Magazine di ristorazione e itinerari enogastronomici • Mercoledì 14 Aprile 2021

Dalla penisola sorrentina agli Stati Uniti: Casa Don Alfonso sbarca a Saint Louis

casa don alfonso

Così insegniamo agli americani la vera cucina napoletana“. Con queste parole Mario Iaccarino si prepara a sbarcare in America, all’interno dell’hotel Ritz Carlton di Saint Louis, con il suo ristorante Casa Don Alfonso.

Sapere stare al passo con i tempi, mantenendo però ben salde le tradizioni è una delle sfide maggiori per il comparto della ristorazione e Mario Iaccarino, secondogenito di Livia e Alfonso, fondatori del rinomato Ristorante Don Alfonso, orgoglio della penisola sorrentina, lo sa bene.
La recentissima apertura di Casa Don Alfonso in America all’interno dell’hotel Ritz Carlton di Saint Louis, dopo le aperture di  Toronto, Nuova Zelanda e Macao, rappresenta motivo di orgoglio per Mario e tutto il suo staff che hanno lavorato alacremente a quello che oramai è diventato un brand internazionale da esportare in tutto il mondo per fare sentire ovunque gli ospiti come a casa propria, coccolati e viziati a ogni longitudine.

Mario, come e quando hai ideato il progetto di aprire Casa Alfonso negli Stati Uniti?

Il progetto è nato due anni e mezzo fa, quindi nel 2018. L’intento è quello di ricreare, anche negli Stati Uniti, l’atmosfera intima e conviviale che contraddistingue il nostro modo di fare ristorazione. Quindi mi sono messo subito al lavoro con la mia squadra di 25 persone per dare vita a “Casa Don Alfonso”, una versione per così dire più “casual” rispetto alla casa madre di Sant’Agata dove far rivivere e riassaporare i sapori della cucina della nonna, un recupero delle origini, un modo per preservarle e farle conoscere a tutti.

Quali le portate in menu che i clienti maggiormente apprezzano?

Il menu contempla una ventina di piatti. Si va dalla classica pasta e patate, ai maccheroni al gratin, al Vesuvio di rigatoni alla pizza rigorosamente con lievito madre. Nella preparazione dei piatti gioca un ruolo chiave la ricerca delle materie prime importate (olio extravergine di oliva, pasta di Gragnano, pomodorini del Vesuvio, acciughe di Cetara e via dicendo).
Quella del Centro America, è una clientela assettata di italianità e noi cercheremo di educare gli americani a mangiare italiano in modo autentico.

L’ispirazione mediterranea che si rispecchia nei piatti in menu, si evidenzia coerentemente anche nello stile con cui il locale è arredato, a cosa vi siete ispirati?

L’ispirazione nasce dall’idea di perseguire quello stile proprio delle antiche case napoletane nobiliari con le maioliche in cucina e le pentole di rame ma anche dalle tipiche “domus” pompeiane, antesignane della cucina a vista che abbiamo inserito nel locale, impreziosito da ampi arazzi e dove non poteva mancare il classico forno delle pizze, emblema della napoletanità nel mondo.

Quanto la diffusione della pandemia, ha inciso sulla logistica e sulla tempistica dello sviluppo del progetto?

Senza dubbio, la pandemia ha rallentato i tempi di apertura rispetto a quanto previsto inizialmente ma gli imprevisti non mi hanno mai spaventato e mi sono quindi rimboccato le maniche e grazie al supporto della tecnologia, ho coordinato il tutto con riunioni in remoto, con i miei collaboratori collegati da ogni parte del mondo. Che dire forse la più grande sfida per chi come me, nato negli anni’70, non avrebbe mai immaginato di portare a termine un progetto facendo a meno della presenza fisica ma non si finisce mai di imparare!

Quale la sfida più grande?

La sfida più grande è stata senza dubbio quella di riuscire a trasferire alla brigata multietnica che lavora in cucina la nostra tradizione che è qualcosa che ha profondamente a che fare con un’educazione familiare che mette il cliente al primo posto e che non trascura una accurata ricerca del territorio in cui si opera.

State lavorando a pieno regime al momento?

Al momento qui in America, grazie all’avanzamento della campagna vaccinale, i ristoranti sono aperti a pranzo e cena e consentono il 70% della capienza, stiamo quindi riscontrando una buona affluenza. Ci possiamo sì dire soddisfatti del traguardo raggiunto ma non ci rilassiamo mai, è presto per cantare vittoria e noi a testa bassa continuiamo a lavorare per garantire ai nostri clienti il meglio come abbiamo sempre fatto, guardando avanti con fiducia e ottimismo.

Info utili

Casa Don Alfonso
Indirizzo: 100 Carondelet Plaza, Clayton, MO 63105, Stati Uniti
Casa don Alfonso (casadonalfonsostlouis.com)