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Cucchi, 90 anni nel cuore di Milano

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Pasticceria Cucchi festeggia 90 anni: la storia dello storico locale di Corso Genova, tra pasticceria, cucina, aperitivo e nuove proposte.

Entriamo da Cucchi e cerchiamo subito dei riferimenti, dettagli che hanno accompagnato la storia della pasticceria, come gli arredi degli anni Cinquanta che sono ancora quelli, il bancone che impone la sua presenza in sala, mentre ai tavoli già si alternano colazioni, incontri di lavoro, pause, aperitivi. Ma ci colpisce soprattutto una cosa: l’età del locale si vede negli arredi, molto meno nelle persone che lo frequentano. Accanto ai clienti abituali, oggi c’è un pubblico più giovane, arrivato per occasioni diverse rispetto alla classica colazione in pasticceria. È un primo indizio di come Cucchi abbia continuato a trovare spazio nelle abitudini dei milanesi. Tra format e arredamenti modaioli, ci sembra il caso di approfondire.

Nel 2026 l’insegna di Corso Genova compie novant’anni. La storia comincia nel 1936, quando Luigi e Vittorina Cucchi aprono un caffè concerto. Musica e gastronomia attirano artisti, intellettuali e protagonisti della vita culturale milanese. La Seconda guerra mondiale distrugge il locale, che viene poi ricostruito e avviato verso la forma di pasticceria che conosciamo oggi. Da allora Milano è cambiata più volte. Sono cambiate le strade, i quartieri, il modo di lavorare e quello di trascorrere il tempo libero. È cambiata anche la ristorazione, diventata negli ultimi anni molto più ampia e competitiva. Per un’insegna storica, arrivare a novant’anni significa quindi avere saputo prendere decisioni concrete lungo il percorso e l’ingresso della famiglia Monti, ristoratori milanesi da oltre cinquant’anni, ha sicuramente aperto una nuova fase.

Negli ultimi anni Cucchi ha ampliato le occasioni di consumo: al servizio di caffetteria si sono aggiunti pranzo, bistrot, enoteca, aperitivo, brunch e cene conviviali. Sono cresciuti anche la presenza digitale e l’e-commerce. Durante la nostra visita vediamo con chiarezza gli effetti di questo cambiamento. Cucchi non vive più soltanto nelle ore della colazione o della merenda, ma accompagna momenti diversi della giornata e intercetta clienti con esigenze differenti. Notiamo subito che la proposta gastronomica si è adeguata di conseguenza. I prodotti storici restano disponibili, mentre cucina e bar hanno sviluppato una proposta più ampia. Inoltre, per il novantesimo anniversario, dal 17 settembre per un mese, arriva un menu dedicato che comprende dolci, piatti salati e cocktail.

I nostri assaggi

Tra le novità proviamo L’Oro di Milano, croissant allo zafferano con cuore cremoso di riso al latte, arancia candita, rum e vaniglia. Il riferimento alla città è esplicito, ma il risultato è un dolce da colazione di grande immediatezza, favorito dalla felice intuizione di unire zafferano, crema e agrumi, in un accostamento tanto semplice quanto riuscito. Più articolata L’Eredità, con croccantino al cioccolato bianco e riso soffiato, pan di Spagna, cremoso al cioccolato bianco, gelée alla fragola e mousse alla vaniglia. Una preparazione che porta la pasticceria verso una costruzione, stavolta, più contemporanea, fatta di consistenze e temperature differenti.

Tra le proposte salate assaggiamo La Brioche di Stagione, con verdure grigliate, cream cheese e rucola, e Il Morbido di Cucchi, panino al latte con fesa di tacchino, salsa cocktail e pomodori: sono due proposte semplici che immaginiamo ideali per una pausa informale. Più interessante, per noi, La Meneghina a modo Nostro, un’arancina all’ossobuco milanese servita con fonduta di Parmigiano, pistilli di zafferano e salvia fritta. L’ossobuco condensa tutto il gusto riconoscibile della tradizione milanese, mentre la crosticina dell’arancina, si sa, è goduria allo stato puro. La fonduta non appesantisce affatto, mentre lo zafferano torna come filo conduttore, con la salvia fritta che chiude il boccone con una sferzata balsamica. Ci è piaciuto perché prende due riferimenti molto riconoscibili della cucina italiana e milanese e ne fa altro, senza che il legame con la tradizione vada perso.

Al bar assaggiamo il Rubino Spritz, con lampone, Prosecco, Select, lime e arancia, e un Virgin Blush, versione analcolica con gin 0.0, lime, purea di lamponi e tonica. Continuiamo a guardarci intorno e non mancano i marchi di fabbrica Cucchi: la crostata con crema e lamponi, nata nei laboratori della pasticceria, il budino di riso e il panettone artigianale, prodotto durante tutto l’anno seguendo una ricetta tramandata nel tempo.

Ed è qui che il novantesimo anniversario ci porta a una riflessione più ampia. Una pasticceria può conservare gli arredi, le ricette, il nome, più difficile è conservare la capacità di interessare il pubblico.

«La storia non può essere considerata una garanzia per il futuro. È il punto da cui continuare a costruire. Questo significa investire nelle persone, nella qualità, negli spazi e nell’innovazione, ma anche avere la capacità di mettersi continuamente in discussione e capire come rimanere attuali senza perdere la propria identità».

L’obiettivo, in questa prospettiva, non è arrivare al centenario semplicemente conservando ciò che è stato costruito, «è arrivarci con un Cucchi ancora vivo, contemporaneo e profondamente milanese. Non un luogo frequentato soltanto per ricordare com’era, ma per quello che è diventato».

La stessa logica riguarda l’offerta. Innovare, per la famiglia Monti, non significa cambiare tutto, ma sapere innanzitutto che cosa non deve cambiare. Ricette, gesti, sapori e rituali che appartengono alla storia del locale vengono considerati un patrimonio da proteggere. Allo stesso tempo, però, Cucchi non vuole diventare un museo. Da qui la scelta di sperimentare nuovi prodotti, collaborazioni, eventi e occasioni diverse per vivere il locale.

«La cosa che ci fa più piacere è vedere generazioni diverse sedute agli stessi tavoli», spiegano. E il passaggio successivo è quasi naturale: fare in modo che il pubblico di ieri possa portare con sé quello di domani. Oggi chi entra per la prima volta può arrivare per un’occasione contemporanea e scoprire che dietro quel nome c’è un’attività che esiste da novant’anni.

È una distinzione importante: l’obiettivo non è cercare di diventare qualcosa di diverso per intercettare i giovani, ma riuscire a essere contemporanei e fedeli a sé stessi. È un problema concreto per molte insegne storiche, soprattutto a Milano, dove ogni anno arrivano nuovi ristoranti, cocktail bar, pasticcerie e format. Per questo il novantesimo compleanno di Cucchi ci interessa anche come osservatorio sul futuro delle attività storiche. Quali investimenti saranno necessari per arrivare al centenario? Quali innovazioni avranno davvero prodotto valore? E quali elementi dovranno invece rimanere intatti? La risposta concreta della famiglia Monti sembra essere nel mezzo: conservare ciò che rende Cucchi riconoscibile e, allo stesso tempo, continuare a sperimentare. E intanto, a Corso Genova, il lavoro continua. Si ordinano caffè e dolci, arrivano i piatti dalla cucina, il banco si riempie e si svuota. Dunque, non conservare un luogo esattamente com’era, ma fare in modo che abbia ancora un motivo per essere vissuto.

Info utili

Pasticceria Cucchi
Corso Genova, 1 20123 Milano
+39 02 8940 9793
Aperto tutti i giorni, 7.30 – 21.30
Sito

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