Domenica 19 luglio 2026 a Sutrio, nei prati dello Zoncolan, si celebra la tradizione rurale tra piatti e prodotti tipici per un pranzo o un picnic a km zero, i giochi di una volta e le passeggiate alla ricerca delle erbe selvatiche. Una giornata in libertà da non perdere, per chi è in vacanza all’avventura tra le dolci colline e le vette maestose del territorio rinomato anche per il Giro d’Italia.
In estate è il paradiso degli escursionisti e dei ciclisti. Una terra famosa anche per la durissima salita del Giro d’Italia e ideale per chi cerca passeggiate panoramiche per tutti i livelli, di malga in malga, dove scoprire i sapori più tradizionali. E proprio tra cascate, canyon e laghi d’alta quota della Carnia, rinomata per i suoi tracciati più dolci delle colline e le vette maestose del Parco naturale delle Dolomiti Friulane, torna nel borgo montano di Sutrio (Udine), la tradizionale festa della fienagione Fasin la mede (che in dialetto locale vuol dire “Facciamo i covoni di fieno”).
L’appuntamento è ai piedi del monte Zoncolan, tappa mitica della storica gara in sella nostrana, gettonatissima da bikers italiani e stranieri, domenica 19 luglio a partire dalle ore 9:30. Un’inconsueta kermesse per ricordare, e soprattutto, far conoscere alle ultime generazioni e ai turisti, uno dei più diffusi fra gli antichi lavori d’alta quota: la fienagione, con la falciatura dell’erba e la composizione di grandi covoni di fieno. Un compito che tradizionalmente appartiene al mondo femminile e che verrà riproposto da gruppi di donne del luogo abbigliate in modo autentico, ma affiancate, per l’occasione, da uomini e bambini in costume tipico locale.


Per tutta la domenica nei prati della località Suart (facilmente raggiungibili dal parcheggio) si insceneranno le varie fasi della fienagione: gli uomini (i setors) taglieranno l’erba con la falce; le donne (le vores) sparpaglieranno il fieno, per poi raccoglierlo in altissimi covoni (la mede) e, a mezzogiorno, fermarsi all’ombra per rifocillarsi con la immancabile cjacule, il rustico pranzo al sacco del mondo rurale, racchiuso in un grande fazzoletto di tela a mo’ di sacchetto.
Tutti saranno invitati a partecipare a questi momenti, con una particolare attenzione rivolta ai bambini, che verranno coinvolti in giochi di una volta come le corse campestri. Un’occasione da non perdere, se ci si trova in vacanza nel territorio, per trascorrere una speciale giornata di libertà, relax e divertimento nella natura, scoprendo antichi usi e costumi legati all’economia e al sostentamento del luogo.
Ma non finisce qui: a Fasin la mede si potrà curiosare tra gli stand di un Mercatino agroalimentare e artigianale e deliziare il palato nei punti ristoro allestiti in loco, a cura dei ristoranti locali, per gustare piatti ispirati alle ricette dell’indimenticabile chef carnico Gianni Cosetti.

Su tutti, il frico con polenta e cappucci con le frìcis, pietanza rustica e avvolgente che unisce la golosità del tortino di formaggio e patate, la dolcezza della polenta, la freschezza dei crauti (cappucci) e il tocco croccante delle cotiche di maiale (lis fricis); ancora, i cjarsons (una sorta di raviolo dalla forma allungata, il cui ripieno si distingue per un inconfondibile contrasto tra sapori dolci e salati); e poi, vari tipi di dolci, lo sciroppo di sambuco e i frutti di bosco. Per respirare ancora di più l’atmosfera agreste, saranno messi a disposizione coperta, cestino e cjacule, dove riporre i piatti o i gustosi prodotti della tradizione a km zero acquistabili sul posto, per il proprio picnic personalizzato. In programma, sempre domenica, la Mostra delle erbe spontanee a cura del Maestro Domenico Molfetta e delle Camminate con Ursula Puntel, per imparare a riconoscerle e comprenderne gli utilizzi e i segreti.
Il consiglio per vivere a pieno la festa, è di alloggiare nell’Albergo diffuso di Sutrio. Ricavate dalla ristrutturazione di antiche case del paese, sono oltre 30 le dimore disponibili, dislocate nel borgo tra vicoli lastricati e archi secolari, per una vacanza alla scoperta del territorio, che abbia il sapore dell’autenticità, già nel luogo in cui si pernotta. La località, rinomata per la sua architettura alpina e la storica tradizione di intaglio del legno, è il punto di partenza ideale per passeggiate a fondo valle o per fare trekking sullo Zoncolan (a meno di 10 chilometri), come anche per delle escursioni a cavallo, in MTB o in e-bike, un tipo di sella che mette tutti d’accordo. Dove fare il carico di energie? A tavola all’Osteria Da Alvise, al Rifugio Tamai, a La Colonia – Braceria e Cucina a km zero e da Mister Zoncolan.
