Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Martedì 20 Ottobre 2020

Bottega Tredici a Roma: “Non chiamatela gourmet, la nostra è autentica cucina artigianale”

bottega tredici

Tre giovani ragazzi e un’idea ben precisa: creare un luogo di unione tra tradizione, storia, creatività e innovazione. Nasce così Bottega Tredici, angolo di cucina artigianale tra le vie del Ghetto di Roma.

Gli assidui frequentatori di locali nel centro di Roma lo sanno bene. Tra le suggestive vive e viuzze ricoperte di Sampietrini dissestati della città non è sempre facile trovare ristoranti accoglienti con proposte gastronomiche semplici e sfiziose ma mai banali, soprattutto se a budget contenuto. È sicuramente molto più facile incorrere in locali “acchiappaturisti” con prezzi fuori dal normale e piatti di dubbia qualità.

Non tutto è perduto però. Passeggiando tra le vie del Ghetto, a poca distanza da Torre Argentina, ho scovato un ristorantino che, dovete fidarvi, vale una visita approfondita. Si chiama Bottega Tredici ed è un locale giovane e accogliente nato lì dove sorgeva un antico “Vini e Olii”.

Bottega Tredici: il locale

L’ambiente è moderno, curato nei minimi dettagli ma con un netto ed evidente richiamo alle trattorie di una volta. Il pavimento è autentico, a scacchi ocra e marrone, le pareti chiare e decorate con grandi specchi e mensole ricolme di bottiglie. Il soffitto, splendido, è fatto in legno, così come sedie e tavoli, abbelliti da una mise en place minimal e raffinata con piatti unici fatti a mano da Pots.

Tutto è al posto giusto e, appena varcata la soglia, ci si sente subito a casa propria. Merito anche della brigata (di sala e di cucina) giovane e affiatata. Bottega Tredici nasce infatti da tre amici, uniti dalla passione per la buona tavola: Roberto Bonifazi, Francesco Brandini e Daniele Gizzi. Loro l’idea di aprire una bottega moderna, perfetto mix tra passato e presente, dove proporre una cucina con netti richiami alla tradizione, ma riproposta in maniera innovativa, divertente e sorprendente.

“Quando abbiamo deciso di aprire nel 2018 non c’era un posto come questo. Abbiamo deciso quindi di occupare uno spazio mancante nella diversificata proposta gastronomica capitola, mancante come il numero civico da cui prende il nome Bottega Tredici” mi raccontano.

Francesco e Roberto, comandanti della cucina posta al primo piano del palazzo, realizzano i loro piatti con estrema cura e attenzione, dalla scelta delle materie prime alla lavorazione, fino ad arrivare all’impiattamento. Stagionalità e continua ricerca sono i punti chiave della proposta gastronomica, in perfetto equilibrio tra tradizione e modernità.

Stessa cura e attenzione che Daniele riserva alla scelta dei vini. Scordatevi dunque i marchi più blasonati. In carta trovate solamente vini di piccoli produttori, per lo più sconosciuti e sparsi per tutta Italia. Daniele invece, questi produttori li conosce bene, tanto da poterne raccontare storie e aneddoti interessanti.

La proposta gastronomica

Il menu è breve e conciso: 4 antipasti, 4 primi, 4 secondi e 4 dolci. Mi piace. Poche cose, fatte bene e realizzate con prodotti stagionali.

“Il menu cambia 4 volte l’anno per garantire il massimo della freschezza in ogni portata”.

Non riuscendo a decidere cosa provare, opto per il primo menu degustazione (38 euro per entrée, 3 portate, pre dessert, dessert e petit four). Gli altri (54 e 63 euro) differiscono per il numero di portate, rispettivamente 5 e 6.

In tavola arriva subito il pane, caldo, fatto in casa con farine di grani antichi, lievitata naturalmente e ad alta idratazione. Insieme al pane, un buon olio extravergine di oliva che cambia periodicamente. A stuzzicare l’appetito, come se già non bastasse il profumo del pane appena sfornato, l’entrée: spugna di lattuga con verdure fermentate, baccalà mantecato tra cialde croccanti e bao cotto al vapore con polpo e alga spirulina. Davvero gustoso, accompagnato da un ottima bottiglia di rosè Cantine Olivella prodotto ai piedi del Vesuvio.

È la volta dell’antipasto, la Tarte tatin con peperonata, crumble e gelato al parmigiano. Sapori e consistenze diverse si bilanciano alla perfezione, così come l’alternanza di caldo e freddo. Da provare.

Fiore all’occhiello del nuovo menu, il Riso Acquerello con mirtilli, lamponi e anatra affumicata. Cotto in una riduzione di mirtilli e mantecato con abbondante parmigiano, il riso ha una cremosità e un sapore intenso, pur rimanendo ovviamente al dente, impreziosito dall’acidità dei lamponi, dal sapore affumicato dell’anatra e dalla freschezza della menta fresca a guarnizione. Un piatto divertente che solletica le papille gustative.

Dal nuovo menu, a grande richiesta della clientela più affezionata, ho assaggiato poi gli Gnocchi di patate all’amatriciana. Un tripudio di sapori che scaldano il cuore.

Tra i miei piatti preferiti in assoluto però, il coniglio, servito in tre consistenze: il bao ripieno di ragù, la terrina arrostita di coscia di coniglio con cicoria ripassata e nappata con una salsa alla cacciatora, e un filetto di coniglio servito con un’insalata di zucchine alla scapece.

bottega tredici

A pulire la bocca, arriva poi il sorbetto al melone su spuma di mango, degno apripista del dessert da mangiare ad occhi chiusi: un croccante all’amarena, storico gelato dell’infanzia, rivisitato però in chiave “giovane”. Bello da vedere e buonissimo da gustare. Per finire, una deliziosa selezione di petit four, dal tartufino al cioccolato alla ciambellina al vino, fino alla gelée.

Mi sono alzata soddisfatta per davvero e, tornando alla macchina, già pensavo alla prima data utile per tornare a provare gli altri piatti del menu. Tanto stiamo andando incontro all’inverno. Per la prova costume c’è tempo.

Info utili

Bottega Tredici

Via dei Falegnami 14, Roma

Tel: 0692118505

info@bottegatredici.it

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