Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Venerdì 22 Giugno 2018

Blitz della GdF: sequestrati ristoranti della Dolce Vita romana

sequestrati

Da via Veneto a via Cavour, passando per via del Tritone e il Colosseo: sigilli a 10 locali e a beni e attività per un valore complessivo di 30 milioni di euro e riconducibili ad un solo imprenditore: Aldo Berti. E nell’operazione è finito anche Il Molo a Fiumicino, che aveva riportato in auge poco tempo fa i locali storici di Bastianelli

Il nome che fa più rumore è quello de Il Molo a Fiumicino, che aveva riportato in auge i locali dello storico Bastianelli (ve ne avevamo parlato qui) con la cucina gourmet e buona per davvero di chef Dario Tornatore.

Il Molo è uno dei molti locali e ristoranti sequestrati oggi a Roma (specie nel cuore della città (tra via Cavour e via Veneto) a seguito della maxi operazione della Guardia di Finanza ribattezzata “Dolce Vita”: un blitz che svela in realtà tutto l’amaro che si nasconde dietro a molte insegne protagoniste della “Roma da bere e da mangiare” degli ultimi tempi (vedi il caso Assunta Madre).

Prestanome e società a “scatole cinesi”, attività illecite, evasione e riciclaggio: i finanzieri hanno messo i sigilli a beni per un valore complessivo di 30 milioni di euro, riconducibili al volto e alle attività di un solo imprenditore: Aldo Berti, già noto alle forze di polizia e condannato per reati fallimentari.

Berti sarebbe titolare delle 23 società formalmente intestate a prestanome. Le società in questione omettevano sistematicamente la presentazione delle dichiarazioni fiscali e il versamento delle ritenute e dell’Iva ed effettuavano indebite compensazioni tributarie attraverso un complesso meccanismo di partecipazione al capitale, assunzione e dismissione di cariche societarie, nonché di fittizie acquisizioni e cessioni di azienda

Tali attività andavano avanti per 2-3 anni, dopo di che le società cedevano il passo a nuovi soggetti giuridici per ripetere di fatto le stesse dinamiche di frode, nascoste però sotto nomi freschi e “puliti”.

Oltre a un disco club con brand internazionale, un ipermercato, un’autorimessa, immobili, autoveicoli, beni aziendali, partecipazioni societarie e disponibilità bancarie, sono stati sequestrati (e da oggi affidati agli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale di Roma) Cafè Veneto e Franky’s Kitchen di via Veneto, Barrique, All bi one, Gustando Roma e Subura Miscele e Fuoco di via Cavour, Squisito Chalet dell’ Eur, Squisito Cook di via del Colosseo, White Cafè di via del Tritone e il già citato Il Molo (ex Bastianelli al Molo) di Fiumicino.

E menomale che pochi giorni fa era uscita una bella notizia notizia proprio a Roma di un piccolo ristorante trasteverino confiscato alla ‘ndrangheta e dato in gestione agli studenti dell’Istituto Alberghiero Tor Carbone.