romagnolo”, una striscia di terre argillose-sabbiose, caratterizzata dalla presenza di pietre tufaceo-calcaree e tante conchiglie (a testimoniare un passato da fondale marittimo). Veste color buccia di cipolla, quasi arancione, attraversata da lampi ramati e una leggera nebbiolina di lieviti. Il naso si definisce fin da subito con una spiccata nota di polvere da sparo accompagnata una ventata di agrumi (su tutti arancia sanguinella) e da delicate note di fragoline di bosco e erbette aromatiche su uno sfondo salino che profuma di impasto per pizza. In bocca è sapido, fresco e goloso. La bollicina attacca aggressiva per sfumare quasi subito in una carezza piacevolmente ruvida. Chiude con toni agrumati e minerali.

Il Marinetto 2019 – Sergio Arcuri, Cirò Marina (Kr) – (Gaglioppo)

Viti allevate a cordone speronato su suolo argilloso e calcareo. Coltivazione biologica e vendemmia manuale. Contatto con le bucce di poche ore in vasche aperte di cemento, fermentazione spontanea con lieviti indigeni in tini di cemento e affinamento di 6 mesi negli stessi contenitori. Il Marinetto si presenta alla vista di uno splendido melograno cerasuolo brillante, luminosissimo, quasi solare. Sorprende per eleganza con un bouquet ampio e profondo che si apre su note di frutta rossa matura e piccoli frutti (soprattutto lampone, ribes e ciliegia), per poi distendersi su note di pompelmo rosa e mandarino, di caffé verde, timo, alloro, mentolo e pepe rosa, a comporre un insieme di grande finezza e peculiarità. In bocca è goloso, ricco, pieno, con una fruttuosità equilibrata, ma non ruffiana e vivacizzata da una bella vena salata, che costruisce con freschezza e tannino carezzevole un nerbo evidente che sorregge il sorso dall’inizio alla fine fino alla chiusura che ricorda il succo di lamponi, la clementina di Calabria e il mentolo. Vibrante e suggestivo sorso di Calabria ionica.