Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Domenica 07 Marzo 2021

Cantine De Gregorio, nella “terra dell’amicizia” l’azienda familiare che punta sui vini, ricettività e ristorazione

cantine de gregorio

Grandi novità in provincia di Agrigento. Cantine De Gregorio, storica realtà a conduzione familiare vocata alla produzione di vini e olio di qualità, all’accoglienza e alla ristorazione, lancia per la vendemmia 2020 la denominazione DOC Sciacca.

Nel territorio che spazia dai templi di Agrigento alle saline di Trapani, attraverso le rocce bianche della Scala dei Turchi e i templi di Selinunte, al centro di un crocevia di culture mediterranee, tra Sciacca e Menfi, di fronte l’isola Ferdinandea, le Cantine de Gregorio rappresentano una realtà vitivinicola degna di nota, oggi protagonista di una importante svolta in ambito enologico. 

La cantina, infatti, a partire dalla vendemmia 2020, farà da apripista  alle altre del territorio saccense nell’uso della denominazione Doc Sciacca.  

L’azienda: la storia

L’azienda si trova in contrada Ragana e si estende su trenta ettari di cui sei  di uliveti e diciotto di vigneti in cui si coltivano sia vitigni autoctoni che internazionali, ben adattati al suolo e al clima siciliano di cui esprimono la peculiarità. 

La storia di questa realtà risale al ‘700 e si fonda sulla nascita di un vecchio borgo di campagna, nominato Ragana, dall’arabo Ras-hana che vuol dire “terra dell’amicizia”, intorno ad una torre di avvistamento del ‘400 di grande fascino dove nascono il baglio e la cantina. Si tratta di una costruzione a pianta quadrangolare, che consta di due elevazioni. È composta da diversi vani, quasi certamente edificata dagli antichi proprietari del feudo per difendersi dai briganti. 

Cantine De Gregorio oggi

Al timone dell’azienda troviamo oggi i giovani Francesca, Antonio e Ugo De Gregorio. Francesca, 37 anni, medico nefrologo a Sciacca e Antonio, 35 anni, radiologo si dividono tra l’ambito sanitario quello aziendale, mentre Ugo, 29 anni, si occupa a tempo pieno, dall’amministrazione all’accoglienza, della struttura di famiglia. 

Questa interessante realtà vitivinicola radicata nel territorio di Sciacca, ha oggi alla base un importante progetto strategico che punta alla crescita del brand attraverso diverse iniziative sinergiche che coniugano più aspetti di una stessa, caleidoscopica, realtà. 

 All’attività classica di vinificazione che si svolge in cantina, infatti, si unisce, da una parte, l’incoming all’interno di un palazzo nobiliare di proprietà di famiglia nel centro della città, le “Suite Rooms” (che presto verrà completata da una nuova attività ricettiva attualmente in cantiere all’interno della grande tenuta dove sorge la cantina) e, dall’altra, l’attività di ristorazione con il wine-bistrotLe Stranizze”, attiguo alle suites, e il ristorante all’interno della cantina stessa.

La cantina, che da sempre accoglie enoturisti e organizza degustazioni e visite guidate, oggi ha deciso di puntare ancora di più su accoglienza e ospitalità. Due i poli d’interesse: da una parte la cantina tra le campagne di contrada Ragana, con la sua cucina, dove lo Chef Christian Piazza prepara piatti della tradizione siciliana rivisitati e il progetto di ristrutturazione di 10 camere per una wine experience completa con la possibilità di organizzare anche eventi di alto livello.

Dall’altra, nel cuore di Sciacca, il ristorante Le Stranizze, in via Garibaldi, dove lo chef Calogero Puccio presenta i vini della cantina in abbinamento a piatti basati sulla territorialità e sulla tradizione marinara, e cinque Suite Rooms destinate all’accoglienza i cui nomi evocano i vini De Gregorio  nell’antico palazzo di famiglia in un’atmosfera boutique style, elegante e  raffinata in cui trascorrere le vacanze in piena libertà e massima privacy, godendo di una posizione privilegiata nel pieno centro storico, per poi essere accolti in cantina appena fuori Sciacca, immersi nella natura siciliana, con una visita guidata e degustazioni di vini.

I vini e la Doc Sciacca
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A proposito di vini, sotto la guida esperta e vigile dell’enologo è Nino Sansone sono otto le referenze prodotte di cui alcune etichette, a partire dalla vendemmia 2020, potranno utilizzare la denominazione Doc Sciacca, per rafforzare il legame e l’appartenenza al territorio. 

La cantina oggi produce circa 150 mila bottiglie. Il 70 per cento è venduto all’estero (Germania, Svizzera, Islanda, Danimarca, Belgio) e il 30 per cento Italia.I vini provengono da  vigneti  che si trovano in Contrada Ragana e in Contrada Isole Carboj e variano dai 50 ai 100 metri di altitudine sul livello del mare. La maggior parte di essi si trova lungo il corso del fiume Carboj e vicini al mare,  con suoli argillosi a reazione sub-alcalina. Il clima temperato di inverno, estati calde e asciutte, una luminosità straordinaria e una precisione quasi maniacale nelle colture, permettono alle piante, talvolta nella sofferenza, di esprimere un frutto sano e forte”ci ha spiegato  Sansone.

Noi le  abbiamo degustate in occasione del Press Day organizzato lo scorso 31 ottobre in cantina. 

LeStranizze,spumante Brut Igp  Terre Siciliane 2018 da Uve Grillo in purezza. Una bella espressione di Grillo dalle spiccate note saline. Naso fragrante e sorso vivace che chiude con piacevoli note iodate e balsamiche. 

Dragonara Grillo Doc Sicilia 2019. Naso floreale e di frutta a polpa bianca con sorso fresco e sapido. Perfetta corrispondenza gusto-olfattiva e  buona persistenza palatale. 

Bianco di San Lorenzo Doc Sicilia 2019 da uve Inzolia (55%) e Incrocio Manzoni (45%). Frutto elegante che spazia da mela alla pesca con punte di frutti tropicali. Il sorso e fine e sapido e persiste al palato grazie ad una spiccata mineralità. 

 Le Stranizze Rosato Brut Igp Terre Siciliane  2019 da uve Nero d’Avola in purezza. Un bel rosa buccia di cipolla carico dal perlage raffinato. Interessante espressione di Nero d’Avola “in abito rosa” che stupisce per l’ampio spettro olfattivo che spazia dal melograno, alle fragoline di bosco passando per note esotiche del lichi e a quelle floreali di rosa canina e viola mammola. In bocca si ritrovano fiori e frutti sorretti da un sorso sapido e minerale che lo rende persistente al palato. 

Rosa di Nero Doc Sicilia da uve Nero d’Avola 2019. Rosa buccia di cipolla. Al naso esprime note floreali di rosa e viola e fruttate di piccoli frutti rossi, come fragoline, ciliegie e ribes. In bocca il sorso è fresco e sapido e sorretto da una buona acidità che ne allunga la persistenza al palato. 

Magarìa Chardonnay Doc Sicilia 2016. Giallo oro con riflessi brillanti. Naso con eleganti notè fumè e burrose, dono della barrique, presente ma non invasiva che lascia traccia elegante e raffinata ad un sorso bilanciato da una piacevole mineralità che si ritrova anche nel finale, lungo e persistente. 

Magarìa Rosso Igp Terre Siciliane  2014 (Nero d’Avola 55 % e blend di Cabernet Sauvignon e Tannat )  Un interessante mix di uve autoctone ed internazionali. Rosso rubino intenso e naso di  spezie mediterranee che si evolvono in note tostate di caffè e cioccolato. In bocca il sorso è ricco, pieno e avvolgente ben sorretto da una buona mineralità e da un tannino elegante che lo rendono piacevolmente persistente.  

 Haris Nero d’Avola Igp Terre Siciliane 2017. Rosso rubino carico. Al naso esplode con spezie e frutti rossi che poi lasciano spazio a note di tabacco dolce , vaniglia e lievi note balsamiche.  Il sorso è elegante ed intenso e avvolge il palato con un tannino vellutato e una sapidità che lo rendono persistente con un finale impreziosito da cenni boisè, prezioso dono della barrique. 

L’azienda produce anche un olio extra vergine d’oliva, “Il mio olio”, da Nocellara delBelice (40%), Biancolilla (20%) e Cerasuola (40%). Dall’aspetto lievemente velato, di colore verde intenso e brillante.  Al naso oliva verde, erbe mediterranee, carciofi e pomodoro. In bocca denso e ricco. Adatto “ a tutto pasto” anche per condire  piatti complessi.

La proposta food

Alla degustazione è seguito un percorso gastronomico a “Quattro Mani” degli chef Cristian Piazza e Calogero Puccio.

Ad aprire il pranzo una caponata di melanzane nera e viola con cioccolato di Modica e crema di Piacentino Ennese, originale rivisitazione di un must della cucina siciliana in cui gli chef hanno trattato gli ingredienti con grande rispetto di profumi e sapori.

A seguire il polpo fritto su crema di patate rosse cipollotto e maionese al limone, sostituito nella versione veg da un tortino di broccolo sul medesimo condimento che ne ha potenziato il gusto in una perfetta armonia di sapori. 

Seguono mezzi paccheri con crema di melanzane affumicate, datterino e pinoli tostati per la gustosa proposta veg cui fa da contraltare un’arancina al sesamo nero con triglie e finocchietto selvatico e vastedda su vellutata di datterino.

Sovrano indiscusso del pranzo il raviolo con fungo porcino su vellutata di zucca gialla, ribattezzato l’autunno nel piatto per la perfetta espessione dei sapori che ci si aspetta da un piatto di stagione.

Chiude il percorso l’ova murina, un piatto tipico saccense, di origine monacale, in cui la cialda di cannolo è sostituita da una “frittatina di mandorle e cioccolato” riempita da biancomangiare ovvero crema di latte alla cannella. A rinfrescare il morso “caldo” una quenelle di gelato alla vaniglia che lo ha impreziosito in un piacevole gioco di rimandi.