Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Lunedì 10 Dicembre 2018

Estate romana, fuori è meglio!

Dove mangiare all’aperto nella Capitale con la bella stagione. Da nord a sud, dalla campagna al mare, passando naturalmente per il centro città

di Belinda Bortolan (@bibirio)

Cosa ci faccio in casa con questo bel sole? È la domanda che si fanno i romani quando esce uno spicchio di sole anche se si è in pieno inverno. E così, quando le giornate si allungano e l’aria si scalda, il desiderio di stare all’aria aperta e di crogiolarsi al sole diventa un’esigenza profonda e ci si chiede dove andare. Non è importante quanto spazio un locale abbia a disposizione, se un piccolo metro quadro o un magnifico giardino: ciò che importa è essere fuori, meglio se con un bicchiere in mano e spilluzzicando tapas o quello che offre il posto. Così il tormentone di ogni estate è: dove posso andare a mangiare per pranzo o cena, stando fuori, in locali che possano avere un ottimo rapporto qualità/prezzo? Ecco quindi un percorso che dal nord di Roma ci conduce fino al mare, dove poter andare e, ancora, ritornare.

Partiamo dalla Tenuta della Riserva Naturale della Marcigliana: detto così sembra in una remota campagna, in realtà a 5 minuti in macchina da Porta di Roma si cambia radicalmente scenario e ci si trova immersi in cento sfumature di verde. Qui è appena stata aperta la fascinosa BoMa Country House con il suo ristorante 532 Restaurant Grill, a cui si arriva seguendo facilmente una strada bianca e che ci accoglie come una avvolgente magione di campagna americana. Appena si arriva al casale, immediatamente ci si sente a casa: si viene condotti sulla veranda dalla quale si ammirano il parco, la piscina e il meraviglioso panorama. Le proposte del menu sono semplici e ruffiane, strutturate per il patron Stefano Nucci, già uomo della moda italiana, dallo chef stellato Riccardo Di Giacinto affiancato per la sala dal formatore Enrico Camelio, che ha individuato il carattere informale del servizio: materie prime del territorio sono alla base dei piatti come le polpette con la ricotta della Marcigliana, il maialino croccante, l’agnello della Marcigliana, dolce finale con il ciambellone caldo con zabaione e la creme brulè alle fragole.

532 Restaurant Grill - Bufalotta

532 Restaurant Grill – Bufalotta

Proseguendo verso il centro, bello e appena aperto, è il dehor di Madeleine Salon de Gastronomie: questo ristorante/bar/mixology accogliente e curato in ogni particolare, è aperto dalle otto del mattino alle due di notte. Qui si può cominciare la giornata con uno dei cornetti più buoni della capitale, si prosegue con aperitivi e pranzo veloce (baguette con l’astice o una fresca insalata o un piatto del giorno come la zuppetta di pesce) e si prosegue fino a sera tra i cocktail del bar tender Federico Leone e cene curate dai giovani chef Daniele Ladaga e Simone Ballicu (tra i loro piatti citiamo il krapfen con scampi marinati al lime, il cappellaccio de la maison burro, alici e broccoletti, l’agnello su vellutata di fave e menta. Irrinunciabili i dolci sia quelli di ispirazione francese che quelli di territorio: dalle Madeleine calde ai macarons che cambiano gusto al cambiare delle stagioni, al semifreddo al mandarino, alla cartelletta di meringa al limone.

MADELEINE - DEHOR PRIMAVERA 2016

Madeleine – Prati

Il cammino ci porta poi verso il centro, dove nella storica piazza Morgana, in pieno centro, ci si incontra per condividere uno spaghetto alle vongole e zucchine nel dehor della Taverna degli Amici: un classico, un must da veri romani amanti del genere. Così come pure da Flavio al Velavevodetto: tradizionale ristorante romano situato “sotto e sopra” il monte dei cocci, il cui cortile sembra la scenografia di un’operetta e si mangia tra il cortile, la terrazza e i balconcini, una corretta e gustosa coda alla vaccinara, polpette in tutte le salse e tante verdure, come la cicorietta di campo che non manca mai e qualche proposta di pesce per soddisfare tutti i palati, in abbinamento a una vasta selezione di bollicine nazionali, che ora sono in espansione nelle tavole italiane. Ci spostiamo lungo via Ostiense e ci fermiamo da Modo, un luogo che mette al centro del suo concept il processo creativo, la manualità di cuochi e barman, le buone “maniere” della sala. Ed è in “modo” piacevolissimo che si possono trascorrere qui giornate intere, senza muoversi, sedendosi fin dai primi caldi nei tavoli all’aperto, sotto gli alberi secolari, nella piazzetta (da loro stessi creata al posto di un parcheggio!) su via Ostiense o nella terrazza posteriore. Aperto dall’ora di colazione a tarda notte, accoglie gli ospiti con ottimi dolci, selezioni di prodotti dalla gastronomia, perfetti per una pausa gourmand, dalle 10.00 del mattino fino alle 23.00. Offre la possibilità (oltre al normale servizio di pranzo e cena) di gustare un rilassato brunch domenicale ammirando gli chef al lavoro. Infatti qui tutto è a vista, dato che la trasparenza è considerata un valore ed è garante della qualità.

Flavio_Terrazza

Flavio al Velavevodetto – Testaccio

Alla Garbatella ci piace invece fermarci a La Maisonette – Ristrot, un locale che unisce il concetto di ristorante e di bistrot, a opera di due fratelli Alessandro e Susanna Scipione (lei è anche la chef del locale) e del loro socio Popa Ion Petrica. Questa sosta sarà piacevolissima grazie al loro bellissimo giardino, ove si può mangiare, prendere un aperitivo o bere dopo cena un ottimo cocktail: il ristrot, appunto, che ha da una parte la sostanza del ristorante e dall’altra l’allegria di un bistrot, dove soffermarsi con gli amici. Tra le proposte del menu estive ricordiamo la chevice di capesante, il fritto di calamaretti con maionese di latte di cocco, le fettuccine al ragout di faraona, la sella di maialino da latte con crema di patate affu- micate e una deliziosa cheese cake.

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La Maisonette – Garbatella

Si ritorna verso Monteverde in direzione Eur e qui è d’obbligo fermarsi da Momò Republic: una splendida villa palladiana di inizio secolo scorso dotata di un suggestivo giardino privato, in cui è stato dato vita a uno dei primi, bellissimi, spazi polifunzionali della capitale. Quasi un parco con ampi spazi illuminati dal calore di lumi e candele, con arredi rigorosamente bianchi che invitano a trascorrere delle morbide serate un po’ oniriche dove non è raro vedere saltellare i conigli, lasciati vivere liberamente. Ottimi cocktail e piacevolissime cene (dove il pezzo forte è la griglia a vista) scandiscono i tempi della vita del locale (aperto anche per il pranzo a buffet e, da poco, per le colazioni).

Nel triangolo metafisico dell’Eur, sotto i grandi spazi della bellissima architettura razionalistica, ci si può fermare al Geco, un ristorante che per la sua collocazione e struttura interna, ricorda i bellissimi ambienti citati anche nel celeberrimo film di Fellini “La dolce vita”, dove Marcello Mastroianni si perdeva frastornato dalla bellezza straordinaria di questa nuova “città” fatta di alte colonne e linee geometriche che ne disegnano le grandi strutture. All’esterno del Geco, vi accoglie un ampio spazio coperto da grandi ombrelloni che formano un dehor ove rilassarsi, sia facendo una colazione che sorseggiando un drink prima di testare la cucina, che propone piatti espressi di ottima esecuzione specialmente con i classici, e una larga offerta di dolci che arrivano dalla pasticceria tutta fatta in casa. E perchè no, alla fine si rimane a degustare un distillato e a fumarsi anche un “puro Cubano” senza essere “infastiditi” dai non fumatori.

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Geco – Eur

Ma se si ha voglia di mare e respirare una sana aria carica di iodio e farsi del bene con i classici della cucina marinara, abbiamo due tappe, il Blu a Fregene e il Gambrinus a Castel Fusano. Il Blu è uno stabilimento balneare che ci fa viaggiare in luoghi esotici: con il suoi bianchi pergolati e i suoi divani che guardano il mare, è perfetto per festeggiare ogni “Por do sol” (il tramonto) con un brindisi, per poi proseguire fino a notte, con le proposte di pesce della cucina, sempre freschissime. Aperto da colazione a notte, è un bellissimo modo per sentirsi a Formentera rimanendo sul litorale romano.

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Blu – Fregene

La seconda tappa, scendendo verso sud, è al Gambrinus di Castel Fusano. Qui, oltre che essere lo storico e bellissimo stabilimento balneare da frequentare durante la stagione estiva, è piacevole andarci anche per un caffè, un aperitivo o per il lunch, seduti sulla bella e confortevole terrazza del ristorante, da dove si gode una bella vista del mare filtrata da un verde prato all’in- glese. Si aspettano al sole, per prendere la tintarella, o all’ombra sotto gli ombrelloni, le proposte gastronomiche supersemplici di Marco lo chef che non crea, ma esprime al massimo quei piatti che molti giovani chef snobbano ma che rendono felici chi ama la tradizione, come i lussuriosi e grandi piatti di soutè di cozze e vongole con crostoni di pane tostato, insieme agli antipasti di mare, le paste costruite con ragù di pescato, i fritti perfetti per cottura e i pesci cotti in diversi modi, come il sarago o branzino alla cacciatora innaffiato da un tosto Riesling Renano. Una goduria tale che si finisce di pulire il piatto facendo la scarpetta.

Visto che il mare è sempre nei sogni di tutti, con un po’ più di tempo a disposizione, è bene allungarsi fino ad Anzio dove, una volta arrivati al porto, c’è Alceste al Buon Gusto, storico ristorante che ha tracciato un percorso gastronomico personalissimo creato dal patron Gino, tutto a base di pesce “vivo”. Qui si è praticamente in mare! La terrazza con i tavoli esterni è sopra il bagnoasciuga, a volte le onde quasi ne lambiscono la struttura. La sala interna ha vetrate su tre lati e questo la rende luminosa e accogliente. Questo luogo vale una sosta per la combinazione di piaceri: stare all’aperto accarezzati da un vento tiepido e al sole con “i piedi in acqua”, godendosi un infinità di straordinari antipasti che escono dalla cucina senza soluzione di continuità, piacevolissimi per invenzione e accostamenti realizzati dalla fantasia di Gino, che è anche lo chef, è senza prezzo. I golosi di dolci qui troveranno il paradiso creato dalla sorella Maria Elena: a fine pasto arrivano delle ciambelle calde, appena fritte.

E questo è solo l’inizio…

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Alceste al Buon Gusto – Anzio