Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 24 Luglio 2019

Catania: al via Cibo Nostrum, la Grande Festa della Cucina Italiana

Taglio del nastro per Cibo Nostrum, la Grande Festa della Cucina italiana, la cui ottava edizione si è svolta nella storica Villa Bellini di Catania.

La manifestazione, organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi, l’Unione Regionale Cuochi Siciliani vanta il patrocinio del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo.

Ben trecento postazioni con chef, cuochi e pasticceri provenienti da tutta Italia e dall’estero (ve ne avevamo parlato qui). A loro si sono uniti produttori agroalimentari e cantine siciliane.

Tra le novità di questa edizione c’è la “pasta alla norma”, must della cucina catanese, di cui sono state preparate circa seimila porzioni dall’Associazione Provinciale Cuochi Etnei, presieduta da Angelo Scuderi.

Si tratta di una iniziativa di solidarietà e beneficenza ispirata al tema di quest’anno della kermesse enogastronomica ovvero “prendersi cura degli altri alla quale” la città di Catania ha risposto con grande slancio ed energia” come ha sottolineato Seby Sorbello presidente FIC Promotion.

Il ricavato della serata, infatti, lo ricordiamo, andrà devoluto  al DSE – Dipartimento Solidarietà Emergenze FIC, alla Comunità di Sant’Egidio e alla Locanda del Samaritano.

Un evento di grande portata che ha richiamato migliaia di presenze provenienti da tutta Italia e dall’estero. Tra le novità gastronomiche le postazioni dedicate ad aree tematiche “grill”, “pizza” e “dolci” allestite su apecar dalle quali le preparazioni sono state effettuate in diretta.

Tra i piatti più interessanti l’arancino (per dirlo alla catanese) vulcanico omaggio all’Etna preparato con riso venere e ripieno di ricotta e crema di ciliegino confit, l’insalata di finocchio marinato nel succo d’arancia con alici e sorbetto all’arancia, il bocconcino con panelle alla menta, pesce azzurro e cipolla caramellata di Gioacchino Sensale, il panino “marino” alle alghe di mare, wurstel di calamaro, “prosciutto” di pescespada e maionese di ricci di mare di Pasquale Caliri del Marina del Nettuno a Messina.

cibo nostrum

E ancora i cestini di focaccia messinese di Laganà e le minifocacce di Francesco Arena, il macco di fave con calamari freschi, crema di pecorino e fiori eduli di Lucio Bernardi, solo per citarne alcuni.

Sempre in omaggio all’Etna la montagna di pignolata preparata dal pasticcere messinese Lillo Freni che, oltre ai classici gusti cioccolato e glassa al limone ha creato una interessante variante all’arancia.

Davvero una grande festa del cibo e della cucina italiana in cui Catania ha fatto la sua brava figura. Resta inteso, però, che, nulla togliendo alla indiscutibile bellezza della storica Villa Bellini, visto che “il primo amore non si scorda mai”, il nostro auspicio è che le prossime edizioni torneranno a svolgersi a Taormina, laddove la manifestazione è nata e da dove attinge tutta la propria energia ed identitarietà.