Dal Piemonte alla Puglia, lo Stivale a tutto gusto, esplorando città d’arte e paesaggi mozzafiato.
Un viaggio all’insegna del gusto e delle tradizioni a tavola, nel lungo weekend di Pasqua, che quest’anno si festeggia domenica 5 aprile. Una vacanza per immergersi nelle prelibatezze dolciarie, tra uova di cioccolato e colombe, ma anche per assaporare specialità della tavola mentre si esplora una città d’arte o dei paesaggi suggestivi, approfittando di qualche giorno di riposo e dei primi soli (si spera) primaverili. Da Nord a Sud, sono tante e tutte invitanti le fughe gastronomiche da prenotare. Ecco alcune idee.
In Piemonte, tra i sinuosi versanti delle Langhe (colline patrimonio UNESCO), lo chef Michelangelo Mammoliti firma la destinazione più celebrata dell’anno: La Rei Natura, recentemente insignito con le 3 Stelle Michelin, all’interno de Il Boscareto Resort & Spa a Serralunga d’Alba. Una cucina che diventa espressione della natura, della memoria e dell’istinto, con una marcata centralità dell’elemento vegetale. Attraverso percorsi degustazione che uniscono viaggio ed emozione, il ristorante offre un’esperienza gastronomica immersiva, profondamente legata al territorio, all’orto e alla serra di proprietà.

Per chi invece predilige una visita in città, ecco Torino, capitale sabauda dall’atmosfera parigina, e la sua scena culinaria in costante evoluzione. In centro, a pochi passi da piazza Vittorio, si trova Azotea, ristorante in cui la cucina nikkei, tra Perù e Giappone, dello chef Alexander Robles incontra la mixology del bar manager Matteo Fornaro. Tra stile Liberty e skyline contemporaneo si cambia registro con Opera Ingegno e Creatività, negli spazi utilizzati in passato come foresteria del Santuario di Sant’Antonio da Padova. Chef Stefano Sforza, oltre alla carta, propone due percorsi degustazione, oltre a un menu vegetariano dedicato, a cadenza stagionale. Chiude l’itinerario gastronomico Sestogusto, luogo in cui l’idea di pizza contemporanea del lievitista Massimiliano Prete, costruita su ricerca, studio e cinque impasti identitari, è stata riconosciuta tra le migliori al mondo dalla guida internazionale 50 Top Pizza World.

Sconfinando in Lombardia, nell’Oltrepò Pavese, si trova Golferenzo, piccolo comune rinato con l’arrivo dell’albergo diffuso Il Borgo dei Gatti, primo certificato dalla Regione Lombardia. Qui gli ospiti possono godere di due ristoranti, una bottega di prodotti alimentari e una spa.
In Veneto non può mancare una tappa nella città simbolo dell’amore shakespeariano: Verona. A Palazzo Soave si intrecciano storia e ospitalità al ristorante Iris – 1 Stella Michelin – guidato dallo chef Giacomo Sacchetto. Al piano terra dell’edificio quattrocentesco ci sono il cocktail bar Velvet e Talise Spa, un’oasi di relax fra reperti di epoca romana e mosaici. L’ospitalità di Palazzo Reggiani con le sue camere padronali è la ciliegina sulla torta.
In Toscana, lungo la Via Francigena, nel borgo di Colle di Val d’Elsa si scopre la cucina regionale contemporanea del Barbagianni, firmata dallo chef Alessandro Rossi, tra orto biodinamico e materie prime del territorio, compreso il pescato delle coste tirreniche. La carta vini si apre come un omaggio alla regione, tra grandi classici e nuove interpretazioni, per poi allargare l’orizzonte verso rotte internazionali, dalle anfore della Georgia al Monte Fuji.

Proseguendo nel Lazio, a Frascati, ConTatto porta l’esperienza “nel sottosuolo”, nella grotta del ristorante in cui alcuni ingredienti vengono coltivati, maturati e affinati, ma la speciale location ospita pure dei suggestivi e insoliti aperitivi. Panorami mozzafiato, vita lenta, monumenti, parchi e musei a cielo aperto – come la splendida Villa Torlonia – caratterizzano la cittadina dei Castelli Romani alle porte della Capitale. Proprio qui si trova l’insegna che lavora una materia prima a “chilometro sotto zero”, al di sotto della sala. Guidato da Luca Ludovici (chef) e Lorena Cavana (maître), il locale unisce ricerca scientifica e sperimentazione gastronomica.

Ultima tappa, nella Puglia Imperiale, ad Andria: qui la masseria Torrerivera apre (su prenotazione) a degustazioni di olio extravergine e visite guidate, tra frantoio di proprietà e olivi secolari Presidio Slow Food. Nel territorio plasmato nel XIII secolo da Federico II di Svevia, l’azienda agricola che coltiva oltre 56 ettari in regime biologico certificato, propone tasting di Coratina, Peranzana, Santagostino, Uovo di Piccione e Nocellara, varietà svelate sia in purezza che in blend. Arricchiscono l’assaggio i taralli artigianali e il vino.

