Magazine online di enogastronomia, ristorazione e ospitalità • Domenica 22 Ottobre 2017

FICO: la Disney World del cibo

Si chiama Fabbrica Italiana Contadina e sorgerà ufficialmente il 4 ottobre 2017 a Bologna: un immenso parco tematico dedicato alle eccellenze delle filiere agroalimentari della Penisola

di Francesco Gabriele (francesco@mangiaebevi.it)

Bologna “la grassa” tanto grassa non sarà più. Il capoluogo emiliano, così conosciuto per una tradizione culinaria a dir poco opulenta – basti pensare a lasagne mortadella e grana padano – è pronto a rilanciare il suo brand gastronomico nel mondo grazie a FICO, acronimo ammiccante di Fabbrica Italiana Contadina, il progetto targato Eataly World chiamato a valorizzare e riorganizzare la vastissima area del CAAB, il centro agroalimentare cittadino, in soldoni il mercato comunale di frutta e verdura all’ingrosso, facendo nascere al suo interno quello che sarà un autentico parco divertimenti del cibo e della biodiversità.

Un unicum senza precedenti, un monumento proattivo alle filiere dell’agricoltura e dell’allevamento già definito l’erede naturale e permanente di Expo, ma che rispetto all’Esposizione Universale punterà esclusivamente sul Made in Italy, mettendo in mostra il patrimonio impareggiabile, la varietà e l’abbondanza che solo i territori e i produttori nostrani sanno offrire.

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DAL FORCONE ALLA FORCHETTA

Questo lo slogan scelto per lanciare FICO, che non sarà una semplice fiera del food ma una vera e propria esperienza formativa per adulti e bambini. I visitatori potranno infatti ammirare e vivere in prima persona tutte le fasi di lavorazione delle materie prime, apprezzandone il processo che dalla terra le porta fin dentro il piatto.

Prendiamo ad esempio il caso della pasta: ci sarà un campo con una dimostrazione di raccolta di una specifica varietà di grano duro; poi ci sarà un mulino, perché con quel grano si andrà a fare la farina; quindi il pastificio, con la trasformazione nel prodotto finale. A questo punto della “catena” entrerà in gioco il format Eataly per la vendita: tutte le paste italiane d’eccellenza saranno così a disposizione del pubblico in un negozio e pure in un ristorante, dove le si potranno gustare in ogni loro ricetta e variante.

Una dinamica espositiva ed esperenziale che si ripeterà per tutte le filiere agroalimentari, dando vita a uno straordinario progetto di educazione alimentare e a un’immensa Disney World della cucina tricolore.

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NUMERI DA KOLOSSAL

Il parco tematico potrà contare sull’intera superficie del CAAB, pari a circa 80.000 metri quadrati. Di questi, 10.000 saranno occupati da campi agricoli e di allevamento, 9.800 da botteghe artigiane tradizionali e da un mercato biologico e 4.000 da un centro congressi destinato a eventi aziendali (conferenze, meeting e team building) e da altri spazi polifunzionali che accoglieranno incontri e tavole rotonde. 6 milioni fra italiani e stranieri sono i visitatori attesi ogni anno in media, «e 500.000 vorremmo fossero bambini» come da auspicio del patron di Eataly, Oscar Farinetti.

Verranno poi coinvolti 100.000 studenti con attività e workshop nelle 10 aule didattiche dedicate alla scoperta delle filiere agroalimentari. 25 infine i punti ristoro fra ristoranti e chioschi di street food, per un totale di circa 2.000 aziende rappresentate3.000 posti di lavoro creati.

Menzione d’obbligo anche per i 44.000 pannelli solari installati sul tetto della struttura: il più grande impianto di fotovoltaico sul coperto al mondo con ben 16 megawatt di energia.

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IL MEGLIO DEL MADE IN ITALY

40 invece le aziende agroalimentari ed i consorzi scelti per dare sfoggio delle eccellenze dello Stivale: sono le Fabbriche Italiane Contadine, il cuore pulsante di FICO.

A rappresentare il mondo della carne, delle uova e del pesce saranno il Prosciutto di Parma di Ruliano, i salumi calabresi di Madeo, i salumi di cinta senese di Savigni, la mortadella di Bologna dell’omonimo Consorzio con Alcisa, i salumi della Bassa parmense di Antica Ardenga, la carne di Zivieri e di La Granda, le uova di Eurovo e il pesce di Lpa Group.

La filiera lattiero-casearia vedrà protagonisti il Consorzio del Parmigiano Reggiano e quello del Grana Padano, Granarolo e i formaggi freschi di Mambelli. La produzione di cereali passerà da due mulini – per la semola, di Selezione Casillo, e per la farina, del Forno di Calzolari (che produrrà anche pane e prodotti da forno) – e si svilupperà con la pasta secca all’uovo della Campofilone, la pasta fresca della start up Sfogliamo, la pasta di Gragnano del Pastificio Di Martino, il riso di Grandi Riso.

Ortofrutta e conserve conteranno sulla frutta in barattolo di Roboqbo, le patate di Pizzoli, i tartufi Urbani, le spezie di Elika, i sughi della Dispensa di Amerigo. Il vino sarà opera di Cevico, la birra di Baladin, l’olio di Roi.

Grande spazio pure per i dolci con il cioccolato di Venchi, il gelato Carpigiani, il miele Conapi, il caffè Lavazza, i confetti William Di Carlo, le caramelle Fallani, la liquerizia Amarelli, la pasticceria Palazzolo e il panettone Balocco.

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