Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Venerdì 30 Ottobre 2020

Cilento: la storia, l’eleganza e la cucina gourmet di Tenuta Duca Marigliano

tenuta duca marigliano

A pochi passi dal sito archeologico di Paestum, sorge un gioiello di lusso, eleganza e relax tra natura incontaminata, benessere e alta cucina, curata da Chef Luigi Coppola. È Tenuta Duca Marigliano, boutique hotel di charme all’ombra dei templi degli antichi greci

La ragione per cui Tenuta Duca Marigliano è definita boutique hotel, per me c’è, ed è fondamentale. Fin da piccola immaginavo una parola “boutique” come un piccolo scrigno lussuoso, sito in un’altra dimensione, un po’ come in un Paese delle Meraviglie di Alice. E quando ho attraversato la soglia del giardino di questo hotel per la prima volta, ho avuto l’esatta sensazione di trovarmi in una favola.

Tenuta Duca Marigliano si trova all’inizio del Cilento, di fronte agli scavi di Paestum, in mezzo agli allevamenti delle bufale e produzioni agricole. Ma basta attraversare il cancello, che tutto il resto scompare e all’improvviso ci si trova in un luogo incantato pieno di verde. Qui il silenzio regna sovrano, interrotto solo dal canto degli uccellini, e il benessere totale è la parola d’ordine.

Tenuta Duca Marigliano è un gioiello di eleganza moderna piena di suggestioni storiche che fa parte dell’importante selezione d’eccellenza offerta da Dimore D’Epoca. Il palazzo  che racchiude 19 camere raffinate, un’accogliente spa con jacuzzi esterna, e il ristorante gourmet Casa Coloni,
è una dimora storica, un raro esempio di architettura locale del XIX secolo immerso nella bellezza naturale di un grande giardino mediterraneo.

Tenuta Duca Marigliano, la storia

La storia di Tenuta Duca Marigliano inizia nel 1882, data rivelata dalla facciata principale risalente all’originaria “Casa del Duca”. La dimora apparteneva al duca Marigliano Di Napoli e a sua moglie Maria Vittoria, ed era la loro riserva di caccia. Agli inizi del 1900 la famiglia Casabella ha rilevato la proprietà e ha portato con sé i coloni a vivere nella tenuta. Il 2010 è l’anno della svolta, quando la famiglia Paolino ha acquisito la dimora e ha deciso di riportare all’autentico splendore quella che era solo lo spettro fatiscente dell’antica struttura. Dopo 6 anni di lunghi e accurati restauri, nel 2016 la Tenuta Duca Marigliano diventa una luxury destination unica nel suo genere, in cui il lusso è il frutto dell’armonia tra ospitalità ricercata, cura del benessere, alta ristorazione e valorizzazione consapevole del territorio a cui appartiene. E l’arte dell’accoglienza, dove l’ospite è al cuore di un’esperienza intensa, nuova, emozionante, diventa il segno distintivo della Tenuta.

La Casa Padronale ospita dodici stanze di charme, la vicina Casa Coloni  – altre sette, ognuna è differente dall’altra, ma tutte accomunate dalla fusione perfetta dell’anima antica con il design contemporaneo. Fresche ed accoglienti, con i frammenti degli antichi affreschi sui muri, le stanze fanno pensare al relax e al dolce far niente, per dimenticare del mondo esterno. Qui il tempo scorre lento, e anche il giardino ne è testimone. Due conigli bianchi stilizzati al centro del prato conducono nel magico mondo di Duca Marigliano, invitando a distendersi sull’erba o a prendere posto in una delle alte poltrone di vimini, sotto gli alberi da frutta. E poi basta allungare la mano, che una profumata susina o una pera croccante, sembra, dicono “mangiami”.

Casa Coppola

Prendere l’aperitivo all’ombra del frutteto, sgranocchiando croccanti patatine viola, o assaporando le piccole delizie dello chef, è un vero piacere.  Gia, a Casa Coloni c’è il ristorante gastronomico guidato dal giovane e brillante chef Luigi Coppola. Lui riesce ad appagare i sensi degli ospiti a partire da amuse bouche fantasiosi che conducono, boccone dopo boccone, fino al ristorante, dove godere della sua cucina, riscoprendo il territorio e la storia dei suoi sapori, sublimandoli con una selezione di vini di pregio. Lo chef ha preso le redini della cucina sin dall’inizio, nel 2016, ma non prima di aver accumulato un bel po’ di esperienze importanti. E’ stato nelle cucine delle strutture alberghiere di Paestum con Gerardo Novi, poi a Roma, sotto la guida di Agostino Petrosino, al Crowne Plaza St Peeter’s, al Grand Hotel della Minerva, e al Ristorante I Sofà di Via Giulia dell’Hotel St George sempre a Roma, fino al Divina Commedia, piccolo ristorante in provincia di Salerno.

tenuta duca marigliano

Chef Coppola racconta: “La mia filosofia di cucina a Casa Coloni è molto basata sulla ricerca costante: non solo nei prodotti e nella materia prima, ma soprattutto nella tecnica. Gli ingredienti possono essere i soliti, sicuramente di ottima qualità, ma se combinati fra loro in modi e tempi differenti possono fare la differenza. Il mio obiettivo è far star bene l’ospite durante la sua esperienza alla mia tavola”.

La proposta gastronomica

Dunque, qui, a Casa Coloni, anche una “semplice” cena può diventare un’esperienza unica che coinvolge tutti i cinque sensi. La serata inizia con una “letterina d’amore”, ovvero, una dimostrazione di rispetto e di cura verso l’ospite. Nell’elegante busta c’è il menu cartaceo, perché fa sempre molto più piacere tenere in mano un foglio con i piatti elencati che consultare lo schermo del cellulare con il menu leggibile attraverso il QR Code. Ovviamente, è il menu “monouso” che il cliente può “prendere o lasciare” (io me lo sono tenuto). Cinque nominativi per portata, ne troppi ne pochi, ma quanto basta per avere una bella scelta senza perdersi negli elenchi interminabili.

Ci sono alcuni piatti che mi incuriosiscono più degli altri. Inizio con la finta ceviche di calamaro con peperoni verdi e limone, elegante e ricercato (mai pensato che il friggitello possa fare da perfetta spalla al delicato calamaro). Il tonno tonnato con ostrica, ravanelli e arancia colpisce per bellezza di impiattamento, per la freschezza e per l’armonia dei sapori.

I primi sono uno più attraente dell’altro. Approfittando della presenza degli amici, faccio ordinare a tutti i piatti diversi. Risotto con ortica, scalogno arrosto e la tartara di aragosta, cremoso ma leggero, è un piatto decisamente estivo. Conchiglioni con bianco (fico) di Controne, seppie e acciughe regalo i sapori decisi, forti, che si sposano bene tra loro. Non potevo tralasciare le linguine cacio e pepe con gamberi rossi e zucchine alla scapece, la tradizione romana che incontra i sapori napoletani, connubio strano, ma perfettamente riuscito. E poi, vogliamo parlare  della pasta ai tre pomodori e la scarpetta? Un piatto che riporta all’infanzia, alle abitudini casalinghi, genuino e saporito, da picchiare un pezzo di pane in un pentolino con sugo a parte.

Anche i secondi non deludono. Polpo fuor d’acqua, tra malto, frutta e verdura è spettacolare da vedere e tenero all’assaggio. Superlativo il maialino in tre consistenze con ceci, yogurt e albicocche, morbidissimo e irresistibile.

Dulcis in fundo, i dessert. Delizioso il sorbetto di mela anurca su un tortino semifreddo di lime e cioccolato, da non dimenticare anche un Bufala e le fragole, o una selezione di formaggi locali.

Lo chef ha una cura e un rispetto particolari verso i prodotti del territorio, può andare fino all’infinito alla scoperta delle piccole realtà locali che poi trasforma in chicche di gusto. Mi parla di fighi bianchi della zona, incredibilmente dolci, racconta di decine di tipi di legumi che crescono in Campania, descrive i formaggi ad uno ad uno in modo che vorrei assaggiarli tutti e subito.

La carta dei vini

Gli fa eco Claudio Tempone, sommelier e il miglior conoscitore delle cantine della zona (dice che sono 60, ed io gli credo). Ad ogni portata ha abbinato un vino speciale che non ha lasciato indifferente nessuno degli ospiti. Quando parla, trasmette tutta la sua passione e curiosità verso il mondo enologico, e non vede l’ora di farmi conoscere il suo piccolo regno: una cantina nata in una struttura a pianta circolare che risale a prima del’900, un vecchio forno dove una volta le massaie facevano il pane.

Qui ci sono circa 200 etichette che raccontano principalmente il Cilento e la Campania, ma non mancano le bollicine molto speciali, nostrane e d’oltralpe. La grande peculiarità di questo forno-cantina è la musica di Mozart che durante il giorno coccola le bottiglie, avvolgendole delicatamente con il dolce suono. Claudio afferma che Mozart sia più adatto per conservare il vino nelle migliori condizioni e non stressarlo. Non so cosa pensano le bottiglie, ma io ho trovato l’ambiente musicale affascinante e rilassante.

La colazione nella Tenuta Duca Marigliano

Anche la colazione nella Tenuta Duca Marigliano è un’esperienza a parte. Con la bella stagione la si fa all’aperto, sull’erba del giardino in compagnia di due conigli bianchi. Tutto quello che viene dal forno, è prodotto in loco. L’arte della panificazione è rinata sotto la guida di chef Coppola che, sperimentando con le migliori farine, realizza internamente numerose varietà di pane, brioche, torte, e anche la piccola pasticceria. Infatti, dice: “molta attenzione la dedichiamo ai lievitati che accompagnano i nostri ospiti dalla colazione alla cena, ogni prodotto è realizzato con lievito madre, ottenuto dalla fermentazione delle bucce del nostro frutteto”.  È qui, nel suo forno, nasce anche il pane alle ghiande raccolte nel giardino della tenuta: specialità esclusiva del ristorante. Particolare, pieno di effetti benefici, delizioso. 

tenuta duca marigliano

Yogurt di bufala fatto in casa, formaggi e salumi dalle aziende che distano pochi chilometri, uova biologiche –  questa colazione, accompagnata da un servizio impeccabile, ma molto easy, non poteva essere più salutare, piacevole e rilassante. E quindi, dopo un ultimo caffé, ho fatto qualcosa di insolito: invece di andare via, mi è venuto naturale sdraiarmi nel giardino con un libro, cercando di prolungare quel raro senso di benessere.

Info utili

Tenuta Duca Marigliano Boutique Hotel

Via Tavernelle, 86 – 84047

Capaccio Paestum – Salerno

info@tenutaducamarigliano.it

+39 0828 721297

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